Cassa integrazione nella bufera: 6mila domande, solo 1300 risposte. Colpa del sistema informativo che non esiste: le pratiche in Molise si fanno a mano

La piattaforma digitalizzata che elabora i dati e mette in collegamento gli enti con Inps in Molise non funziona. Questo ha comportato un ritardo incredibile e operazioni fantozziane: la Regione Molise ha dovuto far ricorso ad una sorta di task force cooptando tutto il personale a disposizione per trasformare i file e inviarli uno alla volta. Patrizia Manzo chiarisce cosa è successo, e denuncia: "Una vergogna, la responsabilità è solo politica".

I NUMERI – 25mila documenti, 10mila comunicazioni, 3.500 imprese. Sono i numeri di coloro che hanno fatto richiesta di cassa integrazione in deroga in Molise, come da disposizioni previste da atti governativi in emergenza sanitaria. La Regione Molise ha istruito, ad oggi, 2500 pratiche. Circa 1300 sono quelle che l’Inps ha inviato alle ditte interessate per provvedere ai pagamenti.

Ovviamente le cose sarebbero andate diversamente e certi ritardi sarebbero stati evitati se funzionasse il SIL, che sta per Sistema Informativo del Lavoro. E’ una struttura della rete per i servizi del lavoro che elabora dati e consente il dialogo fra enti e istituti differenti.

Patrizia Manzo, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione, denuncia i ritardi nella digitalizzazione dei sistemi informativi in relazione alla cassa integrazione in deroga. Se il Sil funzionasse sarebbero stati evitati ritardi e problemi nella procedura relativa alla cassa integrazione in deroga e ai contributi, ritardi che pongono il Molise in fondo alla classifica per quanto riguarda la tempestività di comunicazione dei dati alla piattaforma centrale.

Risultato: “migliaia di lavoratori molisani vivono un’apnea economica che rischia davvero di vederli soccombere”. Se il SIL funzionasse, dice ancora Manzo, sarebbe stato snellito il lavoro del personale della Regione addetto a queste pratiche, che invece si è visto costretto a visionare, controllare, verificare oltre 6000 pec.

“Un lavoro compiuto manualmente e singolarmente, allungando fino all’inverosimile i tempi per il disbrigo delle pratiche”.

Questa mattina le audizioni in commissione, sollecitate proprio da Patrizia Manzo col collega Vittorio Nola, hanno confermato la situazione critica legata ai ritardi e alle procedure per l’erogazione della cassa integrazione in deroga. La struttura dirigenziale della Regione e il vertice regionale dell’Istituto di Previdenza sociale hanno illustrato un panorama desolante, mostrando tutte le falle e le inefficienze del Sil, che il Molise sembra non esistere proprio.

patrizia manzo

“Le conseguenze di questa gravosa situazione sono vergognose in tempi normali, diventano drammatiche in una situazione emergenziale come quella che stiamo vivendo. E così la Regione Molise si è trovata letteralmente inondata da migliaia (circa 6mila) pec inerenti le richieste delle aziende per la cassa integrazione in deroga dei dipendenti; i dirigenti e i funzionari hanno dovuto chiedere aiuto ‘agli amici’ – fatto questo emerso nel corso delle audizioni – per consentire gli aggiustamenti tecnologici indispensabili per trasformare (da excel a xml) i documenti da inviare al sistema informativo percettori (Sip) nel formato che poi avrebbe consentito il corretto invio all’Inps”.

Insomma, una vergogna nel 2020, quando tutto passa sotto forma di dati informatici, che diventa inaccettabile in una situazione di emergenza come quella che si registra ormai da tre mesi. “L’iter di ogni domanda, nei fatti, richiede giorni e giorni di lavorazione: la Regione riceve l’istanza, scarica la modulistica (in formato excel) e la trasforma (in xml)  in modo che sia possibile l’invio al sistema che a sua volta, fatte le dovute verifiche della congruità della richiesta, la invia all’Inps che, via pec, la inoltra alle aziende. Alla fine si ottiene il modello SR 41, quello che permette il pagamento al lavoratore”.

La Regione Molise ha dovuto far ricorso ad una sorta di task force cooptando tutto il personale a disposizione delle strutture competenti “per rispondere a quella che per noi è una emergenza doppia perché legata ad un sistema tecnologico obsoleto e a migliaia di domande che aspettano risposte tempestive”.

Oltre 3mila istanze di cui 1298 inviate al sistema percettori del reddito. Nel ‘cervellone’ Inps – dato aggiornato a questa mattina – sono pervenute 1.020 domande di cui 756 lavorate e 181 respinte. “In tutto questo bailamme – aggiunge Patrizia Manzo – la politica regionale ha pensato bene di azzerare la Giunta, procedere alla rimozione dell’assessore al Lavoro, eliminando di fatto anche il riferimento per ogni eventuale problema che avesse potuto paventarsi.

Inutile scaricare tutte le responsabilità sull’Inps che è riuscito, seppure con procedure ordinarie, a rispondere in un mese e mezzo ad un numero di istanze che evade, mediamente, in cinque anni.

Le responsabilità sono tutte politiche ed evidenti: la carenza/assenza del sistema informativo era nota all’esecutivo, anche a seguito dell’interrogazione in merito che ho presentato un anno fa (luglio 2019)”.

Errori e negligenze si ‘abbattono’ ancora una volta sui cittadini che, mai come oggi, avrebbero avuto bisogno di risposte tempestive e adeguate al momento di emergenza vera che vivono migliaia di famiglie che dovranno aspettare almeno altre due settimane prima che vengano erogati gli assegni di cassa integrazione in deroga.

“Unica consolazione: con il dl Rilancio si è stabilito che le Regioni non avranno più alcun ruolo. Con buona pace del Molise che potrà usare questo tempo per riflettere sui propri errori e colmare queste carenze riorganizzando il dipartimento del lavoro”.

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Un punto sul quale è d’accordo anche il consigliere Michele Iorio, che nel fare il punto della situazione come vicepresidente di Commissione sintetizza: “Dalle 4 ore di riunione è venuto fuori che l’articolata procedura, indubbiamente appesantita dai numerosi passaggi tra gli organismi interessati (Governo, Regione, Sip, INPS), oggi è superata dalla semplificazione contenuta nel decreto Rilancio che accelera di molto la procedura.

La partecipazione alla Commissione di molti consiglieri regionali è il segnale evidente di una legittima preoccupazione della classe politica per la grave crisi di questo periodo dovuta alla pandemia. Infatti la presenza numerosa ha permesso non solo di capire la procedura burocratica ma anche di sollecitare la velocizzazione delle pratiche.

La straordinarietà del momento che stiamo vivendo ha colto tutti di sorpresa ma non dobbiamo dimenticare che le aziende, e parlando del Molise mi riferisco in particolare alle piccole e medie imprese, sono il sale della nostra economia che si è fermata a causa del Covid. 

Abbiamo il dovere di mettere i nostri cittadini nelle condizioni di poter avere una boccata di ossigeno il prima possibile, abbiamo l’obbligo di ricostruire la fiducia nelle istituzioni, a partire dalla politica stessa”.