Appartamento trasformato in base dello spaccio, incastrati padre e figlio

Il blitz dei Carabinieri che hanno scoperto dodici dosi di droga e due piantine di piccole dimensioni di cannabis. I due sono stati denunciati

Hanno rispettivamente 43 e 21 anni, sono padre e figlio ed erano dediti a spacciare sostanze stupefacenti in un appartamento del centro di Bojano. Un’attività scoperta dai Carabinieri che continua a tenere alta la guardia sul fenomeno della droga nell’area matesina.

I due sono stati incastrati dai militari della Compagnia di Via Croce pochi giorni dopo l’operazione “Piazza Pulita”, che ha consentito di smantellare diversi sodalizi criminali dediti alla cessione di sostanze stupefacenti. Nei giorni immediatamente successivi, gli equipaggi dell’Aliquota Radiomobile impiegati sul territorio quale pronto intervento avevano sorpreso alcuni giovani residenti, in possesso di modica quantità di sostanza stupefacente e per gli stessi era scattata la segnalazione al prefetto.

I Carabinieri sono poi riusciti a individuare i due pusher raccogliendo una serie di elementi e incrociando i dati relativi ai luoghi dei controlli, alle dichiarazioni delle persone segnalate e grazie alle informazioni già in possesso degli uomini dell’Aliquota Operativa. In questo modo sono riusciti a scoprire l’appartamento, già utilizzato da persone note per pregresse attività investigative, che si trova al centro di Bojano e che era stato trasformato in base dello spaccio. 

Nel corso della mattinata, all’interno dell’abitazione, i militari hanno sorpreso padre e figlio che, quando hanno capito di essere stati scoperti, hanno pure provato a disfarsi di alcuni involucri gettandoli dalla finestra. Ma non è servito. I militari, prontamente intervenuti, sono riusciti a trovare circa dieci dosi di kobret, un paio di dosi di marijuana e due piantine di piccole dimensioni di cannabis in fase di coltivazione, nonché materiale vario atto al confezionamento delle dosi pronte per la cessione agli acquirenti. Oltre al sequestro della sostanza, i due uomini sono stati denunciati all’autorità giudiziaria di Campobasso “con la quale vi è piena sinergia – commentano dall’Arma – e, nel solco già tracciato, proseguiranno incessantemente le attività investigative volte a stroncare sul nascere timidi tentativi di nuovi emergenti pusher che potrebbero prendere il posto di quelli tratti in arresto”.

Quindi, concludono dal Comando Compagnia di Bojano, sarà “incrementetà l’attività di prevenzione volta a frenare il fenomeno del rifornimento dalle viciniori regioni di Campania e Puglia, che viene già quotidianamente assicurata”.