Gazebo per i clienti di bar e ristoranti, il suolo pubblico non si paga: ok a delibera

A Campobasso le attività commerciali non pagheranno la tassa per l'occupazione del suolo pubblico e potranno installare i dehors. Via libera alle linee guida per i gazebo che le attività commerciali potranno installare all'aperto in città: dovranno essere aperti, privi di chiusura ai quattro lati per consentire il distanziamento sociale ed evitare il rischio di propagarsi del covid.

In attesa dell’annuncio ufficiale del Governo sulla riapertura di bar, pizzerie e ristoranti, che si sono dovuti fermare per due mesi a causa dell’epidemia, la giunta comunale di Campobasso ha approvato la delibera che fissa le regole a cui dovranno attenersi i gestori di tali esercizi commerciali duramente colpiti dalla crisi economica connessa all’epidemia da covid-19.

Nel decreto Rilancio è stata abolita la Tosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. E ora l’amministrazione guidata da Roberto Gravina ha fissato le modalità in cui sarà possibile occupare il suolo pubblico garantendo il distanziamento sociale ed evitando il contagio da coronavirus. Saranno privilegiati ad esempio i dehors, i gazebo privi di chiusura ai quattro lati.

“La delibera di Giunta – riferiscono da palazzo San Giorgio – è un atto ufficiale e significativo e presenta una serie di azioni che verranno sin da subito messe in campo a favore dei gestori, finalizzate anche a conseguire, con l’ampliamento e la dislocazione all’aperto delle superfici commerciali dei locali interessati, il non secondario obiettivo di migliorare l’applicabilità e l’efficacia delle misure di prevenzione e contenimento dell’epidemia”.

Tutto ciò, in definitiva, nell’ottica di favorire la ripresa delle attività e di rendere più sicuro e tranquillo l’accesso dei cittadini alla fruizione di servizi, peraltro essenziali anche dal punto di vista della rinascita dei contatti sociali.

Paola Felice comune Campobasso

“Abbiamo elaborato e prodotto una delibera di Giunta frutto di un profondo lavoro di ascolto da parte dell’Amministrazione comunale verso le esigenze specifiche dei gestori”, ha dichiarato l’assessore alle Attività Produttive, Paola Felice. “Con questo atto, di fatto semplifichiamo, anche grazie a quanto scritto nel Decreto Legge presentato dal Governo, le procedure per l’occupazione del suolo pubblico da parte delle attività commerciali, soddisfacendo così le richieste che ci erano pervenute in modo diretto in un precedente confronto che avevamo avuto con i gestori.”

Grazie a questa delibera, infatti, non vi saranno, in linea generale, limiti quantitativi alle superfici occupabili, se non quelli connessi a principi di ragionevolezza, proporzionalità, senso civico e buon senso.

“Siamo certi – ha detto Felice – che, grazie alla collaborazione degli stessi esercenti saremo capaci di utilizzare questo periodo di sperimentazione anche per far nascere qualcosa di bello e duraturo che possa essere preso in considerazione per rendere la città più bella anche esteticamente, magari condividendo le idee progettuali per una sorta di giardini d’inverno.”

Ma un altro passaggio fondamentale della delibera sta nell’aver definito come, da parte degli esercenti nulla sarà dovuto, a titolo di Cosap o Tosap, per l’occupazione del suolo pubblico fino al 31 ottobre 2020.

“L’Amministrazione Comunale, inoltre, – ha aggiunto l’assessore Felice – con l’obiettivo di sostenere ulteriormente il rilancio delle attività produttive cittadine, si riserva di esperire, a strettissimo giro, ogni utile iniziativa finalizzata a verificare la fattibilità e la sostenibilità di bilancio dell’esonero, con successivo atto, dal pagamento di quegli stessi tributi anche per il periodo 1 novembre – 31 dicembre 2020 ed eventuali periodi di proroga, nonché per l’esonero, per l’intero periodo (decorrente dalla data di esecutività della delibera), di quanto dovuto dagli esercenti, secondo la vigente regolamentazione, a titolo di indennizzo per il mancato utilizzo dei parcheggi a pagamento, per l’occupazione di aree ivi ricadenti”.

L’assessore Felice ha sottolineato come l’Amministrazione stia ragionando insieme agli stessi esercenti sulla definizione degli orari, in attesa di un auspicabile atto in tal senso da parte della Regione che renderebbe di fatto più chiaro ed omologato il quadro per tutti i comuni del nostro territorio