21 chili di marijuana arrivata per posta, è cannabis light. Scarcerato il 25enne di Campomarino

Il giudice ha ritenuto che non sussistano gli indizi di colpevolezza a carico dello studente arrestato dai carabinieri mercoledì scorso. Le analisi di laboratorio hanno confermato che l'erba trovata nella sua abitazione ha un principio di Thc inferiore a quello ritenuto illegale. L'arresto è stato convalidato, ma la misura restrittiva non è stata confermata.

Voleva avviare una coltivazione di canapa su terreni agricoli di proprietà, e parallelamente intraprendere l’affare di mercato della cosiddetta cannabis light, per la quale aveva già predisposto un sito web. Tutto alla luce del sole, come spiega il difensore del 25enne di Campomarino arrestato dai carabinieri mercoledì scorso durante un blitz nell’abitazione, che ha messo a segno un sequestro di 21 chili di marijuana.

Le analisi nel laboratorio di Foggia, dove campioni della sostanza sono stati inviati subito, hanno confermato che si tratta di Cannabis Light appunto, acquistata da rivenditori autorizzati e corredata dalle analisi, come precisa il penalista Costantino Greco, chiarendo che “per il giudice vengono a mancare gli indizi di colpevolezza, sebbene l’arresto sia stato convalidato dal punto di vista formale”.

Il giovane tuttavia non è più soggetto ad alcuna misura restrittiva malgrado la richiesta del Pubblico Ministero di confermare i domiciliari. Secondo la ricostruzione avallata da bolle di accompagnamento e certificati del laboratorio si tratta di una sostanza che rientra nei parametri di legge, cioè cannabis acquistata con l’intenzione di avviare una coltivazione e un’attività commerciale online in un settore che sta conoscendo un vero e proprio boom di richieste, il cui fatturato medio secondo i dati a disposizione in Italia è cresciuto del 30% durante il periodo della pandemia. L’erba legale è una variante della canapa e non è considerata una sostanza stupefacente perché la sua composizione non permette di dare effetti stupefacenti. La concentrazione di Thc è al di sotto dello 0,2%.

Ora saranno i magistrati a valutare le conseguenze dal punto di vista penale di un acquisto in quantitativi così importanti, sicuramente incauto, e a chiarire se il giovane potesse o meno farsi recapitare in casa 21 chili di quella sostanza. Per il momento le indagini hanno accertato che le spedizioni tramite corriere arrivavano da ditte regolarmente preposte alla vendita di questo tipo di sostanza, sebbene gli inquirenti lascino intendere che ci sono ancora diversi punti da chiarire.

I manuali di orticoltura trovati nell’abitazione del giovane di Campomarino contribuirebbero ad avallare l’intenzione di dedicarsi a questo settore, come lo stesso 25enne ha riferito ai carabinieri al momento del blitz.