L’e-commerce schizza alle stelle con la pandemia, ma attenti al “fai-da-te”: numeri, idee e dritte per le aziende

Giuseppe Colucci, titolare di Blu Srl, azienda specializzata in software gestionali per imprese, spiega le regole di business in tempi segnati dal virus e dalla paura di fare acquisti. "Affiancare il negozio fisico al negozio online è la scelta migliore, e lo dimostrano i dati". ecco quello che bisogna sapere per raccogliere la sfida dell'e-commerce oggi.

Quanto è importante per un’azienda avere un e-commerce?
“Già prima della pandemia da coronaviris, e quindi facendo riferimento a dati del 2019, l’e-commerce in Italia è cresciuto del 30% con un giro d’affari in ambito B2c (che si riferisce alla vendita al consumatore) pari ad oltre 35 miliardi di euro. Partendo da questo dato, con la pandemia da Covid, le aziende che si erano organizzate con l’e-commerce hanno visto crescere a dismisura il fatturato delle vendite online con impennate dell’80% rispetto ai periodo precedenti”.

Giuseppe Colucci Blu srl

E’ vero per tutti i settori? Anche per il food?
“Il Food partiva da una situazione di basso sviluppo in Italia, una penetrazione dell’1,1% a fine 2019. In pratica di ogni 100 euro spesi nel settore alimentare solo 1 passava attraverso l’online. In poche settimane la domanda è schizzata, moltiplicandosi per un fattore di 10 o 20.
In definitiva, stanno cadendo importanti barriere all’acquisto online che finora resistevano. Il settore food, beneficiato dalla situazione contingente, potrà coltivare il trend di crescita investendo in infrastruttura tecnologica e in nuovi modelli di vendita”.

Cosa ti aspetti succederà in futuro?
“Mi aspetto che l’e-commerce possa continuare a svilupparsi dopo questa crisi ed essere percepito dalle aziende come canale da gestire in modo integrato con il negozio fisico. Alla fine di questa difficile sfida vinceranno le aziende che sapranno svolgere veramente un’attività omnicanale”.

E’ sufficiente aprire un negozio on-line per vendere?
“Sarebbe bello, ma non è proprio così. Ormai il consumatore è esperto di acquisti on-line e quindi si aspetta che il sito sia performante alle esigenze standard di acquisto. Ormai valgono le regole del negozio fisico. Chi entrerebbe in un negozio brutto e malandato? Così vale per un e-commerce.
Inoltre è importante che l’utente venga incuriosito ad entrare nel sito, sia attraverso una comunicazione on-line mirata sia attraverso un approccio esperienziale con il sito. Infatti nella progettazione di un sito non manca mai la parte relativa all’user-experience e all’user-interface, due termini che indicano quanto sia importante l’approccio che bisogna avere nei confronti dell’utente”.

Molte aziende hanno realizzato siti e-commerce fai da te. Questo funziona?
“Bisognerebbe provare a vedere quanti di questi generano vendite: io credo nessuno. Se si vuole fare un sito internet che generi vendite, bisogna investire innanzitutto in un prodotto personalizzato, vestito sul business model dell’azienda e che esprima quei caratteri distintivi rispetto alla concorrenza, oltre ad organizzare campagne di vendita online mirate, puntare sui social con specifiche campagne. Noi in Blu Srl per esempio, oltre a programmatori specializzati, ci affidiamo a Designer, a Video Maker a Copywriter tutti con esperienza in ambito web, solo così riusciamo ad offrire un prodotto di alta prestazione e efficace”.

Quando il Covid sarà passato si tornerà ad acquistare come prima?
“Con la pandemia, abbiamo assistito ad una rapida crescita del digitale in Italia, non solo per le vendite on line, ma anche per l’utilizzo dello smart-working che ci ha costretti a trascorrere ore al computer.
Milioni di persone hanno avuto nuove esperienze di acquisto on-line aumentando la fiducia in questo strumento, un fiducia dipesa anche dalla paura del contagio. Penso a cosa penseranno da domani le persone all’interno di un centro commerciale alla vista di un persona che tossisce. Fino a qualche mese fa non ci si faceva caso, oggi l’attenzione alla contaminazione ha una importanza decisamente diversa, pertanto molte persone vorranno continuare a comprare online e dove è possibile ricevere i prodotti a casa con sistemi di delivery”.

Cosa consigli alle aziende?
“La mia visione di vendita è sicuramente di carattere omnichannel, quindi negozio fisico abbinato ad un ecommerce con una infrastruttura digitale che permette di gestire l’azienda in maniera uniforme sia per la vendita diretta sia per quella on-line. In questo modo, posso essere presente sul territorio e contestualmente avere la possibilità di rivolgermi ad una clientela più ampia”.