Barzelletta

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    di Alessio Toto

    C’è un africano, uno svizzero, un giapponese e un italiano. Entrambi hanno un chiodo fisso che li accomuna: riuscire ad accelerare il tempo, scorreva troppo lentamente, bisognava farlo trascorrere il più velocemente possibile di quanto non facesse già. L’africano, abituato alle alte temperature, fu in grado di accorciare le giornate ponendosi con le spalle al sole, in questo modo proiettava sul terreno la sua ombra, talmente lunga da farla scomparire rapidamente con il buio della sera. Lo svizzero, conscio di abitare nella patria dell’eccellenza orologiaia, costruì un orologio così impreciso, tanto da trasformare i minuti in secondi, le ore in minuti, i giorni in ore e gli anni in giorni. Il giapponese, consapevole di essere all’avanguardia, di trovarsi un secolo avanti rispetto al resto del mondo, inventò un calendario dove c’era solo l’inverno e i giorni dispari, così avrebbe preservato la sua devozione a Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia. L’italiano, dopo aver osservato tutto questo, fu visto disteso al sole, con al polso un orologio e tra le mani un calendario da sfogliare per decidere quando partire per le vacanze. Aveva escogitato la clessidra a sabbia, anche se la agiti con violenza, ogni granello cadrà a suo tempo, nulla ha senso con la forza. Tutto arriva.

    (Alessio Toto …Tra un motore e un cambio mi sono laureato in Sociologia e, scrivo poesie con lo scopo di arrivare al vostro cuore…)

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