281 finora i test sierologici su chi è tornato in Molise: solo 10 hanno gli anticorpi

Proseguono i test sierologici effettuati dalla Asrem sui molisani che sono rientrati nella nostra regione. Il totale è salito a 281: questo il numero degli screening veloci eseguiti nei presidi sanitari di Campobasso, Termoli (al Servizio territoriale di Igiene del poliambulatorio di via del Molinello) e Isernia finora.

Si tratta di test che vengono effettuati per verificare la presenza di anticorpi contro il nuovo coronavirus, segnale del fatto che si è stati contagiati. Contrariamente agli auspici sulla cosiddetta “immunità di gregge”, che richiamano la speranza che la maggior parte delle persone inconsapevolmente abbia già contratto l’infezione da Sars-Cov 2, i positivi fra i molisani testati dal team scientifico epidemiologico della Asrem mediante i laboratori analisi dei nosocomi sono soltanto 10. Una percentuale bassissima, pari al 3,5 per cento del campione esaminato.

Di queste persone soltanto una ha presentato le Igm, classe di anticorpi che indica una infezione recente o in corso. Le altre 9 hanno rilevato, attraverso il sierologico, solo le Igc, anticorpi che si riferiscono a una infezione passata: in teoria si tratta di soggetti che hanno contratto l’infezione, l’hanno superata e hanno sviluppato l’immunità, sebbene notizie scientifiche e certe circa l’immunità per il virus (che ancora rappresenta la principale emergenza mondiale) non ce ne siano.

I sierologici sono stati effettuati tutti su persone rientrate in Molise dal 4 maggio in poi, quando il lockdown è terminato e le misure restrittive si sono allentate, sebbene sia in vigore l’ordinanza che impone a tutti quanti tornano da regioni diverse di mettersi in isolamento per 15 giorni. Visti i risultati, evidentemente la maggior parte di queste persone non è mai entrata in contatto con il Covid.

Il dato relativo ai sieropositivi sui quali la Asrem ha già fatto il tampone molecolare per una conferma e una maggiore indicazione della presenza del virus (il tampone è al momento l’unico strumento attendibile per poter capire se si sia infetti o meno) è un dato molto basso.