Dalla cassa integrazione al rilancio della filiera avicola: sindacati sollecitano Regione

"Occorre un incontro urgente per ricercare soluzioni a breve e lungo termine": la richiesta di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil al presidente Toma

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil tornano ad accendere i riflettori sulla vertenza Gam e sollecitano un incontro al presidente Donato Toma, destinatario della missiva che fa seguito alla richiesta del 10 aprile.

“Non riteniamo chiusa la vertenza Gam – scrivono nella nota i rappresentanti sindacali – i problemi non si possono archiviare o seppellire. I problemi si devono affrontare”.

Gli esponenti sindacali chiedono di ‘riannodare il filo del discorso’, di riprendere l’iter di rilancio bruscamente interrotto dall’emergenza sanitaria legata al covid. Prima di questa la cooperativa Tripla A aveva presentato un piano per rilanciare la filiera avicola.

“Chiediamo con urgenza la costruzione del percorso proposto al Ministero dello sviluppo economico il 30 settembre 2019 che prevedeva investimenti sulla filiera bassa per implementare l’attività dell’incubatoio e la possibilità di valutare ogni possibile idea imprenditoriale che punti al rilancio di tutta la filiera avicola, a compimento della quale, occorre porre le condizioni per la costruzione di un macello”, esplicitano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil

Il percorso di rilancio della filiera bassa individuato in sede ministeriale e le politiche attive che la Regione stava approntando – argomentano – hanno subito una brusca interruzione nella loro definizione causata dalla sopraggiunta emergenza coronavirus”.

C’è poi il problema degli ammortizzatori sociali in scadenza: “Considerato l’approssimarsi della scadenza della cassa integrazione Gam, l’interruzione del percorso delle politiche attive”, i sindacati ritengono necessario “ricorrere agli strumenti previsti dal Decreto Cura Italia che permette di fruire di ulteriori settimane per prolungare la cassa integrazione garantendo così un recupero di tempo prezioso teso a definire soluzioni per percorsi di investimento e occupazione.

Infine l’appello: “Si incominci da quanto abbiamo, cioè dal riconoscimento di area de crisi complessa quale strumento in essere, da presidiare, rilanciare e rafforzare anche con l’aiuto e il coinvolgimento del ministero e di Invitalia al fine di individuare strumenti straordinari che mirino al lavoro e al welfare.

Ad oggi solo un drammatico risultato, che ci auguriamo possa essere recuperato e che attiene ai fondi previsti dal Decreto interministeriale n. 5 del 5 marzo 2020 dove il Molise risulta assente. Ribadiamo e chiediamo nuovamente un incontro urgente per ricercare soluzioni a breve e lungo termine, per evitare che in un periodo già così difficile e complicato si ingeneri ulteriore disagio e rabbia sociale”.