Balneazione, operatori delle spiagge molisane sul piede di guerra: “5 metri tra ombrelloni non è sostenibile”

Le linee guida dell'Inail non sono affatto piaciute ai balneatori, compresi quelli molisani. "Ci attendiamo dal Governo correttivi, così metà dei lidi non riaprirà"

Le linee guida messe nero su bianco nel documento redatto dall’INAIL (Documento tecnico balneazione) per la sicurezza in spiaggia incontrano la decisa opposizione degli operatori del turismo balneare, anche e soprattutto in Molise dove i lidi sono una prerogativa strutturale degli arenili attrezzati.

“Siamo in attesa delle indicazioni ministeriali” chiarisce Nico Venditti, referente del Sib (Sindacato Italiano balneatori) precisando che qualora dovessero trovare riscontro le indicazioni emerse nelle ultime ore anche negli atti governativi, almeno la metà dei lidi balneari non potrà riaprire. I piani finora ipotizzati per prevenire l’affollamento delle spiagge infatti obbligherebbero i gestori degli stabilimenti a rinunciare a un 30% di ombrelloni posizionati sui rispettivi spazi in concessione.

“Questo significa – aggiunge Venditti – che gli introiti della stagione 2020 non sarebbero sufficienti nemmeno a coprire le spese vive di gestione e pertanto ci aspettiamo entro venerdì indicazioni diverse, che tengano conto anche e soprattutto della esigenza di chi il mare lo organizza e offre un servizio, che con questa limitazione di spazio non può essere garantito”. Finora l’unica opzione indicata per assicurare un adeguato spazio tra un ombrellone e l’altro è il calcolo del coefficiente di carico massimo, al quale si applica un correttivo per aumentare i metri quadri a disposizione dell’ambiente.

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Sulla base di questo studio che l’INAIL ha fatto suo la distanza minima tra le file degli ombrelloni è di 5 metri e la distanza minima tra gli ombrelloni della stessa fila di 4 metri e mezzo. Per i balneatori significa rinunciare a un terzo del servizio in spiaggia, un dato ritenuto eccessivo. “E’ insostenibile“. I balneatori, seppure provati da settimane di incertezza, hanno comunicato in prefettura quasi tutti l’inizio di lavori di manutenzione e sistemazione dei rispettivi stabilimenti e si dicono fiduciosi che il governo applichi un “correttivo alle indicazioni che per ora, conclude Venditti – sono solo linee-guida, delle quali non vorremmo tener conto aspettandoci piuttosto una soluzione compatibile con le esigenze di garantire un servizio“.

Sulla stessa linea anche le altre organizzazioni sindacali delle spiagge. L’associazione Base Balneare, coordinata da Pietro D’Andrea, ritiene che il documento pubblicato sul sito INAIL e realizzato in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità, insieme alla mancanza di aiuti economici sia non solo penalizzante ma anche discriminatorio, visto che renderebbe le spiagge italiane e in questo caso molisane molto meno appetibili di quelle di località turistiche straniere molto vicine alla costa italiana, che sarebbero preferite anche dai turisti del Belpaese.

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