Anestesista preso a pugni al Veneziale dal familiare di un defunto. Scatta la denuncia: “Si riattivi posto di polizia”

Ancora una aggressione al personale medico: stavolta è accaduto all'ospedale Veneziale, vittima il rianimatore David Di Lello cui va la solidarietà dell'OmCeO di Isernia. "Episodio gravissimo". Riemerge con forza la questione sicurezza a tutela del personale sanitario

Un rianimatore è stato preso a pugni dal parente di un anziano ricoverato al Veneziale di Isernia e deceduto poco prima. È successo ieri sera, 25 maggio, nel nosocomio della cittadina pentra e a farne le spese è stato un medico rianimatore, ‘reo’ soltanto di essere in servizio.

La vittima dell’aggressione – avvenuta nel reparto di Chirurgia – è il dottor David Di Lello, dirigente medico in Anestesia e Rianimazione, che subito ha provveduto a sporgere denuncia alla locale Questura. Per l’episodio è stata chiesta anche un’indagine interna all’Asrem.

Un episodio gravissimo, che riporta alla luce le condizioni di scarsa sicurezza in cui opera il personale sanitario, vittima troppo spesso di aggressioni intollerabili. Non si contano più ormai gli episodi di questo tipo, in circostanze analoghe e con dinamiche simili. Familiari di pazienti che danno in escandescenze e che si scagliano contro i medici, specie nelle ore notturne. Diversi i casi accaduti nei Pronto Soccorso o nelle Guardie Mediche, dove l’assenza di vigilantes è stata posta spesso sotto accusa.

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Sconcerto e biasimo – ma anche una comprensibile rabbia – sono stati espressi dall’Ordine dei Medici di Isernia, che allo stesso tempo pone l’accento su una criticità che non può più rimanere sottotraccia: “Evidentemente neanche la pandemia ha posto un argine alle violenze subite dal personale sanitario. Occorrono azioni concrete per evitare che episodi del genere si verifichino ancora. Al di là dei provvedimenti in via di approvazione in Parlamento, crediamo sia giunto il momento non solo di riattivare il posto di polizia dell’ospedale, ma anche di proteggere le guardie mediche, almeno con un sistema di videosorveglianza. Bene ha fatto il collega Di Lello a denunciare l’episodio: queste vili aggressioni non possono e non devono essere tenute nascoste. A lui giunga la solidarietà e il pieno sostegno da parte dell’Ordine dei medici di Isernia”.

David Di Lello, non appena giunto in reparto, è stato colpito con un pugno all’orecchio, riportando ferite giudicate guaribili in 8 giorni. A raccontare l’episodio lo stesso di Lello: “Ero stato chiamato per un’urgenza. Appena sono arrivato una persona mi ha chiesto se ero un rianimatore e mi ha sferrato un pugno. Nonostante fossi tramortito ho prestato assistenza e poi mi sono recato in Pronto Soccorso, non potendo portare a termine il turno per le condizioni di salute”.

Dall’episodio nasce anche una domanda, che lo stesso medico ha posto in rilievo: è possibile che, in piena emergenza Covid-19, siano presenti persone diverse dai malati in corsia?

Dello stesso avviso il presidente dell’Ordine di Isernia: “Condivido in pieno la sua riflessione: premesso che in nessun modo può essere giustificata un’aggressione, nemmeno la morte di una persona cara, è assurdo che ciò avvenga in un ospedale, per giunta in piena pandemia. Quando, cioè, in ospedale dovrebbero esserci solo i malati e il personale in servizio. Purtroppo – ha aggiunto Crudele – le violenze subite dai medici hanno subito sì una flessione in queste ultime settimane, ma siamo ben lontani dalla soluzione del problema.

Il Parlamento, è vero, sta per dare il via libera a una legge che dovrebbe tutelare maggiormente il personale medico e paramedico. Ma credo sia necessario rafforzare anche i servizi di vigilanza, oltre alle pene. Al pronto soccorso di Isernia l’assenza del posto di polizia si sta facendo sentire. Anche il servizio di guardia medica, soprattutto nelle ore notturne, dovrebbe essere tutelato in maniera più incisiva. Un sistema di allarme collegato con le forze dell’ordine, unitamente alla videosorveglianza, potrebbe rappresentare un primo importante passo in avanti. Per questo – ha concluso il presidente dell’Ordine dei medici di Isernia – rinnovo il mio invito ai vertici della sanità regionale, affinché intervengano con azioni mirate a tutela di medici e paramedici”.

Ferma anche la condanna dell’Asrem, l’azienda sanitaria molisana. Che promette che presto si intavolerà un dialogo col Questore e le altre autorità per ripristinare condizioni di sicurezza nel nosocomio isernino.

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