Nessuna nuova diagnosi di positività, Molise verso il contagio zero. Si torna a circolare, Toma: “Passaporto sanitario? Non ha senso”

Mercoledì 3 giugno cadono i confini tra le Regioni e anche chi arriva dall’estero non avrà più l’obbligo della quarantena. L’ultimo monitoraggio dell’Iss non registra situazioni critiche. Il Molise è la regione con il più alto tasso di contagiosità, ma dipende dal cluster rom che è sotto controllo, si è stabilizzato e comunque vede un riassorbimento dei nuovi casi. Il Governatore Toma non ha in programma misure restrittive ma invita alla prudenza, anche se spiega: "Il Molise è a contagio ridottissimo, abbiamo avuto un picco fuori scala legato a una comunità rom, ma abbiamo immediatamente risolto la situazione".

Nessuna nuova diagnosi di positività oggi – 30 maggio – in Molise. I tamponi processati dalla Asrem sono stati 260 e la notizia, che segue a dire il vero un trend insistente da molti giorni, è che non ci sono contagi. Ci si avvia, come sta avvenendo per il resto d’Italia, verso la fine dell’emergenza. E anche sul fronte delle ospedalizzazioni le cose vanno bene. Sono soltanto 2 i ricoveri attuali in Malattie Infettive, mentre altre 2  persone sono in Terapia Intensiva per necessità costante di ossigeno. Oggi sono state registrate due dimissioni e un nuovo ricovero. Il numero dei guariti continua a salire. 12 i pazienti dichiarati fuori infezione con doppio tampone, residenti in diversi comuni molisani.

Questo l’ultimo bollettino dell’Asrem:
145 i casi attualmente positivi (133 nella provincia di Campobasso, 11 in quella di Isernia e 1 di altre regioni)
– 436 sono i tamponi positivi (359 nella provincia di Campobasso, 58 in quella di Isernia e 19 di altre regioni)
– 14631 i tamponi eseguiti di cui 13549 negativi. 646 i tamponi di controllo
– All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 4: di questi 2 sono in Malattie Infettive (1 della provincia di Campobasso e 1 della provincia di Isernia), 2 in Terapia Intensiva (provincia di Campobasso)
– Sono 160 i pazienti in isolamento domiciliare (141) o dimessi dalla struttura ospedaliera in quanto asintomatici e clinicamente guariti (19)
250 i pazienti dichiarati ufficialmente guariti (192 della provincia di Campobasso, 42 di quella di Isernia e 16 di altre regioni)
– i pazienti positivi ricoverati al Neuromed, struttura privata accreditata di Pozzilli, sono tutti guariti
– 22 i pazienti deceduti con Coronavirus (16 della provincia di Campobasso, 4 di quella di Isernia e 2 di altra regione)
– 442 le visite domiciliari effettuate dalle Usca (234 Bojano, 89 Larino e 119 Venafro)
– 213 soggetti in isolamento e 0 in sorveglianza

Questa la mappa aggiornata del contagio in Molise
CAMPOBASSO 101 – TERMOLI 12 – BELMONTE DEL SANNIO 5 – CERCEMAGGIORE 4 – PORTOCANNONE 4 – ISERNIA 2 – POGGIO SANNITA 2 – AGNONE 1 – BARANELLO 1 – CAMPOCHIARO 1 – CASTELLINO DEL BIFERNO 1 – CAMPOLIETO 1 – RIPALIMOSANI 1 – VINCHIATURO 1 – SAN GIULIANO DEL SANNIO 1 – PETRELLA TIFERNINA 1 – GUGLIONESI 1 – SAN MARTINO IN PENSILIS 1 – MONTAQUILA 1 – GAMBATESA 1 – ROCCAVIVARA 1

VERSO IL 3 GIUGNO: DOPO 3 MESI E’ POSSIBILE SPOSTARSI FRA REGIONI 

La data è arrivata: dal prossimo 3 giugno i molisani potranno spostarsi in tutte le regioni, senza limiti. E i residenti delle altre regioni italiane potranno andare e venire liberamente in Molise, senza alcun obbligo di comunicare alcunché. Vale per tutta Italia, chiaramente, e sarà l’occasione per riprendere la normalità e per molti anche per rivedere congiunti, fidanzati, amici dai quali gioco forza si è rimasti lontani 3 mesi.

Nessun limite agli spostamenti dal prossimo mercoledì dunque, con possibilità di circolare liberamente. Restano vietati però assembramenti, abbracci, mancato utilizzo di mascherine, mancata distanza di sicurezza. I viaggi all’estero sono consentiti solo in quei Paesi che non hanno posto limiti rispetto all’accoglienza di italiani.

Il Governatore del Molise Donato Toma, che domenica scorsa non ha prorogato l’ordinanza per la quarantena di chiunque rientri da fuori, non ha in programma alcuna misura restrittiva, peraltro come gran parte dei colleghi. “Vedremo cosa succede la prossima settimana che è cruciale perché avremo anche i dati dopo le riaperture del 18 maggio” chiarisce in riferimento alla possibilità che le regioni italiane hanno di introdurre restrizioni sui territori di competenza.

Donato Toma

“Le decisioni si prendono giorno per giorno, programmazione a lungo termine con questo virus non si può fare – continua in una intervista all’Adkronos – Vedremo come sono l’andamento settimanale del ministero della Salute e i nostri dati Asl. Ora il Molise è a contagio ridottissimo, abbiamo avuto un picco fuori scala legato a una comunità rom, ma abbiamo immediatamente risolto la situazione”.

E se territori come la Sardegna pensano di introdurre una sorta di certificazione per chi arriva, Toma boccia l’idea di un passaporto sanitario e spiega perché: “Se faccio un tampone oggi potrei essere negativo e positivizzarmi dopo qualche giorno, quale è il senso? Il test sierologico di massa serve per beccare qualche positivo in percentuale, ma non in termini assoluti”.

In ogni caso il giorno X è arrivato: mercoledì cadono i limiti e i molisani sono richiamati alla prudenza: “Tra una chiusura e una riapertura completa c’è sempre un periodo grigio perché giustamente c’è timore. Io personalmente avrei aspettato un’altra settimana per poi riaprire tutti insieme, però faccio molto gioco di squadra e capisco che le Regioni del Nord hanno necessità di riavviare la macchina economica per tutta Italia” aggiunge il presidente della Regione, difendendo i lombardi “che sono stati i più colpiti e ingiustamente accusati di scarsa attenzione. Più volte ho espresso il sostegno della mia Regione al presidente Fontana perché avere 11 milioni di abitanti e gestire la locomotiva d’Italia è diverso. Ci auguriamo che i lombardi, come veneti o piemontesi e gli altri cittadini del Nord a luglio possano venire in Molise per far ripartire il turismo”.