Folla davanti ai bar, scattano le prime diffide. Giungla movida, gestori dei locali convocati in Questura

Nei prossimi giorni i rappresentanti delle associazioni di categoria saranno convocati dal questore per fare chiarezza su norme e protocolli in vigore e che non esentano da responsabilità i titolari dei locali: chi non rispetta la legge rischia la chiusura del locale da 5 a 30 giorni. Tuttavia, possono finire nei guai gli stessi avventori: si rischia una multa di 400 euro.

Tutto in poco più di 48 ore. In tutta Italia il ritorno alla movida consentito nella ‘nuova’ fase 2 ha scatenato di tutto e di più: un’ondata di polemiche sui social, articoli sulla stampa  e infine i controlli delle forze dell’ordine. Da Milano a Palermo passando per Padova e Napoli, gli aperitivi di gruppo hanno creato il caos.

“C’è gente che si è bevuta il cervello”, ha tuonato il vulcanico governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Campobasso non ha fatto eccezione, nonostante l’obbligo per i locali di chiudere a mezzanotte come previsto da un’ordinanza del sindaco Roberto Gravina.

Dopo aver chiuso un occhio nei primi due giorni della fase 2, oggi è scattata la diffida per due bar (uno del centro e l’altro del quartiere Vazzieri) del capoluogo, ossia i due locali che le sere di lunedì 18 e martedì 19 maggio sono stati letteralmente presi d’assalto dagli avventori, finalmente ‘liberi’ di poter consumare l’agognato spritz o la birra con gli amici. Lo abbiamo testimoniato anche noi con una fotografia pubblicata a corredo di un articolo pubblicato ieri.

Altre immagini della folla (non quella che vedete nella foto a corredo dell’articolo e che risale al periodo antecedente alla pandemia, ndr), che cozzavano nettamente con le attuali disposizioni di legge, sono state scattate da alcuni passati con lo smartphone. Poi sono finite sui social provocando critiche roventi da parte di chi ha accusato di irresponsabilità i gestori dei locali e gli stessi clienti che consumavano incuranti – in molti casi – dell’obbligo di distanza di almeno 1 metro, dell’uso (raccomandato all’aperto e obbligatorio al chiuso) della mascherina e dunque, in buona sostanza, dell’emergenza sanitaria ancora in atto.

Nonostante in questa fase ci sia stato un ulteriore alleggerimento delle misure e degli obblighi, la tutela della salute pubblica è ancora il ‘faro’ per la normativa, le linee guida e i relativi protocolli che di fatto vietano l’assembramento ma non regolamentano tale divieto, consentendo quindi un’interpretazione non univoca. Dunque, la tutela della salute pubblica resta prioritaria ma viene ‘mitigata’ da altri diritti sulle libertà individuali garantiti ugualmente dalla Costituzione.

Ecco perchè la valutazione delle violazioni avviene caso e per caso e ha bisogno, ancora una volta, degli accertamenti delle forze di polizia.

Qualora ci siano situazioni che configurano un problema per la salvaguardia della salute pubblica, le forze di pubblica sicurezza possono intervenire elevando multe di 400 euro alle singole persone che, al pari dei titolari dei bar, sono responsabili e sanzionabili per il mancato rispetto – ad esempio – della distanza di sicurezza di un metro e dell’utilizzo della mascherina.

Per i locali invece scatta la diffida, ossia per ora un richiamo formale: una sorta di cartellino giallo. Perchè poi, se il gestore di un locale non rispetta nuovamente la legge, il locale stesso viene chiuso per un periodo che va dai 5 ai 30 giorni. 

E’ in questo quadro che si sta muovendo la Polizia di Campobasso, in azione sulla base delle disposizioni del questore che ha deciso di rafforzare i servizi di controllo per verificare il rispetto da parte della cittadinanza delle disposizioni (il decreto del Governo del 17 maggio e l’ordinanza numero 31 della Regione Molise) stabilite per il contrasto alla diffusione del covid-19 e alla luce delle riaperture di bar e altri locali dedicati al divertimento dei giovani.

Al termine degli accertamenti ai due esercizi commerciali diffidati è stato contestato il mancato rispetto del divieto di assembramento della clientela. 

Tuttavia, per evitare di creare il panico tra i titolari delle attività commerciali già fortemente penalizzati dal lockdown, nei prossimi giorni, d’intesa con il Prefetto di Campobasso, saranno ricevuti in Questura i rappresentanti delle associazioni di categoria al fine di trovare soluzioni condivise sul rispetto delle linee guida e in un’ottica di collaborazione con i gestori.