Canile inaccessibile ai volontari durante il lockdown, bufera su assessore e dirigente. La ditta: “Non è un lager”

Per circa due mesi ai rappresentanti delle associazioni è stato impedito l'accesso alla struttura di Santo Stefano. Il Pd ha acceso i riflettori sull'argomento in Consiglio comunale accusando l'assessore Cretella e il dirigente De Marco: "Non c'erano motivi per vietare l'ingresso ai volontari". Mentre la ditta Segestma che dal 2015 ha in gestione il canile precisa: "Le attività vengono svolte nel pieno rispetto delle regole contrattuali concordate con l'amministrazione e le numerose verifiche ispettive non hanno mai fatto emergere episodi di maltrattamenti"

Durante il lockdown imposto per evitare il propagarsi del nuovo coronavirus, quando ci si poteva spostare solo per motivi di necessità, lavoro o salute, ai volontari è stato proibito l’accesso al canile di Santo Stefano, frazione di Campobasso, sulla base delle disposizioni del dirigente comunale Vincenzo De Marco. Lo confermano gli avvisi affissi sui cancelli esterni della struttura e fotografati da noi questa mattina (21 maggio). Lo denunciano con forza i consiglieri comunali del Partito democratico che sempre oggi hanno chiesto chiarimenti in Aula all’assessore Simone Cretella.

Canile Campobasso

Gli esponenti dem, in primis l’ex assessore al ramo Alessandra Salvatore, hanno raccolto nei giorni scorsi i timori dei volontari, a cui un regolamento approvato nella ex legislatura Pd ha affidato una funzione ispettiva e una serie di mansioni come lo sgambettamento dei cani, il gioco, l’attività di controllo sugli animali. Alcuni volontari vengono anche autorizzati a somministrare i farmaci (ad esempio l’antibiotico) e le terapie ai cani ovviamente su disposizione del veterinario di cui svolgono un’attività complementare.

E dopo due mesi in cui per loro non è stato possibile accedere al canile, i volontari hanno espresso le legittime preoccupazioni sulle sorti degli animali ospiti nel canile affidato in gestione dal 2015 alla ditta Segestma. Preoccupazioni raccolte anche da Primonumero che nei giorni scorsi ha pubblicato una lettera inviata dai volontari della struttura di Santo Stefano alla nostra redazione e confermate dall’assessore Simone Cretella.

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Accuse che sono state respinte dalla ditta che gestisce il canile ‘Marisa Civerra’ di contrada Colle Caruso che ha precisato alla nostra redazione: “Abbiamo vinto una regolare gara di appalto” e “abbiamo in gestione il canile dal 5 novembre 2015”. Inoltre, sottolineano innanzitutto dalla società consortile Segestma, “le attività nel canile vengono svolte nel pieno rispetto delle regole contrattuali concordate con l’amministrazione comunale, come dimostrano le numerose verifiche ispettive effettuate dalle autorità competenti, i cui verbali sono accessibili, che non hanno mai fatto emergere situazioni di cattiva gestione, maltrattamento degli animali o altre gravi inadempienze. Il gestore del servizio anzi si è sempre prontamente adoperato nel venire incontro a qualsiasi esigenza di miglioramento manifestato dal Comune, dei veterinari o dalle associazioni animaliste. I cani non sono quindi tenuti in un lager in condizioni inadeguate.

La corretta cura degli animali e della gestione del canile è e sarà l’unica preoccupazione della società Segestma, che continuerà nel proprio lavoro con la stessa passione e dedizione di questi anni punto la società è disponibile a qualsiasi controllo presso la struttura, ma chiede rispetto per il lavoro svolto, minato continuamente e costantemente da chi in un preciso disegno di destabilizzare attività del canile e probabilmente mettere le mani sullo stesso Continua con attacchi destituiti da qualsiasi fondamento, come più volte già evidenziato sia dalla società stessa che dalle autorità all’uopo predisposte. Spiace che un giornale, senza alcuna verifica si faccia portatori di tali notizie così profondamente false e lesive”.

Le problematiche denunciate dai volontari e da noi riferite siano state confermate dallo stesso assessore Cretella, le cui dichiarazioni sono state riportate nell’articolo che ha provocato la reazione della ditta.

Canile Campobasso

Ad ogni modo restano i dubbi sul benessere dei 270 cani ospiti del canile comunale durante il periodo del lockdown se i volontari non avevano accesso. 

E’ vero, è stato vietato l’accesso ai volontari e al pubblico al canile”, ha confermato anche questa mattina in Consiglio comunale l’assessore Cretella leggendo la risposta fornita dal dirigente De Marco, sul quale voci da palazzo san Giorgio riferiscono di un imminente cambio delle deleghe deciso dall’attuale governo cittadino.

Durante il lockdown “è stata disposta dal dirigente la chiusura al pubblico del canile comunale, incluso l’accesso dei volontari e fatta eccezione per gli operai dipendenti dalla ditta che gestisce il canile stesso, trattandosi di fattispecie (svolgimento di attività lavorativa per la cura di animali) non ricompresa nel blocco generale delle attività produttive e dei servizi pubblici e privati”.

Invece dal 5 maggio sono potuti accedere al canile “al massimo due volontari al giorno, muniti di guanti e mascherine e nel rispetto di tutte le altre norme e prescrizioni previste per il contenimento dell’infezione da Covid-19”.

Infine, ieri (20 maggio), il canile ha anche riaperto al pubblico negli orari previsti e “con l’obbligo di osservare le norme previste per evitare il contagio”. Sono riprese anche le adozioni, anche se solo limitate al territorio regionale

Pungente la risposta della consigliera Pd Alessandra Salvatore: “Non sono soddisfatta di questa risposta” anche perchè “è stata delegata al dirigente una scelta politica”. E poi “non c’erano motivi per impedire l’accesso ai volontari del canile. Il Comune (e l’assessore nello specifico) doveva semplicemente autorizzare i volontari a continuare a svolgere un’attività che nessuno ha svolto per il benessere degli animali”. Quindi “l’assessore Cretella poteva far valere il suo ruolo rispetto al dirigente, come diceva a noi (la Salvatore è stata assessore nella ex giunta comunale, ndr) quando era all’opposizione ma non è intervenuto”.