86 rom positivi in una settimana. Impennata nei primi 3 giorni, poi il rallentamento

Il primo caso accertato lo scorso 7 maggio, quando una giovane donna venne ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell'ospedale Cardarelli. Poi l'aumento esponenziale del nuovo cluster. Tra i positivi anche molti bambini

Era il 7 maggio quando la città di Campobasso è tornata nella fase più critica dell’emergenza sanitaria provocata dal covid-19. Tutto è cominciato quando una giovane donna è stata ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Cardarelli di Campobasso: aveva contratto l’infezione da Sars-cov-2, la cui origine è ancora al vaglio dell’autorità sanitaria. Non è escluso che il contagio sia partito da fuori regione: il padre della ragazza era stato ricoverato all’ospedale Sacco di Milano.

E’ da questo momento che, complici anche situazioni di mancato rispetto delle prescrizioni imposte dal lockdown (il famoso corteo funebre e l’omaggio ad un importante esponente della comunità, ad esempio, hanno portato il Molise nelle cronache nazionali), si è invertito il trend e il numero dei contagi all’interno della comunità rom del capoluogo è aumentato in modo esponenziale.

La vertiginosa impennata lo scorso fine settimana, con un forte incremento giornaliero: + 22 dello scorso venerdì 8 maggio, poi altri venti positivi sabato 9 e altri 11 domenica scorsa (10 maggio). Sono arrivati a 72 lunedì 11 maggio. 

Insomma nel giro di una settimana i contagi sono schizzati fino ad arrivare agli attuali 86. L’ultimo è di questa mattina, 14 maggio. Ed è tornato a riempirsi anche il reparto di Terapia Intensiva: attualmente due persone della comunità rom hanno bisogno della ventilazione assistita 24 ore su 24.

Il contagio tra i rom ha riguardato tutte le fasce d’età, anche i bambini e gli adolescenti. Il più piccolo ad aver contratto il virus ha un anno.