Ecco cosa si può fare e cosa è ancora vietato dal 4 maggio. Si riconquista un pezzetto di libertà

Dalla mezzanotte di lunedì 4 maggio scatta il nuovo Decreto del Governo: ok alle passeggiate e allo sport lontano da casa, alle visite ai parenti e al cibo da asporto nei ristoranti. Sbrogliati i nodi legati al termine congiunti: sono "i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)".

La doppia domanda del giorno è: cosa si può fare dal 4 maggio? E cosa invece non ancora è possibile fare? Non si vince nulla se si indovina, ma magari si evita una multa, una sanzione che di questi tempi equivarrebbe a una vera beffa. La fase 2 scalda i motori e attende solo il semaforo verde: nelle prossime ore lo start. Ma è importante sapere come muoversi e cosa, chi, quando, dove e perché fare.

Un pezzetto di libertà sarà riconquistata, questo è sicuro. Ma non bisogna abusarne, diciamo così. Sarà possibile muoversi all’interno della regione di residenza, passeggiare anche lontano da casa e andare a trovare una persona cara. Per gli spostamenti per motivi di lavoro e le passeggiate non è più indispensabile l’autocertificazione. Per recarsi al lavoro, sarà sufficiente il tesserino.

Il tutto, ovviamente, nel rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza (mascherine) e distanziamento sociale. I soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.

 

COSA SI PUO’ TORNARE A FARE

 

Riaperture: ristoranti col servizio da asporto

Da lunedì sarà possibile tornare al ristorante. Ma occhio: non certo per sedersi a mangiare ma solo ed esclusivamente per ritirare cibo da asporto. Che va prenotato telefonicamente. Bisogna rispettare opportune regole: si dovrà ordinare online o per telefono e per ritirare il pasto rimarrà comunque obbligatorio rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro se dovesse esserci la fila, e bisogna indossare la mascherina. Per quanto riguarda i pasti, dovranno essere consumati esclusivamente a casa o al lavoro, non per strada o nelle vicinanze degli esercizi pubblici. Né tanto meno in gruppo. Per tornare al ristorante o al bar bisognerà attendere il 1 giugno, o magari il 18 maggio, come richiesto da alcuni presidenti di regione, come quello del Molise, Donato Toma.

 

Le passeggiate e lo sport anche lontano da casa

Il nuovo Decreto del presidente del Consiglio dà il via libera al ritorno all’attività sportiva che potrà essere svolta non solo nelle vicinanze della propria abitazione. Dunque, si può correre (sempre da soli) o passeggiare anche lontano da casa purché si mantengano le distanze di sicurezza: due metri se si corre, un metro se si passeggia. Toccherà ai Comuni gestire al meglio i parchi per evitare assembramenti. Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria regione.

 

Il capitolo “congiunti”

Sono consentiti gli spostamenti in tutta la regione per incontrare esclusivamente i propri congiunti, che devono considerarsi tra gli spostamenti giustificati per necessità. E’ comunque raccomandato limitare al massimo gli incontri con persone non conviventi, poiché questo aumenta il rischio di contagio. Quindi, visite per necessità. In occasione di questi incontri devono essere rispettati: il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l’obbligo di usare le mascherine per la protezione delle vie respiratorie. Sono vietate le feste, “no party” per dirla alla Conte. Chi sono i congiunti? “I coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)”. Nel termine “affetti stabili” dovrebbero essere ricompresi anche gli amici di vecchia data e particolarmente cari, sebbene sul punto ci siano ancora problemi interpretativi e lo stesso Governo non ha dato una interpretazione chiarissima né in un senso né nell’altro. Seppure nelle ultime ore si faccia strada il ‘no’ rispetto al ‘sì’.

 

Bagno al mare e seconde case

Per chi ha la fortuna di vivere sulla costa, sarà possibile fare un tuffo in acqua. Ma non prendere la tintarella, visto che le spiagge restano chiuse. Dunque, bagno sì per i residenti nelle località di mare ma non le ‘lucertole a prendere il sole’… Si possono raggiungere le seconde case, purché nella regione di appartenenza e solo per svolgere lavori di manutenzione. E’ vietato soggiornare nella seconda casa. 

 

Riaprono molte industrie

Il 4 maggio riaprono i battenti saranno quelle del settore manifatturiero, tessile, moda, automotive, comparto del vetro, costruzioni. La regola della sicurezza su lavoro e distanziamento sociale è rigorosa: le attività dovranno essere in grado di rispettare i protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro firmati dal Governo e dalle parti sociali. Riaprono la pesca, l’industria alimentare e delle bevande, confezionamento articoli di abbigliamento, fabbricazione articoli in pelle, carta, prodotti chimici, metallurgia, fabbricazione prodotti di ottica e di elettronica, mobili, riparazione e manutenzione di macchine, servizi postali e attività di corriere. Insomma, una miriade di attività che inevitabilmente richiameranno per strada alcuni milioni di lavoratori italiani.

 

Funerali

Restano sospese le cerimonie religiose ma dal 4 maggio saranno consentiti i funerali con l’esclusiva presenza dei congiunti e per un massimo di 15 persone. La funzione dovrà svolgersi preferibilmente all’aperto e sempre muniti di mascherine e rispettando il distanziamento.

 

Rientro a casa

Sarà possibile rientrare nella propria residenza da altre regioni. Chi rientra dall’estero dovrà opportunamente comunicarlo e rispettare il regime di quarantena per 14 giorni. Il presidente Donato Toma ha esteso questa misura a chiunque rientri dal Molise da qualsiasi regione italiana. Dunque, per chi rientra bisogna segnalarsi alle autorità e restare in quarantena obbligatoria per due settimane. L’ordinanza resterà in vigore fino al 10 maggio. Coloro che hanno soggiornato per più di 24 ore negli ultimi 14 giorni fuori dal Molise hanno l’obbligo, una volta arrivati nella nostra regione, di comunicare entro due ore il rientro al proprio medico di base o al pediatra di libera scelta o di telefonare ai numeri 0874 31300 0874 409000 oppure scrivere agli indirizzi email coronavirus@asrem.org, dipartimento unico prevenzione@asrem.org. L’ordinanza, che sarà in vigore fino al prossimo 10 maggio, obbliga anche i gestori dei servizi di trasporto extraregionale a fornire all’Azienda sanitaria i nominativi di coloro che rientrano da fuori regione e che abbiano usufruito del servizio indicando anche la relativa tratta di percorrenza.

 

COSA RESTA VIETATO E CHIUSO

 

Restano chiusi i negozi al dettaglio che potranno rialzare le saracinesche a partire da lunedì 18 maggio. Nella mini-lista delle riaperture rientrano i musei, le mostre e le biblioteche. Per il resto bisognerà aspettare ulteriori due settimane, fino al 1 giugno. Salvo nuove disposizioni del Governo che potrebbe dare l’ok ad alcune regioni prima di altre. In questo caso si parla di ristoranti, bar, pizzerie (se non per servizio a domicilio e da asporto), parrucchieri, estetisti, centri benessere.

 

Rimangono chiuse le scuole, che quasi sicuramente saranno riaperte solo a settembre. Così come le università. Per quanto riguarda gli sport di squadra, sarà possibile riprendere gli allenamenti dal 18 maggio. Resterebbe il divieto di spostarsi da un Comune all’altro per motivazioni non derivanti da necessità, lavoro, salute. Domanda frequente: posso fare la spesa in un’altra città? Alcune regioni si sono già espresse favorevolmente. Il Governo non lo esplicita. Rimangono vietati tutti gli assembramenti. Regola numero uno resta il distanziamento sociale.