La faccia dello spot Iliad 2020 è di un molisano. Fabio Di Narzo, attore per caso: “Questi capelli sono la mia fortuna”

La pubblicità Iliad in cui è il protagonista è solo l’ultima di una lunga serie, che arriva dopo sfilate, e spot vari. Fabio Di Narzo, 34 anni, residente a San Giacomo degli Schiavoni, nella vita si occupa di comunicazione e social media management per una municipalizzata di Pavia, ma da 10 anni lavora “per divertimento” anche nella pubblicità. Scelto per un volto da eterno adolescente e la massa ribelle di capelli ricci, ammette di essere fotogenico e scherza: “Mi hanno scelto perché con la quarantena i capelli erano cresciuti a dismisura. Evidentemente sono piaciuti agli autori dello spot Iliad”.

Ci sono volti sui quali il tempo sembra non lasciare traccia. Ma più che una questione di rughe e segni dell’età, è un fatto di espressione. Quella di Fabio Di Narzo è emblematica: sembra un ragazzino. Non che sia vecchio, intendiamoci. Ha soltanto 34 anni, solo che ne dimostra… quanti? Sicuramente molti meno. E sicuramente quella chioma ribelle, un casco di ricci inanellati attorno a un volto particolarmente fotogenico, fa il resto.

fabio di narzo spot iliad

“Alcune cose non cambiano mai” recita sul finale lo spot Iliad, importante operatore telefonico. Manco a dirlo, calza alla perfezione per questo ragazzo molisano nato a Termoli e con residenza a San Giacomo degli Schiavoni, dove torna spesso, soprattutto in vacanza, e dove conserva legami importanti di amicizia oltre che familiari. La faccia maschile di Iliad Rivoluzione 2020 è la sua, e non è certo la prima volta che viene scelto per girare spot.

Fabio di Narzo

Da Vodafone a Fernet Branca, dalla Gazzetta dello Sport a Sky: il suo curriculum di “attore per caso” è nutrito, anche se non in tutti gli spot gioca un ruolo da protagonista come accaduto in quest’ultimo, che da qualche giorno gira in tv, su Youtube e naturalmente sui social. Impossibile, per chi lo conosce, non riconoscerlo mentre smanetta con la pen-drive, il pc e il telefonino, leggendo i messaggi della nonna. E difatti i commenti sono arrivati a pioggia. “Sei tu, riccio?”.

Proprio lui. Lo stesso ragazzo che da dieci anni a questa parte interpreta ruoli volanti per importanti pubblicità tormentone, e che ha prestato anche volto, corpo e naturalmente chioma alla moda. Un esempio? Woolrich, Dolce&Gabbana, per i quali ha sfilato nel 2019. “E’ stato divertente – racconta – parecchio. Una bella emozione, con gli occhi del pubblico ai lati della passerella addosso, gli scatti dei fotografi attorno”.

Per chi prende la vita con la giusta dose di leggerezza, senza rincorrere sogni ambiziosi, accettando quello che arriva con un sorriso inconfondibile, ogni occasione assume il sapore prezioso dell’esperienza. Perfino girare lo spot di Iliad – mercoledì scorso – con operatori, autori, tecnici in mascherine, visori, tute monouso. Una pubblicità ai tempi del Covid? “Anche quella deve andare avanti e ripartire” scherza dicendo una verità.

Dove? “A Milano, naturalmente. La patria degli spot. E’ stata realizzata in studio, in un pomeriggio intero. C’è un posto dove ricostruiscono ambienti al chiuso, che si usa proprio per questo tipo di lavoro”.

Una sorta di Cinecinettà della pubblicità, dove Fabio Di Narzo è stato la “star” per tutto il tempo delle riprese. “Non sapevo se sarei stato scelto proprio io, fino alla fine. Poi beh, sono piaciuto per il ruolo maschile ed è andata bene”.

Uno spot sanificato, pure quello? “Certo. Mascherine, tute che sembrava di stare sul set di una serie tv crime, vestiti ripassati al vapore a ogni cambio o tocco, misure di sicurezza a non finire”.

E’ un’esperienza, forse unica, chissà. Intanto chi se la scorda. Fabio sorride al telefono, si prende in giro. “Sono i miei capelli, alla fine convincono”. Quel cesto di ricci gli è valsa una partecipazione dopo l’altra in spot importanti e, naturalmente, pagati. Anche se lui è un attore-modello per caso, e solo all’occorrenza. Nella vita fa anche altro. Ha un lavoro da impiegato nell’ufficio comunicazione e social media manager di una azienda municipalizzata a Pavia. “Stile la vostra Rieco” precisa, lasciando intendere che le dinamiche del Molise le conosce alla perfezione.

Fabio di Narzo

Pavia è la città dove vive e sta per acquistare la sua prima casa, dove si è trasferito per lavoro dopo il corso di laurea in Economia e management a Pescara e il master in Sport Management, Marketing and Society alla Bicocca di Milano. “Dopo il tirocinio sono arrivato a Pavia e ci sono rimasto”.

E gli spot? La pubblicità?  “Niente di troppo impegnativo, la cosa è nata quasi per gioco”. Milano, 10 anni fa, lo avvicina un’agente. “Hai la faccia giusta per un sacco di cose, sei diverso”. Leggi: l’omologazione non è sempre un vantaggio, non sempre è meglio assomigliare a Brad Pitt che a se stessi. “Insomma, se avessi avuto un’altra faccia non mi avrebbe puntato. E nemmeno se avessi avuto i capelli lisci”.

E adesso vaglielo a spiegare a quei ragazzini complessati dai boccoli che si rasano a zero o si piastrano il ciuffo per sembrare Ronaldo, che non funziona esattamente così. A proposito, questi capelli come funzionano? Insomma, sono selvaggi o li curi?

“In quest’ultimo periodo li ho lasciati crescere liberamente e più del solito, anche perché con il lockdown non avrei potuto dare una spuntatina nemmeno volendo. E’ stata una fortuna, se me li fossi tagliati forse Iliad non mi avrebbe voluto”.

Ride, poi rivela con una punta di divertimento nella voce. “Il mio parrucchiere di fiducia comunque sta a Termoli, anche se da un po’ ha aperto un salone pure a Milano, così non ho problemi”. Indovinare chi non è difficile. “Hai visto com’è piccolo il mondo?”.

Fabio Di Narzo nello spot di Expo 2015

In ogni caso, da dieci anni a questa parte (sempre con gli stessi capelli) è sotto contratto nell’agenzia milanese che gli procaccia ruoli e servizi in base al mercato. Lui non scalpita per fare l’attore, ma l’idea lo diverte. “Purchè sia a questo livello, recitare è una cosa diversa, devi studiare, non è che si improvvisa così”. Mai accarezzato dalla tentazione di mollare tutto e provarci?

“In realtà no, mi va benissimo così. Non ho grandi pretese e penso che se da una cosa ne nasca un’altra sia tutto di guadagnato. Poi il cinema, beh, è completamente diverso”.

Non sottolinea, Fabio Di Narzo, che l’attitudine alla telecamera ce l’ha, altrimenti non sarebbe così popolare nel settore spot. “Non dico che sia facile, certo un po’ di talento lo devi avere…”.

Andata. Resta la leggerezza di fare esperienze poliedriche e divertenti, un secondo lavoro che arricchisce lo spirito, migliora l’umore e strappa perfino il consenso dei genitori, a San Giacomo degli Schiavoni.

“Se sono contenti? Molto. Si divertono anche loro a vedermi e rivedermi mentre passa la pubblicità in tv. Sanno che è un gioco, che non finisce il mondo se salto un giro perché vivo di altro”.