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Il Covid? Non si prende in campagna. “Chance per il turismo, venite in vacanza nella natura molisana”

Secondo dati Inail solo lo 0,06 per cento delle denunce di infortunio sul lavoro causa coronavirus arrivano dall’agricoltura. Coldiretti ne approfitta per promuovere gli agriturismi e Forche Caudine lancia l’idea: “puntiamo sui lombardi”

La campagna sembra il posto ideale per stare lontani dal coronavirus. Lo testimoniano le pochissime denunce di infortunio causa covid-19 giunte all’Inail in questi mesi. Solo lo 0,06 per cento delle 43.399 segnalazioni tra fine febbraio e il 15 maggio 2020 arrivano infatti dall’agricoltura. Il che può essere un bene per il settore primario ma anche per il turismo molisano e i suoi agriturismi.

Che in Molise si mangia bene è ormai risaputo. Ma che ci siano anche splendidi scenari di campagna probabilmente non è noto a molti, dato che la ‘regione che non esiste’ viene difficilmente localizzata sulla cartina geografica da chi non ha legami con questa terra, vedasi caso Toti di qualche settimana fa.

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Invece oltre ad avere un bel mare e spiagge incantevoli, una storia millenaria ancora tutta da scoprire e paesaggi di collina e di montagna da lasciare a bocca aperta, il Molise è perlopiù un territorio rurale. Generazioni di contadini e pastori che nell’ultimo secolo hanno lasciato agricoltura e allevamento per industria e servizi.

Ma negli ultimi anni sono fioriti tanti agriturismi, capaci di miscelare la tranquillità di posti incontaminati e lontani dal caos cittadino, la cucina genuina e l’accoglienza che è caratteristica riconosciuta della gente molisana.

Il covid-19 ha dato una mazzata tremenda al settore turistico, ma il Molise ha quest’arma in più che andrebbe sfruttata. Dopo aver commissionato lo studio che testimonia la sicurezza anti covid in campagna, Coldiretti lancia una sorta di spot.

Trattore campagna

“Un dato – osserva Aniello Ascolese, Direttore regionale di Coldiretti Molise – che dimostra il maggior livello di sicurezza nelle campagne dove si lavora spesso all’aria aperta ed è più facile mantenere le distanze grazie ai grandi spazi disponibili. Si tratta – ha aggiunto Ascolese – di una buona notizia sia per quanti lavorano nelle campagne di raccolta estiva in agricoltura che per chi sceglie di passare le vacanze a contatto con la natura nei 24mila agriturismi dislocati in tutta Italia.

Gli agriturismi, spesso situati in zone isolate della campagna, in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sottolinea la Coldiretti – i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Con l’arrivo della bella stagione, poi, sostenere il turismo in campagna significa evitare anche il pericoloso rischio di affollamenti al mare o nelle città”.

Sempre a proposito di accoglienza turistica, secondo ‘Forche Caudine’, storico circolo dei molisani di Roma, un obiettivo da centrare è quello dei turisti lombardi. Il motivo è che molti giornali hanno fatto nei giorni scorsi, solo perché le due regioni risultavano fra quelle più a rischio per indice di contagiosità e quindi a rischio riaperture dei confini regionali del 3 giugno. Un accostamento che sembra abbastanza campato in aria, sia per la diversità delle situazioni sanitarie, sia perché una decisione sulle riaperture deve ancora essere presa. Ma nonostante l’ipotesi di trasferimenti soltanto tra queste regioni per le vacanze sia tutta da verificare, alcuni giornali della Lombardia hanno rilanciato l’idea di vacanze in Molise.

‘Forche Caudine’ ha colto l’occasione al volo per far conoscere il Molise ai lombardi, mettendo in evidenza, “tramite il prestigioso apporto del professor Mancini, i collegamenti sul fronte principalmente della storia longobarda”.

Planta Tour Bagnoli

Ecco quindi sottolineate “le più significative testimonianze della presenza longobarda in Molise: i toponimi di alcuni borghi (compresa Campobasso), castelli e ruderi (Bagnoli del Trigno, Cerro al Volturno, Civita di Bojano, Tufara), edifici religiosi (Santa Maria di Casalpiano a Morrone del Sannio), necropoli (località Morrione e Vicenne nella piana di Bojano). Presenza che potrebbe essere valorizzata, come offerta turistica unica, con tutto il Sannio, a cominciare dalla chiesa di Santa Sofia a Benevento, inserita dall’Unesco nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.

“Ancora una volta sono la storia e la cultura ad offrire possibilità di valorizzazione – dicono dall’associazione -. Sarebbe ora che le politiche regionali puntassero principalmente su questo, anziché perpetuare sagre o produzioni che, per quanto importanti, non possono certo rappresentare un’unicità e un elemento di richiamo per target così lontani”.

Fra la tranquillità in sicurezza della campagna e le tracce longobarde, ennesimo assist per il turismo molisano. Sperando che qualcuno sappia sfruttare l’occasione.

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