L’ombra del dark web, un affare redditizio che viaggia per posta. 21 chili di marijuana in casa di un “bravo ragazzo”: chi c’è dietro?

L’arresto (ai domiciliari) dello studente 25enne di Campomarino apre a molti interrogativi e allarga uno scenario imprevedibile di indagini. L’erba – che secondo il protagonista è legale – è stata inviata nei laboratori per le analisi. Sarebbe arrivata a mezzo corrieri, tanto da insospettire molti. Una delle ipotesi al vaglio è quella di un acquisto avvenuto tramite dark web, anche se non si può escludere che i canali di approvvigionamento fossero altri, come l’Albania o la zona del foggiano, e che fosse un “custode” pagato da qualche pesce grosso  proprio perché “insospettabile”.

Quel continuo via vai di corrieri che sostavano davanti casa e consegnavano pacchi al giovane inquilino ha insospettito molti. In un posto come Campomarino è difficile passare inosservati, specialmente se le consegne con simile frequenza avvengono in pieno lockdown. Ieri pomeriggio i sospetti che in quell’abitazione ci fosse qualcosa di poco chiaro hanno trovato conferma con la perquisizione dei carabinieri della stazione, coordinati dal maresciallo Arturo D’Amico. Ventuno chili di marijuana imbustata nel cellophane. Scatoloni di sostanza verosimilmente illegale, impacchettata per bene e ancora integra. I militari non si aspettavano, probabilmente, un quantitativo del genere. Tanto più che lui, il destinatario delle spedizioni, è un ragazzo di 25 anni, incensurato, “pulito”, senza precedenti.

La sua giustificazione non ha convinto nessuno: “Non è droga, è erba legale” ha dichiarato agli investigatori, che stanno lavorando su una insolita vicenda nell’ambito di controlli del territorio disposti dalla Compagnia di Termoli e finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti.

Svariati campioni di quella sostanza sono stati inviati al laboratorio analisi di Foggia per essere analizzati. Il dubbio che sia una tipologia di sostanza con un bassissimo principio di Thc – ammesso che lo sia, e questo dipenderà dai risultati degli esami – non spiega però come abbia fatto il 25enne ad acquistare la marijuana in quel quantitativo, né cosa intendeva farci.

Una delle ipotesi al vaglio è quella di un acquisto avvenuto tramite dark web, la “rete oscura” dove grazie a sofisticati software che riescono a sfuggire ai controlli e alla navigazione criptata è possibile procacciarsi di tutto. Una  parte della Rete Internet apparentemente nascosta ma in realtà nemmeno così difficile da raggiungere, attraverso la quale passano alcuni dei peggiori traffici illeciti, dalle armi agli organi umani, fino alla droga, appunto.

Una moderna fonte di contatti che possono rivelarsi tanto preziosi per chi lo utilizza, quanto difficili da decifrare per le forze dell’ordine. A quanto pare in casa del 25enne arrestato e ora detenuto ai domiciliari erano arrivati dei pacchi sospetti. Involucri che potrebbero essere stati una componente decisiva nell’intervento dei carabinieri della stazione di Campomarino.

sequestro cc droga campomarino

Non è escluso dunque che lo studente di Campomarino abbia fatto ricorso al dark web per comprare partite di marijuana che intendeva poi rivendere a un prezzo più elevato, guadagnando decine di migliaia di euro. Ma non è possibile nemmeno escludere, allo stato attuale e con una indagine agli inizi e che appare piuttosto complessa, che i canali di approvvigionamento fossero altri, come l’Albania o la zona del foggiano, e che lui avesse dato disponibilità a custodire e conservare la sostanza proprio perché “insospettabile”, un bravo ragazzo sul quale nessuno avrebbe puntato troppo l’attenzione. Così non è stato, ma forse ha peccato di presunzione e anche di ingenuità.

In casa, insieme alle buste di cellophane per un totale di 21 chili di marijuana, aveva alcuni manuali di orticoltura per la coltivazione della cannabis e materiale per il confezionamento delle dosi. “Tutte le ipotesi sono aperte” confermano dall’Arma. Compresi la custodia e il confezionamento della droga per conto terzi, lo stesso – o gli stessi – che hanno finanziato un acquisto così ingente.

Già. Perché da chiarire è soprattutto questo aspetto: dove ha preso uno studente di 25 anni, con alle spalle una famiglia normalissima e non certo ricca, il denaro per comprare tutta quell’erba, cioè svariate decine di migliaia di euro? I militari hanno trovato, sempre in casa, 800 euro in contanti. Ma non banconote di piccole taglio, come ci si aspetta da uno spacciatore che rivende l’erba nelle piazze locali a qualche euro al grammo. Il denaro sequestrato era in tagli da 100 euro, soprattutto: non una banconota comune. Le domande sono tutte aperte? Chi gli ha dato quei soldi? Qualcuno ha finanziato l’affare? E per quale ragione? Chi altro è coinvolto in questa vicenda?

L’episodio di Campomarino sembra ben diverso dalle altre operazioni antidroga portate avanti negli ultimi mesi e negli ultimi anni in Molise. Diverso anche il contesto sociale in cui si è sviluppata l’operazione.  21 chili di marijuana non passano inosservati. Non si tratta di poche dosi, qualche grammo. Il quantitativo sequestrato martedì pomeriggio dai carabinieri di Campomarino dopo una perquisizione all’interno di un appartamento del paese è qualcosa che lascia intuire la possibilità che esista una rete di traffici illeciti oppure percorsi nascosti di approvvigionamento e vendita delle sostanze stupefacenti. Il ragazzo, che ora si trova in arresto ma ai domiciliari, non era noto alle forze dell’ordine. La sua non è una famiglia tale da destare sospetti, con un passato fra negozi, mondo agricolo e mercato immobiliare.