Le rubriche di Primonumero.it - L'Ospite

La scuola luogo di incontro di anime

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    Mario Antenucci – poeta e scrittore del Molise

     

    In questo tempo di pandemia si parla tantissimo di salute e di economia e come ripartire avendo riguardo a tali problemi, Essa ha messo in sordina la voce dei bambini e degli scolari e i loro diritti – diritti ad essere educati e formati. Loro oltre ad avere diritto alla famiglia, ove crescono circondati da affetti e sentimenti, hanno anche diritto alla scuola dove si educa giocando e studiando in comunità e in socialità. La comunità è una componente principale ed essenziale per il loro sviluppo integrale. Una pianticella se impiantata in zona argillosa o pietrosa, luogo non idoneo, difficilmente può attecchire e crescere. Così come un bambino se si lascia fuori dall’ambiente naturale della scuola e dell’istruzione difficilmente si formerà. In un mondo asfittico crescerà malamente e a fatica.

    Ora è opportuno che essi, a settembre, tornino a stare nel loro mondo, nel luogo materiale e sociale, insieme agli altri, dove potersi confrontare, dove poter scambiare, dove poter creare e interagire con gli altri.

    Già troppo tempo è stato isolato e ha trascorso tempo in isolamento ben conoscendo che la sua naturale propensione è quella della socializzazione..

    La scuola deve tornare ad essere luogo di anime di bambini, di ragazzi, di insegnanti che si incontrano per educarsi e non luogo di distanziamento sociale, restituendo a tutti i partecipanti al processo formativo il diritto alla socialità.

    Il Coronavirus li ha distanziato materialmente e socialmente; ora spetta a tutti e soprattutto agli addetti ai lavori – governanti, comitati di studio, educatori, pedagogisti, psicologi, dirigenti scolastici- trovare soluzioni innovative dei sistemi di apprendimento, di organizzazione, di adattamento ai mutati contesti così come in passato hanno fatto Maria Montessori, don Bosco,  e non ultimo don Milani. L’importante è che, al centro di tutto il complesso nuovo educativo ed organizzativo, venga posta attenzione alla persona bambino, alla persona ragazzo scolaro o studente che sia,  in modo da creare per il futuro una società ordinata.

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