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Fiat riapre, “saluta” il Fire dopo 23 milioni di pezzi e guarda al futuro: dal 2021 via agli ibridi foto

Riccardo Mascolo, segretario Interregionale Fim Cisl di Abruzzo e Molise, racconta il protocollo di sicurezza anti- Covid che ha consentito di tornare nella più grande fabbrica del Molise, dove lavorano oltre 2500 persone, e le prospettive future. “Nella crisi emergenziale odierna, specialmente in epoca di pandemia, noi siamo fortunati”

La Fiat riparte con un nuovo protocollo di sicurezza tra termoscanner, operazioni di sanificazione, distanziamento sulla catena di montaggio. Riaperta dopo la lunga pausa dovuta al lockdown e alla esigenza di riorganizzare lavoro e ingressi la più grande fabbrica del Molise, dove lavorano oltre 2500 persone.

Il 7 maggio, con l’ultimo motore Fire “sfornato” dallo stabilimento metalmeccaico, si è formalmente concluso un ciclo produttivo durato quasi 26 anni. La produzione del Fire a Termoli è iniziata a cavallo tra il 1984 e 1985, come ricorda e racconta Riccardo Mascolo, segretario interregionale Fim Cisl di Abruzzo e Molise.

Si chiude un’epoca alla Fiat di Termoli, prodotto oggi l’ultimo modello di motore Fire

Il Fire ha dato “da mangiare” a tre generazioni, rappresentando l’ancora di salvezza per un territorio dove progressivamente fabbriche e capannoni industriali hanno chiuso. “Ora la speranza è che si creino le stesse condizioni per il futuro con i motori ibridi” spiega Mascolo, illustrando tempistiche e caratteristiche della produzione che sarà avviata il prossimo anni. In epoca – si spera – di post Covid.