Doping nelle palestre, 2 indagati a Termoli nell’operazione Gazolina: coinvolti atleti, tecnici e fornitori

In tutto ci sono 32 persone indagate, 3 ai domiciliari, 210 perquisizioni in tutto il territorio nazionale. Coinvolti nell’indagine 74 atleti, personal trainer, bodybuilder, 11 titolari di palestre, 4 titolari di negozi di integratori alimentari e 8 appartenenti alle forze dell’ordine.

Sono due le persone indagate a Termoli perché finite in una vasta indagine della Procura di Torino sul traffico illecito di anabolizzanti. Si tratta di culturisti nelle cui abitazioni sono stati trovati prodotti dopanti durante le perquisizioni effettuate ieri 14 maggio dai carabinieri del Nas di Campobasso.

Doping, blitz dei Nas: perquisizioni e sequestri di prodotti anabolizzanti a casa di culturisti termolesi

In tutto ci sono trentadue persone indagate, tre arrestate e ora ai domiciliari, mentre 210 sono state le perquisizioni in tutto il territorio nazionale. Coinvolti nell’indagine 74 atleti iscritti a varie federazioni sportive, personal trainer, bodybuilder, nonché 11 titolari di palestre a livello nazionale, 4 titolari di negozi di integratori alimentari e 8 militari o appartenenti alle forze dell’ordine.

Secondo quanto scoperto dai magistrati torinesi, gli indagati si scambiavano i messaggi sulla compravendita di prodotti dopanti tramite Whatsapp o Telegram con pagamenti che avvenivano tramite Postepay o bonifici Western Union e le spedizioni dei pacchi di medicinali vietati erano affidate ai corrieri.

Vari i reati di cui dovranno rispondere a vario titolo gli indagati nella cosiddetta ‘Operazione Gazolina”: utilizzo o somministrazione di farmaci capaci di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, spaccio di sostanze stupefacenti come il nandrolone, ricettazione, esercizio abusivo della professione sanitaria, commercio e somministrazione di farmaci pericolosi per la salute pubblica, commercio di medicinali guasti o imperfetti.

nas antidoping

L’indagine dei carabinieri del Nas di Torino agli ordini del Maggiore Antonello Formichella è coordinata dalla Pm Delia Boschetto e ha visto il coinvolgimento dell’Europol. L’operazione Gazolina segue una precedente attività investigativa denominata Dado Dop, durante la quale c’era stato un importante sequestro di farmaci anabolizzanti e ad alcuni smartphone in possesso di un bodybuilder.

Proprio dai contatti registrati e dai messaggi contenuti nel suo telefono, i militari hanno ricostruito la vasta rete di fornitori e acquirenti che toccava varie zone d’Italia con tre filoni commerciali illegali: in Veneto, in Puglia e infine in Sicilia.

Al centro di tutto c’era Torino, sede dell’attività di un commerciante che vendeva sostanze dopanti. Proprio dai suoi contatti sono emersi i fornitori nazionali e i canali di rifornimento. Le richieste di anabolizzanti e altri prodotti sembrava essere addirittura in aumento durante il periodo di confinamento dovuto all’emergenza coronavirus.