Box irregolari nel canile, multa da 12mila euro dopo ispezione guardie zoofile. Denuncia choc: “Episodi di cannibalismo”

Ottanta box non sono stati considerati a norma dalle guardie zoofile che due giorni fa (21 maggio) si sono recate nella struttura che si trova nella frazione Santo Stefano con vigili urbani e forestali, oltre che alla presenza dell'assessore del Comune Simone Cretella. Continuano intanto le indagini della Procura di Campobasso a cui presto sarà indirizzato un altro esposto da parte delle associazioni ambientaliste che l'anno scorso hanno presentato una prima denuncia.

Ottanta box non a norma e irregolarità nei registri: è quanto accertato dopo un’ispezione al canile di Santo Stefano dal Nucleo guardie zoofile che ha elevato una sanzione di 12.500 euro al Comune di Campobasso.

Gli accertamenti risalgono a due giorni fa (21 maggio), quando la struttura era stata da poco riaperta al pubblico: nel periodo del lockdown imposto per evitare il contagio da covid, anche ai volontari è stato proibito l’accesso come disposto dal dirigente Vincenzo De Marco. Gli unici autorizzati ad entrare erano i dipendenti della società consortile Segestma, la ditta che nel 2015 si è aggiudicata l’appalto per la gestione del canile.

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Per valutare le condizioni della struttura, sulla quale si sono accesi di nuovo i riflettori, gli agenti si sono recati in contrada Colle Caruso assieme ai forestali, ai vigili urbani e all’assessore comunale al ramo Simone Cretella, come riferisce a Primonumero il coordinatore provinciale delle stesse guardie zoofile nonchè rappresentante dell’Oipa Giancarlo Calvanese. 

Per chi non lo sapesse, il nucleo delle guardie zoofile si occupa della prevenzione e della repressione delle infrazioni alle norme poste a tutela degli animali ed è autorizzato da un decreto del prefetto. “Gli agenti – spiega Calvanese – svolgono un ruolo di polizia giudiziaria e amministrativa per i reati contro gli animali”.

La maxi multa per le irregolarità – rispetto a quanto previsto dal regolamento regionale – riscontrate nell’impianto che ospita 270 animali è solo l’ultimo ‘capitolo’ di una vicenda sulla quale sta indagando anche la magistratura dopo la denuncia presentata l’anno scorso. Le associazioni animaliste stanno per tornare alla carica: a breve depositeranno un esposto dettagliato per chiarire perchè, nonostante i fiumi di soldi pubblici spesi, il canile si trovi ancora in quelle condizioni. “Non è norma, lo avevano già evidenziato in passato un’ispezione ministeriale e una dell’Asrem”, ribadisce l’esponente dell’Oipa.

Intanto nel canile si sarebbero registrati episodi di cannibalismo tra gli animali, come riferito a Primonumero da chi ha potuto purtroppo accertarlo: “Ultimamente sono morti altri due cani, erano rimasti impigliati con le zampe nelle reti e sono stati mangiati dagli altri cani presenti nel box”.

Venti giorni fa le associazioni animaliste hanno anche inviato una diffida al sindaco Roberto Gravina chiedendogli di intervenire urgentemente in quanto principale autorità sanitaria della città. Senza però ricevere una risposta.