La storia infinita del canile: resta “abusivo” dopo 20 anni e 4 milioni di soldi pubblici spesi

In una lettera al vetriolo inviata in redazione i volontari tornano a denunciare il degrado della struttura di contrada Santo Stefano e il mancato avvio dei lavori necessari per la messa a norma: "I cani andrebbero spostati, manca una regolare autorizzazione sanitaria". Dito puntato sul sindaco Gravina e il dirigente De Marco oltre che sulla ditta campana che ha l'impianto in gestione. L'assessore Cretella prova a mettere una pezza: "Posso assicurare che svolgeremo tutte le verifiche sui lavori e sulla parte gestionale".

E’ da quasi venti anni che Campobasso non riesce ad avere una struttura dignitosa in cui accogliere i cani abbandonati e più sfortunati. Forse qualcuno ricorderà la vergognosa situazione in cui versava l’ex mattatoio di via Garibaldi che poi è stato chiuso. Ma anche quella di contrada Santo Stefano, dove gli ‘amici a quattro zampe’ sono stati trasferiti, non è riuscita a togliersi di dosso l’etichetta di “canile lager”, nonostante i soldi pubblici spesi e i progetti presentati nel corso degli anni durante le varie amministrazioni comunali e rimasti sulla carta.

Certo, attualmente almeno il problema del sovraffollamento è evitato: il canile ospita 280 animali. In passato si è arrivati a 800 cani, in alcuni periodi anche a mille. A Santo Stefano restano gli altri problemi: le ‘casette’ che ospitano le cucce sono state costruite sul cemento, non c’è uno spazio verde in cui poter far ‘sgambettare’ i cani. L’assenza di un “canile sanitario” era una delle criticità denunciate pure dal Movimento 5 Stelle che, quando era all’opposizione durante la legislatura guidata da Antonio Battista, propose pure la costruzione di un nuovo canile comunale, oltre a soccorrere i poveri animali durante un’abbondante nevicata.

L’ex governo municipale a guida Pd ne aveva previsto l’adeguamento stanziando 200mila euro. Il progetto era stato inserito nel Programma triennale delle opere pubbliche 2017/2019 .

Un anno dopo l’insediamento del Movimento 5 Stelle, i volontari tirano le somme. Anzi, non sono per nulla soddisfatti della scarsa attenzione che l’amministrazione sta riservando alla struttura. Dal punto di vista dei volontari, che con grandi difficoltà hanno prestato la loro opera anche nel periodo del lockdown imposto per l’epidemia da covid (durante la quale sono state sospese ad esempio le procedure di affido), le cose sarebbero dovute andare decisamente meglio. E invece l’auspicato cambio di passo non c’è stato.

In una lettera inviata alla nostra redazione muovono una serie di critiche al Comune, in primis la gestione dell’impresa campana che 12 anni fa ha vinto l’appalto. Nonostante gli “oltre 3,5 milioni di euro versati ad una ditta di Avellino in 12 anni per gestire il canile municipale di Campobasso, non c’è ancora una regolare autorizzazione sanitaria”. Quindi “il canile è abusivo e per legge i cani andrebbero spostati” in un’altra struttura.

Nel mirino ci sono il sindaco Roberto Gravina e il dirigente del settore Vincenzo de Marco che, a loro dire, avrebbe “appaltato 150mila euro di soldi pubblici per la messa a norma del canile”. Ma “i lavori non sono stati realizzati” e “Gravina è a conoscenza di tutto ciò, lo è da 6 anni, da quando sedeva sui banchi dell’opposizione”.

Oltre ad auspicare la rimozione del dirigente, i volontari alzano il tiro: “Sono stati spesi soldi pubblici e gli animali sono ancora costretti a vivere in ambienti non adatti alla loro natura”. 

L’assessore Simone Cretella, titolare della delega e che proprio il 14 maggio si è recato in visita al canile, prova a mettere una pezza: “I volontari svolgono servizi lodevoli e necessari perché assicurano quel minimo di benessere agli animali e posso assicurare che svolgeremo tutte le verifiche sui lavori e sulla parte gestionale. Mi riservo di fare delle verifiche anche sulla base delle segnalazioni dei volontari. Posso assicurare che continueremo a vigilare sul canile, faremo controlli dal punto di vista gestionale e infrastrutturale”.