Inquinamento dell’aria, trasporti prima causa: rischi per salute e clima secondo l’epidemiologo molisano Iarocci

Nuovi studi di carattere ambientale dal noto ricercatore molisano sull’Annuario dei Dati Ambientali 2019 di ISPRA

Un nuovo lavoro fatto dal noto statistico ed epidemiologo Gianluca Iarocci, esperto di tematiche ambientali è stato recentemente pubblicato. Iarocci, autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali nel campo della statistica e dell’epidemiologia, ha contribuito alla realizzazione della sezione trasporti dell’Annuario dei Dati Ambientali 2019 di ISPRA.

Le tematiche ambientali sono diventate negli ultimi anni sempre di maggiore importanza, gli effetti del surriscaldamento del pianeta già iniziati sono: l’aumento delle malattie e delle morti; l’innalzamento del livello delle acque marine, l’erosione delle coste, le inondazioni interne, il ritiro dei ghiacciai e delle calotte polari; intense variazioni nelle quantità di precipitazione; l’aumento della salinità degli oceani; la struttura dei venti; gli eventi metrologici estremi (siccità, precipitazioni eccezionali, inondazioni, cicloni tropicali, ondate di calore); la perdita della biodiversità; la riduzione delle produzioni agricole per siccità e inondazioni; la riduzione delle foreste e desertificazione; la riduzione della disponibilità di acque e peggioramento della loro qualità.

Gli impatti dei cambiamenti climatici sono dunque negativi mentre in casi rari possono favorire delle opportunità (es. nuovi business per il settore industriale in materia di nuovi materiali da costruzione e riscaldamento, sistemi di climatizzazione, …). L’inquinamento atmosferico rappresenta il principale fattore di rischio ambientale per la salute umana in Europa e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato il particolato atmosferico tra le sostanze accertate come cancerogene per l’uomo.

Molte misure e politiche di contrasto all’inquinamento atmosferico sono state adottate negli ultimi decenni, dal livello europeo a quello locale, ma gran parte della popolazione e degli ecosistemi europei è tuttora esposta ad elevate concentrazioni di inquinanti che eccedono i limiti di qualità dell’aria stabiliti nelle direttive europee e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il monitoraggio, la valutazione sistematica dello stato della qualità dell’aria e la capacità di identificare e stimare il contributo delle varie sorgenti, la previsione a breve termine della qualità dell’aria e la produzione di scenari a medio-lungo termine che valutino gli effetti di politiche di riduzione delle emissioni, sono tutte azioni consolidate nel nostro Paese ma che necessitano di aggiornamenti e innovazioni continui.

Le emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti sono all’origine di problemi ambientali importanti e urgenti da affrontare, individuare e conoscere, disporre dei dati delle emissioni è fondamentale per formulare politiche ambientali sulla qualità dell’aria e monitorarne l’efficacia.

Per quanto riguarda le emissioni di gas serra (GHG), i trasporti risultano, insieme alle industrie energetiche, i settori maggiormente responsabili delle emissioni. Nel 2017, in Italia, i trasporti sono responsabili del 23,3% delle emissioni totali di gas serra, pur essendo diminuite del 2,7% nel periodo 1990-2017. Nel 2017 la CO2 costituisce il 98,9% delle emissioni di GHG dai trasporti e la strada contribuisce in modo preponderante alle emissioni di CO2, con il 93,6% del totale.

Lo studio sui Trasporti 2019 di Gianluca Iarocci