Covid-19 e boom e-commerce: una festa, ma non per tutti

Durante il periodo di lockdown dovuto al Coronavirus, il settore degli e-commerce ha assistito ad una crescita senza precedenti, con incrementi a tre cifre. Ma la festa non riguarda tutti gli shop online, o meglio, tutti i settori merceologici. A trainare la situazione ovviamente troviamo il mondo tecnologico e quello alimentare. Ma il 54% delle aziende sta svolgendo il ruolo di fanalino di coda, con un calo drastico dei fatturati: abbigliamento, turismo e arredamento. In questo articolo vedremo insieme come si sta evolvendo la situazione ora che la fase acuta del contagio sembra essere alle spalle, per capire come sarà la ripartenza.

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    Covid-19 e shop online: i settanta giorni che hanno fatto la storia

    A causa della quarantena Coronavirus abbiamo vissuto i settanta giorni probabilmente più drammatici della storia del nostro Paese, ma anche del mondo intero. Il lockdown è stato un vero e proprio uragano per l’economia. Ci siamo lasciati la fase acuta alle spalle, ed è arrivato quindi il momento di raccogliere i cocci e fare bilanci. A mettere su “carta” qualche dato, ci hanno pensato congiuntamente il Politecnico di Milano e Nielsen, cercando di stabilire la portata dell’impatto che il virus ha avuto sul commercio.

    Il primo risultato ad essere emerso dall’analisi è solamente una conferma di un trend positivo che perdurava da anni: la crescita del commercio elettronico della GDO, che durante questi ultimi mesi, ha subito una grandissima accelerazione. Tra il 20 e il 26 aprile ad esempio, abbiamo assistito ad un impressionante +305%, dato che non ha precedenti nemmeno durante le festività natalizie. Ovviamente parliamo di un picco massimo raggiunto, perché i primi giorni di maggio la situazione si è stabilizzata con un ottimo +150%.

    Quarantena e cucina domestica: la riscoperta

    Le abitudini di acquisto degli italiani sono cambiate durante i 70 giorni di lockdown. Se tale cambiamento sarà definitivo o solo temporaneo, è ancora presto per dirlo. Non è da escludersi però che alcuni dati potrebbero riconfermarsi nel prossimo futuro. Ad esempio, i consumatori hanno acquistato per importi maggiori, con scontrini medi cresciuti del +27%, ma emessi meno frequentemente: -13% le volte in cui tali acquisti sono stati effettuati. La natura dei carrelli della spesa conferma quanto visto sui principali canali di informazione e sui social network.

    Gli italiani, per battere la noia della reclusione forzata, si sono riscoperti pizzaioli e cuochi, quindi la metà di questi carrelli è riempita di prodotti per home cooking. Pane, torte, pizze e dolci fatti a mano sono riapparsi nelle case dei nostri connazionali. Ad ogni modo, a prescindere dalla natura degli acquisti, ciò che appare evidente è come molte persone abbiano scoperto il piacere di farsi recapitare la spesa a casa, che in questo periodo ha significato anche rimanere in sicurezza. Bastano pochi click del mouse infatti, ed è possibile consultare i volantini e le offerte di vari marchi della Grande Distribuzione, come ad esempio il prossimo volantino MD che è completamente visualizzabile online. Scelti e pagati i prodotti inseriti nel carrello virtuale, qualche ora e saranno comodamente consegnati al proprio domicilio.

    Boom e-commerce: una festa, ma non per tutti

    La festa del commercio online non ha invitato tutti i settori merceologici al ricevimento. Se da una parte infatti troviamo la crescita del settore alimentare, e quella del tecnologico (smartphone, tablet e pc sono diventati indispensabili per rimanere in contatto), dall’altra parte della barricata troviamo invece turismo, arredamento e abbigliamento. A stabilirlo è Casaleggio Associati. Lo studio ha fatto emergere come il 54% delle aziende abbia subito un calo dei fatturati di quasi il 50%. Solamente il 21% ha registrato segnali positivi. Ma il gap creatosi tra i vari settori degli e-commerce, non è l’unico dato singolare emerso.

    Molti shop online non erano pronti sotto l’aspetto logistico a fronteggiare un così brusco aumento degli ordini, quindi i tempi di consegna si sono mano a mano dilatati. Fino a qualche tempo fa le code si facevano fuori dai supermercati e alla cassa degli stessi. Oggi la situazione sembra cambiata, e almeno fino a quando non si stabilizzerà, vivremo una nuova “era”: quella delle code digitali. D’altronde la stessa Amazon, da sempre regina della logistica, ha dovuto porre un freno agli ordinativi, così da non compromettere eccessivamente proprio le tempistiche di consegna.

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