Vendita di Nautico e Schweitzer, il M5s stuzzica Roberti &co: “Con Sbrocca eravate contrari, e ora?”

I consiglieri del M5S di Termoli – Di Michele, Bovio, Decaro e Stamerra – risollevano il tema della vendita di Nautico e Schweizer, in discussione nella commissione consiliare Lavori Pubblici.

In quarta commissione si sta discutendo dunque del piano triennale delle alienazioni dei beni del Comune di Termoli. Tra questi c’è la vendita dell’area inerente l‘Istituto Tecnico Nautico e della scuola media Schweitzer. Così i pentastellati: “L’amministrazione Sbrocca, per 5 anni, ha tentato di vendere questi due plessi scolastici, risultato mai ottenuto. Ricordiamo che la prima stima dei due Istituti scolastici era di circa 25 milioni di euro, poi scesa a circa 5milioni e 800mila euro dopo la stima di uno studio tecnico”.

Ma ora al governo della città c’è un’altra amministrazione, ed è a questa che si rivolge direttamente la minoranza 5 stelle. “La vecchia opposizione di centrodestra formata dall’attuale sindaco Roberti, dall’attuale Presidente del Consiglio Marone e dai consiglieri Di Brino, Ciarniello e Rinaldi, ha sempre avversato queste due alienazioni ravvisando un arricchimento del privato a danno dei cittadini termolesi. I più combattivi sono stati i consiglieri Ciarniello e Di Brino che hanno sempre speso parole pesanti su questa operazione di basso profilo economico e sicuramente a favore del privato. Oggi che i cinque predetti sono in maggioranza, come valuteranno la proposta e come garantiranno la collettività su questa probabile speculazione? Come i due ferventi fautori della “NO VENDITA”, Di Brino e Ciarniello, voteranno la proposta in Consiglio Comunale?

Restiamo in attesa di capire, per i summenzionati, Sindaco in primis, se le intenzioni restano quelle di quando erano semplici oppositori o se saranno cambiate oggi che sono in maggioranza e che possono finalmente decidere le sorti dei due istituti scolastici. Lo capiremo se il loro voto sarà favorevole perchè non è possibile pensare di votare un documento contrario agli interessi collettivi e poi sperare o affidarsi alla volontà di chi dovrà metterlo in esecuzione. Su certe idee non si dovrebbe cambiare parere – concludono i quattro dell’opposizione – e, quando se ne ha l’opportunità, dalle parole bisogna passare ai fatti. Sfidiamo chiunque a dire il contrario”.