Camorra, ‘Ndrangheta e Società foggiana pronte alla “guerra armata” per avere l’esclusiva sul Molise

Il baluardo di queste tre organizzazioni è stato il senso di legalità della popolazione molisana, disposta a denunciare abusi e soprusi. Nelle intercettazioni dicono: “Qui non è come a Foggia” oppure “Guarda che non stiamo a Caserta, qua denunciano”. Operazione “Piazza Pulita” ratifica ufficialmente i tentativi di infiltrazione ma non è l’unica. “Ci sono altre attività in corso” annuncia il capo della procura Nicola D’Angelo

“Piazza Pulita”  è forse soltanto la punta dell’iceberg. Con certezza è invece la prima indagine che ha dato riscontro oggettivo ad una serie di ipotesi – confermate dalle successive investigazioni – che il Molise fa gola alla criminalità.

Qui si consuma droga, tanta. Dunque, chi lavora con il mercato stupefacenti  tiene gli occhi puntati sull’unica regione fondamentalmente ancora libera da piazze riconducibili a clan specifici.

Due anni di lavoro, compiuto notte e giorno  in Molise e non solo, hanno portato carabinieri e finanza in sinergia a ratificare 39 misure cautelari a carico di altrettanti soggetti.

Camorra, ‘Ndrangheta e Società foggiana: tutte e tre disposte a farsi la guerra per monopolizzare il Molise. Intercettazioni, pedinamenti, registrazioni video raccontano che erano “pronti a scontrarsi militarmente con eventuali organizzazioni perlopiù pugliesi che avessero rivendicato la piazza”.

L’inchiesta della Distrettuale antimafia ha reciso invece tentacoli – per ora – di un’organizzazione a stampo camorristico, ma ce ne sono diverse che gli inquirenti  stanno ancora monitorando.  Lo anticipa il capo della Procura, Nicola D’Angelo, lo fa senza spingersi oltre per spiegare che chi “delinque sul Molise lo conosciamo, sappiamo chi è e prima o poi li prendiamo tutti”. Ma ci sono diverse organizzazioni sulle quali stanno investigando. Una sorta di altolà del capo della Procura. Un invito a lasciar perdere perché la guardia in Molise non sarà mai bassa. E anche perché qui – e lo dicono nelle intercettazioni i maggiori indiziati dell’inchiesta – “per fortuna la gente è ancora libera. Quindi denuncia – spiega D’Angelo – tanti di loro che volevano mettere in atto azioni estorsive poi non l’hanno più fatto perché il cittadino si è rivolto alle forze dell’ordine”.

Nelle intercettazioni i ‘capi’ si confrontano e qualcuno ammette “qui non è come a Caserta”. Un altro confessa: “A Foggia è diverso”. Segnali che alimentano fiducia rispetto ad una mentalità ancora sana che contraddistingue il territorio. Che prima ancora dell’autorità giudiziaria e degli investigatori si scontra con la faccia della malavita e che a questa tiene testa con gli strumenti che la giustizia mette a disposizione riuscendo per fortuna – come per ‘Piazza Pulita’ – ad arginare il problema sul nascere. Sì, perché il progetto del boss campano, in pianta stabile ormai a Bojano, era di passare dopo il controllo della droga a quello del pizzo. Nel mirino le imprese, soprattutto quelle edili.  Sono state le denunce dei molisani a fermarlo. E’ stata l’attività di carabinieri e guardia di finanza a spezzare ogni tentativo.

Oggi intanto iniziano gli interrogatori di garanzia. Per chi è in carcere ma anche per chi è ai domiciliari. Gli avvocati difensori hanno avuto poche ore per leggere e studiare 300 pagine di ordinanza, oltre 5mila di fascicolo. L’avvocato Giuseppe Fazio ammette che il faldone “è di quelli ponderosi, si tratta di due anni e mezzi di lavoro” e lascia ipotizzare che ai suoi due clienti chiederà di avvalersi della facoltà di non rispondere. Strategie che non è escluso, per ora, sarà suggerita un po’ a tutti i 39 indagati.