2 positivi in più ma 7 guariti e mai così pochi ricoverati. Partita indagine di sieroprevalenza su 5mila molisani

La giornata del 26 maggio fa registrare 2 nuovi casi di infezione (cluster rom di Campobasso) ma contestualmente anche 7 guariti e un calo dei ricoveri. Confermata dunque la tendenza positiva. Intanto oggi alla indagine sierologica della Asrem sui molisani rientrati tra il 4 e il 23 maggio si affianca lo screening voluto da Ministero Salute, Istat e Croce Rossa anche in vista delle vaccinazioni.

2 POSITIVI, 7 GUARITI E SOLO 5 RICOVERATI AL CARDARELLI

Su 177 tamponi processati nelle ultime 24 ore, solo due hanno dato esito positivo. Si tratta di due persone appartenenti alla comunità nomade di Campobasso (il focolaio che attualmente conta 95 contagiati) ma le buone notizie superano di gran lunga quelle negative. Sono 7 i nuovi guariti di oggi: 3 di Campobasso, 1 di Riccia, 1 di Jelsi, 1 di Petacciato e 1 di Cercemaggiore. Circostanza che restringe di molto la ‘mappa’ dei comuni con casi di Covid-19. Buone nuove anche sul fronte dei ricoveri: nonostante i 2 nuovi di oggi (tra cui un cittadino rom), nel reparto di Malattie Infettive sono rimasti solo in 3 perchè ben 4 persone sono state dimesse.

Questo l’ultimo bollettino dell’Asrem:
– 166 i casi attualmente positivi (152 nella provincia di Campobasso, 13 in quella di Isernia e 1 di altre regioni)
– 434 sono i tamponi positivi (357 nella provincia di Campobasso, 58 in quella di Isernia e 19 di altre regioni)
– 13629 i tamponi eseguiti di cui 12653 negativi. 542 i tamponi di controllo
– All’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoverati sono 5: di questi 3 sono in Malattie Infettive (3 della provincia di Campobasso), 2 in Terapia Intensiva (provincia di Campobasso)
– Sono 183 i pazienti in isolamento domiciliare (161) o dimessi dalla struttura ospedaliera in quanto asintomatici e clinicamente guariti (22)
– 224 i pazienti dichiarati ufficialmente guariti (169 della provincia di Campobasso, 39 di quella di Isernia e 16 di altre regioni)
– i pazienti positivi ricoverati al Neuromed, struttura privata accreditata di Pozzilli, sono tutti guariti
– 22 i pazienti deceduti con Coronavirus (16 della provincia di Campobasso, 4 di quella di Isernia e 2 di altra regione)
– 411 le visite domiciliari effettuate dalle Usca (232 Bojano, 65 Larino e 114 Venafro)
– 296 soggetti in isolamento e 0 in sorveglianza

Questa la mappa aggiornata del contagio in Molise

CAMPOBASSO 109 – TERMOLI 15 – CERCEMAGGIORE 8 – BELMONTE DEL SANNIO 7 – PORTOCANNONE 4 – BARANELLO 4 –  ISERNIA 2 – POGGIO SANNITA 2 – CAMPOCHIARO 2 – MONTAGANO 2 – CASTELLINO DEL BIFERNO 1 – AGNONE 1 – CAMPOLIETO 1 –  RIPALIMOSANI 1 – VINCHIATURO 1 – SANTA CROCE DI MAGLIANO 1 – RICCIA 1 – SAN GIULIANO DEL SANNIO 1 – PETRELLA TIFERNINA 1 – GUGLIONESI 1 – SAN MARTINO IN PENSILIS 1 – MONTAQUILA 1

NEGATIVI I TAMPONI ALLA CASA DI RIPOSO ‘MORRONE’ DI LARINO

Sospiro di sollievo alla casa di riposo ‘Fondazione Achille Morrone Onlus’ di Larino dove tutti i tamponi molecolari effettuati –  27 sugli ospiti e 15 sul personale dipendente – hanno dato esito negativo.

ANDAMENTO EPIDEMIA, LO STUDIO: “COMPORTAMENTO ITALIANI HA SCONGIURATO 46% IN PIù DI CONTAGI”

L’allarme sociale, veicolato dalle informazioni date da mass media e autorità, ha influito sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia. Il comportamento responsabile degli italiani durante il lockdown ha evitato di raddoppiare il numero delle morti e scongiurato circa il 46% in più di contagi. Lo indica un modello matematico elaborato da Bruno Buonomo dell’Università Federico II di Napoli, e Rossella Della Marca, dell’Università di Parma, pubblicato su medrXiv, sito che ospita i lavori non ancora rivisti dalla comunità scientifica. “Nello studio abbiamo suddiviso la popolazione sulla base della gravità della malattia, tra sani, infetti asintomatici e sintomatici, e guariti, e considerato i dati epidemiologici del periodo compreso fra il 24 febbraio, quando è stato emesso il primo bollettino dalla Protezione civile, e il 18 maggio”, spiegano gli autori.

