Movida, aumentano i controlli: multe ‘salate’ per i clienti, bar a rischio chiusura

Più controlli nei luoghi della movida da parte delle pattuglie di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Rischiano avventori e titolari di bar e ristoranti come previsto nel piano che il Viminale ha inviato a prefetti e questori

“Non è tempo di party, movida e assembramenti”. Il premier Giuseppe Conte lo ha ripetuto severamente anche questa mattina – 21 maggio – nell’informativa resa in Parlamento quasi agli sgoccioli della prima settimana post lockdown, iniziata lunedì 18 maggio e caratterizzata dalla riapertura di bar e locali e al conseguente ritorno all’aperitivo e al drink serale.

Le scene dei ragazzi – vicini vicini, senza mascherina e non a distanza di sicurezza – hanno caratterizzato un po’ tutte le città, Campobasso inclusa, nonostante il focolaio scoppiato all’interno della comunità rom imponesse maggiore prudenza e l’ordinanza del sindaco Gravina stabilisse la chiusura a mezzanotte delle attività dedicate al divertimento. Ieri (20 maggio) nel capoluogo sono scattate le diffide da parte della Polizia per due noti locali della città. Il richiamo formale è una sorta di anticamera a sanzioni più importanti.

Folla davanti ai bar, scattano le prime diffide. Giungla movida, gestori dei locali convocati in Questura

In quelle stesse ore, per ordinare la ‘giungla’ di regole, protocolli e linee guida, è entrato in campo il capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, che ha invitato i questori ad “assicurare il rispetto del divieto di aggregazione delle persone e l’osservanza delle misure di distanziamento sociale”. Due giorni prima lo stesso Ministero dell’Interno aveva inviato una circolare ai prefetti fornendo precise indicazioni sul “divieto di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico”.

“Rischiamo nuovi contagi e di tornare indietro”, ha tuonato lo stesso presidente del Consiglio dei Ministri riferendosi alla possibilità di imporre di nuovo il lockdown se ci sarà un’impennata di casi.

Quindi più controlli nei luoghi della movida da parte delle pattuglie di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale nei luoghi maggiormente frequentati, nei centri storici e nelle strade in cui si concentrano i locali che sono un ritrovo per i giovani, soprattutto di sera. Le forze dell’ordine potranno svolgere accertamenti anche tra le persone per verificare il rispetto delle normative. A Campobasso saranno ‘sorvegliate’ speciali le zone del centro, via Ferrari, ma anche tutti quei locali più ‘periferici’ nei quali è facile che ci sia la folla in certi orari.

Il piano del Viminale prevede sanzioni per i clienti e per i gestori dei bar e dei ristoranti che non rispetteranno le regole: multe da 400 fino a 3mila euro e licenza sospesa per i locali. Prima del pugno duro sarà rivolto loro un “invito” a rispettare le norme sul distanziamento che il Governo ha pure voluto incentivare abolendo la tassa per l’occupazione del suolo pubblico e dando quindi modo agli esercenti di ‘aumentare’ la superficie disponibile in cui collocare i tavoli. 

Il Viminale, infine, assegna dei compiti anche ai sindaci che potranno imporre “la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico” nelle quali è impossibile stare a distanza.