Il Consiglio comunale boccia l’ospedale covid: “Il Cardarelli deve garantire cure a tutti”

Dall’assise arriva un segnale forte e anche politico al presidente Toma: Pd, Cinquestelle e metà Lega approvano la mozione del centrosinistra che chiede “il ripristino delle prestazioni sanitarie ordinarie, l'individuazione di una struttura covid separata rispetto agli altri reparti e tamponi a tappeto”. In aula la testimonianza di Antonio Musto, consigliere di maggioranza e direttore dell’Unità di Cardiologia riabilitativa: “Non riapriremo presto perché nessuno si prenderà la briga di dire che abbiamo previsto tutti i presidi. L'Asrem ci ha chiesto addirittura di preparare la cartellonistica…”.

L’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso è al centro del dibattito regionale. Ma anche e soprattutto comunale. Se n’è parlato in modo dettagliato in mattinata anche in Consiglio, nel corso del quale è stata approvata una mozione del Partito Democratico e della Sinistra che chiede alla Regione Molise tre cose fondamentali: ripristino delle prestazioni sanitarie ordinarie, individuazione di una struttura covid separata rispetto agli altri reparti e tamponi a tappeto.

Il dibattito è stato ampio e anche costruttivo, a dire la verità. “Chiediamo al consiglio di pronunciarsi e dare forza al sindaco e alla giunta – ha spiegato la prima firmataria Alessandra Salvatore –. La sanità è materia sottratta al potere normativo del consiglio ma ha un’incidenza diretta sui campobassani e il sindaco è la massima autorità sanitaria, Campobasso è capoluogo ed è centro hub e covid. Facciamo sentire la nostra voce, sarebbe bello farlo in modo unanime”.

“L’Asrem ha disposto la ripresa delle attività ambulatoriali per il 1 giugno ma i molisani al momento non possono curarsi, non accedono alle cure – prosegue Salvatore –. Avremmo potuto agire in altro modo in questi mesi e invece i nostri nosocomi sono stati tutti interessati dal covid. Ci sono stati degli incidenti stradali e con la terapia intensiva ancora destinata a pazienti positivi al virus si è reso necessario il trasferimento al Gemelli o fuori città. Non può essere questa la strada. Quindi, la mozione ci consente di dare forza a una richiesta legittima e di sopravvivenza”.

Particolarmente interessante e critico nei confronti di Asrem e Regione Molise, l’intervento del consigliere del Movimento Cinquestelle, Antonio Musto, direttore dell’Unità di Cardiologia riabilitativa, e dunque primo testimone di quanto avviene all’ospedale del capoluogo: “Una mozione che va votata. Ma voglio fare qualche precisazione. Personalmente ho fatto il tampone dieci giorni fa, e io sono un operatore a contatto anche con i pazienti covid. Questa è la programmazione che abbiamo in questa Regione… Io sono dell’idea, come tra l’altro dimostrato in tutta Italia, che gli ospedali ‘misti’, covid e non covid, moltiplicano il contagio, sono da eliminare. L’ospedale covid si sarebbe potuto destinare a Termoli o Isernia per evitare misti al Cardarelli”.

L’Asrem ha annunciato che dal 1 giugno riprenderanno le attività: “L’ordinario avrà molti problemi alla ripresa – prosegue Musto –. In una check list che ci è stata inviata, si rinvia ai dirigenti responsabili delle unità operative la programmazione di tutte le attività preventive per il coronavirus, quando invece sarebbero dovute essere Regione e Asrem a dare a noi responsabili i dettagli di organizzazione, presidi, percorsi da effettuare. Non riapriremo presto perché nessuno si prenderà la briga di dire che abbiamo previsto tutti i presidi. Ci hanno chiesto addirittura di preparare la cartellonistica… Questa è la situazione. Ben venga la mozione, presa d’atto del consiglio, approvandola proveremo a dare forza e voce ai nostri dirigenti che pare che ci sentano solo da un orecchio. E poco”.

Di parere opposto quattro consiglieri in particolare: Domenico Esposito di Forza Italia, Salvatore Colagiovanni e Carla Fasolino dei Popolari e Mario Annuario di Fratelli d’Italia. In realtà, si è provato a trovare una sintesi, tramite emendamento, come proposto da Esposito: “Si inseriscano i protocolli da seguire”. Ma la richiesta di modificare il destinatario della mozione, non più o non solo il presidente delle Regione ma anche e soprattutto la delegazione parlamentare oltre che il Governo, ha fatto svanire la possibilità di votare il documento all’unanimità.

Consiglio comunale

Lo stesso sindaco Roberto Gravina si è espresso favorevolmente alla votazione della mozione. Ricordando quanto già fatto e chiesto nelle scorse settimane all’Asrem e alla Regione, oltre che al ministro della Salute, Roberto Speranza: “Nella nota del 21 aprile inviata al presidente Toma e al direttore generale Florenzano chiedevo di adoperarsi proprio sul tema contenuto nella mozione odierna. E l’ho ribadito a Speranza. Da sindaco ho ribadito la necessità della terapia intensiva anche per i pazienti non covid. Parliamo di fatto di un’offerta sanitaria monca che preoccupa tutti coloro che giustamente devono tornare a farsi curare. Non ho ricevuto risposta alla prima nota, per questo ho interessato il ministro Speranza, senza puntare il dito ma chiedendo una svolta. In autunno dobbiamo farci trovare preparati, strutturarci per far fronte a eventuale seconda ondata. La mozione ci vede favorevoli”.

Al tirare delle somme, i voti favorevoli alla mozione del Pd sono arrivati chiaramente dai quattro esponenti del centrosinistra, da tutta la maggioranza, dal consigliere di ‘E’ ora’, Massimo Sabusco, ma anche da due consiglieri su tre della Lega, Tramontano e Pascale. Si è astenuta invece la D’Alessandro, creando di fatto una frattura all’interno del gruppo. Con la seguente motivazione: “Il destinatario fondamentale è il Governo. La competenza sulla sanità in tempo di emergenza è nazionale. Il Governo è stato deficitario da questo punto di vista fin dall’inizio”. Un voto, dunque, non compatto da parte della Lega.

 

Mentre Colagiovanni ha spiegato che “Popolari, Forza Italia e Fratelli d’Italia dicono no alla mozione ma non alla sanità pubblica e ai molisani. Abbiamo riscontrato la vostra chiusura rispetto al nostro emendamento”. La replica del capogruppo dei Cinquestelle, Antonio Vinciguerra: “Si è cambiato il destinatario nell’emendamento, non la Regione ma il Governo. Il sindaco ha già scritto al ministro. La mozione magari non è perfetta, ma non si può cambiare il destinatario. Le richieste fatte alla Regione sono legittime, voteremo a favore”. E Pascale (Lega): “Il voto unanime è sempre una cosa positiva, spero che arriverà successivamente il supporto da parte di tutta la classe parlamentare. Il voto è favorevole”.

 

Voti favorevoli 27 (Pd, maggioranza, Sabusco), contrari 4 (Annuario, Colagiovanni, Esposito e Fasolino), astensioni 1 (Maria Domenica D’Alessandro).       FdS