Consiglio ‘appiattito’ sulle scelte della Giunta, Manzo: “Ora soluzioni per l’economia”

Dopo un'altra sessione inconcludente della massima assemblea legislativa la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle indica l'agenda delle priorità: "Dobbiamo dare risposte ai molisani, basta perdere tempo". Priorità al turismo: "Riorganizzare il settore attraverso la tanto attesa legge quadro"

A palazzo D’Aimmo quella di ieri (5 maggio) è stata un’altra lunga giornata di discussioni inconcludenti. L’assemblea nel corso della riunione, che si è protratta fino alla sera, ha esaminato e discusso di alcuni dei punti all’ordine del giorno riguardanti atti di indirizzo sulla problematica Covid 19. Le proposte delle opposizioni sono state tutte bocciate dalla maggioranza. 

Ed è proprio da una parte della minoranza che il giorno dopo l’assise arriva un appello a cambiare passo: è di Patrizia Manzo, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle che critica lo svolgimento dello stesso Consiglio regionale.

Il primo bersaglio è il governatore, che in Aula si è limitato ad annunciare che presto distribuirà di nuove le deleghe ai (riconfermati) assessori, e la sua maggioranza di centrodestra: “Ritengo che non sia davvero più possibile permettere che il Consiglio regionale del Molise abdichi alle proprie funzioni per travestirsi da mero ratificatore delle volontà/scelte del presidente e della giunta sebbene non si abbia ancora contezza delle deleghe, assegnate agli stessi uomini – come in passato e senza alcuna apertura di fatto alla presenza di donne nella Giunta regionale – che componevano l’esecutivo prima dello strappo consumatosi nelle scorse settimane.

Il Consiglio dovrebbe cominciare a discutere e a confrontarsi sulla pianificazione della fase post Covid 19 per contribuire alla concretizzazione di azioni – oggi più che mai urgenti e che non avranno solo ricadute immediate – di rilancio dell’economia regionale”.

La fase due, per la Manzo, deve essere quella della vera ripartenza del Molise: “Il nostro ruolo impone la capacità di dare risposte, che non siano soluzioni tampone. Abbiamo il compito di elaborare nuovi modelli economici, di scrivere norme che siano in grado di dare quella boccata d’ossigeno indispensabile ma non con una ventilazione meccanica artificiosa e dal breve periodo”.

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle indica la strada da seguire: innanzitutto, la predisposizione di “diversi strumenti che favoriscano l’innovazione nel sistema economico regionale e gli interventi articolati da concertare con gli stakeholder. C’è bisogno di azioni strategiche, che partano dalla individuazione rigorosa dei settori sui quali concentrarsi per far ripartire la nostra economia. Oggi più che mai non si può pensare di ragionare da soli, chiusi nel palazzo”.

E ancora: “La differenza la farà la velocità di adozione degli strumenti migliori di pianificazione, programmazione e rilancio, da predisporre con il contributo di tutti e nel luogo deputato alla programmazione delle strategie future: il Consiglio regionale che ha una grande responsabilità e deve restituire forza alla propria centralità programmatoria”.

Oltre a dare importanza alle Commissioni consiliari, Patrizia Manzo individua anche i settori su cui concentrarsi per individuare le azioni indispensabili per far ripartire l’economia. Innanzitutto, il settore turistico-ricettivo “che sarà fra i più colpiti ma su cui puntare con determinazione”. E per rilanciare questo comparto è necessario “riorganizzare il settore turistico attraverso la tanto attesa legge quadro, uno strumento moderno e tarato sulle nostre peculiarità e su quello che oggi può diventare un brand, che ci consentirà di ripartire e di guardare non solo alla fase emergenziale ma anche e soprattutto ai mesi che verranno con una prospettiva di largo respiro.

Una normativa – aggiunge – che faccia una sintesi proiettata nel futuro delle varie leggi che attualmente regolamentano la materia turistica in Molise al fine di armonizzarle in un prodotto turistico omogeneo. Una nuova visione che garantisca nuove regole che riconoscano il ruolo strategico della disciplina turistica per lo sviluppo sostenibile, la promozione e la valorizzazione del territorio”.

Tuttavia, per rilanciare il turismo occorre adeguare anche “tutte quelle infrastrutture che possano rendere fruibile il patrimonio storico, monumentale, naturalistico e culturale regionale, finanziando le nuove frontiere del turismo ambientale, economico e sociale e puntando con forza sul turismo accessibile. In poche parole, adesso è ora di ribaltare lo slogan “turismo è cultura”, in “la cultura che crea il turismo””.

Per raggiungere tali obiettivi, a suo avviso, occorre finalmente istituire il cosiddetto ‘Cal’, “il luogo del brain storming che permette di individuare le soluzioni ai problemi attraverso il confronto e la mediazione con i rappresentanti del territorio”.  Attualmente in Molise “non è ancora stato malauguratamente istituito sebbene la proposta giaccia su qualche scrivania da troppo tempo, nell’assoluto disinteresse circa la rilevanza dell’organo che, in questa contingenza, avrebbe davvero potuto dare manforte nell’elaborazione di strategie che hanno rilevanza sul territorio. Basta con le iniziative spot, con le giornate intere dedicate a discutere di impegni ancora da prendere, con i tempi dilatati e le promesse: al Molise non servono i giochi di potere ma una classe politica responsabile. Non perdiamo tempo, non c’è tempo da perdere”.