AL VIA INDAGINE SIEROLOGICA ISTAT-CROCE ROSSA PER 5MILA MOLISANI

Il numero dei guariti da Covid continua a salire in Molise. “Siamo sulla strada giusta” commenta il direttore generale della Asrem Oreste Florenzano, pur precisando che “non è il momento di abbassare la guardia perché il virus cova sempre sotto la cenere”. Continua a circolare, anche (e forse soprattutto) senza sviluppare i sintomi della malattia conclamata. Gli asintomatici sono coloro che potrebbero – e il condizionale è d’obbligo – aver contratto l’infezione senza saperlo, senza accusare alcun tipo di malessere. Eppure gli asintomatici sono la categoria che in questo momento particolare è fondamentale studiare, perché sono portatori sani della Sars-Cov 2. Quanti sono? Chi sono? Hanno caratteristiche comuni, età simili, sono legati da qualche filo conduttore?

La risposta a queste domande è essenziale per capire con cosa abbiamo a che fare, per mettere a nudo un nemico che presenta ancora una fitta rete di incognite. Da questo punto di vista si spiega l’esigenza di sottoporre a test sierologico la popolazione, tanto più in un momento di misure allentate, in cui ti torna in Molise non ha più l’obbligo della quarantena visto che l’ordinanza del presidente della giunta regionale Donato Toma non è stata prorogata proprio perché manca il presupposto, ovvero il rischio concreto di diffusione del contagio in un momento segnato, fortunatamente, da una decisa retrocessione dello stesso.

Ai sierologici della Asrem che stanno andando avanti sui molisani rientrati fra il 4 e il 23 maggio, si affianca lo screening del Ministero della Salute, che ha inserito 50 comuni nelle province di Campobasso e Isernia e  5mila cittadini nello screening.  Il test – precisa sempre il direttore Oreste Florenzano – “non avviene con il pungidito ma con un vero prelievo ematico, che garantisce una maggiore attendibilità, sebbene non sia paragonabile a quella del tampone”.

Il test del sangue permette di fotografare gli anticorpi al Covid-19, di sapere cioè se una persona sia entrata o meno a contatto con il virus. Anche se il test non riesce a chiarire se il soggetto sia positivo o negativo, ha un valore prezioso per comprendere quante persone abbiano avuto un incontro ravvicinato con il virus che ha cambiato il mondo e le nostre abitudini, provando a indagare di quale tipologia di persone si tratti.

L’annuncio era stato dato dal Governatore della Regione Molise Donato Toma durante un collegamento via Facebook con un’edizione straordinaria del Festival del Sarà condotta da Antonello Barone. “La direzione generale della Salute ha dato l’ok a una sperimentazione del Ministero della Salute su 5mila molisani, che ci daranno una dimensione del contatto con il virus”, aveva detto il presidente in quella circostanza.

Oggi, 26 maggio, la sperimentazione è stata avviata anche in Molise con i primi prelievi, che riguarderanno inizialmente una tranche di 750 test dei 5mila complessivi. Lo studio è stato voluto dal ministero della Salute di concerto con Istat e Croce Rossa per determinare l’estensione e l’infezione da Sars-Cov2 sul territorio nazionale, nonché la prevalenza degli anticorpi per strati selezionati di popolazione.

Uno studio a cui le regioni italiane hanno aderito, che divide la popolazione per fasce di età, area geografica e professionale, in modo da individuare con maggiore precisione le caratteristiche epidemiologiche e fornire informazioni importanti per identificare quali target sarà più opportuno vaccinare nel momento in cui il vaccino sarà disponibile, ammesso che lo sia.

150mila le persone in tutta Italia, 5mila il campione molisano. I soggetti verranno contattati dalla Croce Rossa, che è già stata costretta a precisare tramite il suo presidente:  “Se ricevete una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Croce Rossa Italiana, non è uno stalker, non è una truffa telefonica, ma è un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso”. E’ necessario infatti acquisire il consenso per eseguire il prelievo di sangue necessario al test.

 

sierologici ministero salute istat

COME FUNZIONA IL PROGRAMMAL’indagine di sieroprevalenza del Ministero della Salute, Istat e Croce Rossa sull’infezione da virus SARS-CoV-2 è una indagine a campione che coinvolgerà 150mila persone residenti in 2mila Comuni. Le persone selezionate verranno contattate dalle sedi regionali della Croce Rossa. Verrà chiesto di sottoporsi a prelievo e di rispondere a un questionario. Gli esiti verranno quindi comunicati dalla Regione di appartenenza che in caso di diagnosi sierologica positiva inviterà all’isolamento domiciliare temporaneo e quindi al tampone naso-faringeo. Le persone avranno un numero di identificazione anonimo e la riservatezza verrà mantenuta in ogni momento del trattamento. La partecipazione sarà volontaria e non obbligatoria.