Una tenda filtro all’ingresso, la sicurezza in azienda si fa anche così. “Ripartire o sarà disastro economico”

L'esperienza della Emmepi, azienda di meccanica di precisione di Termoli, che ha ricominciato a lavorare con diverse soluzioni per la sicurezza a cominciare da una sorta di gazebo filtro prima di entrare

Parola d’ordine: ripartire. Ma farlo in sicurezza, con coraggio e senza incoscienza. Molte aziende l’hanno già fatto o lo stanno facendo in questi giorni, perché ritenute indispensabili o perché coprono un’area talmente ampia di lavorazione da rendersi fondamentali per i propri clienti che rientrano nelle attività essenziali. Fra loro c’è la Emmepi, solida realtà termolese impegnata da decenni nel campo della meccanica di precisione.

L’imprenditore Rino Muccino, titolare insieme con i fratelli Claudio e Sergio dell’azienda fondata dal papà Mario e che sorge alla zona artigianale di Termoli, ha studiato per giorni tutte le possibili soluzioni- confrontandosi in videoconferanza con i suoi consulenti e amici imprenditori della associazione nazionale della Compagnia delle Opere – e dopo un periodo di stop che è stato forzato ma anche voluto per capire l’evolversi della situazione coronavirus, ha messo in atto una serie di iniziative per far riaprire in sicurezza la propria azienda.

“In primis abbiamo fatto una verifica di tutti i nostri clienti per capire quali erano aperti come attività essenziali, quali chiusi e quali aperte perché annesse a filiere. Ben 27 aziende erano aperte come attività essenziali”. A quel punto anche la Emmepi ha messo in moto le azioni possibili per riaprire, dapprima tramite la segnalazione alla Prefettura di apertura attività per fare assistenza clienti e poi grazie alla possibilità fornita dall’elenco del Governo di tutte quelle produzioni che hanno facoltà di continuare a lavorare nonostante le restrizioni imposte fino al 3 maggio.

“La manutenzione non è solo aggiustare un macchinario, ma anche riprogettare, produrre e sostituire  un elemento del macchinario” spiega Muccino esemplificando anche per questo la Emmepi è potuta tornare operativa mantenendo fermo il rispetto delle norme vigenti.  Per capire meglio la loro trasversalità e capacità tecnica si sono anche proposti al nostro ospedale per verificare la possibilità di modificare e rendere multipli i ventilatori polmonari per le terapie intensive o per altre attività, in forma gratuita per mettersi al servizio della comunità.

emmepi sanificazione

Ma prima di rimettersi in moto, c’è stato un periodo di riflessione, di studio e di confronto. “Abbiamo comunque tenuto tutto il personale a casa per circa 20 giorni, in quanto abbiamo voluto tutelare la salute di tutti, respirare un po’ per capire realmente cosa ci stesse accadendo. Non nascondo che ci ha preso lo sconforto e siamo stati molto disorientati”.

Ma è durato poco, perché alla Emmepi non sono abituati a piangersi addosso, bensì a far prevalere coraggio e azione e a mettere in pratica gli insegnamenti di papà Mario, emblema di una generazione che ha fondato aziende capaci di emergere e dare lavoro per tanto tempo. “Noi titolari nei 20 giorni abbiamo continuato a lavorare in azienda, dando servizio alle ditte aperte. I ragazzi che hanno potuto ci hanno dato una mano da casa collegandosi con il nostro server, gli altri hanno cercato di fare corsi e formazione utilizzando la Rete”.

I collaboratori si sono rivelati preziosi, una risorsa straordinaria per la quale oggi Rino Muccino e i fratelli Claudio e Sergio si sentono in dovere di fare un ringraziamento pubblico: “Sono stati coraggiosi, solerti, hanno dimostrato di tenerci al lavoro e all’azienda. Grazie a tutti loro”.

Quindi si è passati alle soluzioni per la riapertura, precedute da una video conferenza per confrontarsi su come agire. “Abbiamo elevato il livello di sicurezza e prevenzione in questo modo: controllo temperatura corporea prima di partire da casa per andare al lavoro, controllo temperatura corporea all’ingesso di tutto il personale e alla ripresa dei lavori dopo la sosta pranzo, il tutto riportato su un registro, ingresso alternato negli spogliatoi e refettorio, mascherine, visiere e guanti, predisposizione in vari punti dei reparti, di postazioni con prodotti sanificanti per igiene personale, delle postazioni dove si lavora, bagni e tutte le zone dove operiamo”.

Tutte operazioni che spesso si pensano demandate solo alle grandi realtà industriali, ma che invece valgono anche per tante Pmi, il vero tessuto economico di realtà come quella bassomolisana. Alla Emmepi hanno poi fornito documentazione informativa di prevenzione già prima di chiudere, hanno fatto seguire corso specifico on line con test di apprendimento ed ulteriore formazione dedicata al rientro, senza dimenticare le operazioni di disinfezione e sanificazione con una ditta esterna tutte le settimane, sia degli ambienti che dei mezzi. Il tutto riportato su un registro con la certificazione della ditta che lo fa.

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Muccino ha inoltre avuto modo di leggere delle Linee Guida che probabilmente faranno da spunto alla normativa nazionale da adottare prima del 3 maggio. “L’80-90% di quanto ho letto in quello studio noi l’abbiamo già fatto. Per il resto stiamo procedendo”.

Ma una delle novità più interessanti è che l’azienda termolese ha in qualche modo ripreso l’idea della tenda pre filtro montata davanti agli ospedali molisani. “Ho visto che l’hanno fatto al San Timoteo e mi sono detto perché no” confida il titolare. Così ha fatto predisporre “cartelli al cancello ingresso dove si chiede ai clienti, fornitori, visitatori di indossare per entrare guanti e mascherine e di raggiungere il nostro gazebo triage esterno. Lo abbiamo chiamiamo Check Point. Lì con gentilezza chiediamo di effettuare il controllo della temperatura, il personale addetto li raggiunge con visiera, guantini, mascherina e prodotto igienizzante per disinfettare quello che ci ha portato in modo poi da espletare tutto in massima sicurezza”.

Così “dallo scorso martedì 14 aprile siamo tornati a lavorare tutti con la speranza di ripartire per dare il nostro contributo, avendo il coraggio di affrontare tutto quello che potrà accadere sia in termini di salute che d’economia. Devo anche ringraziare i nostri dipendenti che con coraggio hanno accettato di tornare in azienda”.

Perché la visuale privilegiata di chi lavora nel settore industriale è chiara. “Bisogna ripartire. Tutti corriamo dei rischi, ne siamo consapevoli. Ma con le giuste precauzioni e sicurezze occorre in qualche modo far ripartire il mercato. Consideriamo anche che altre Nazioni si sono fermate poco o nulla e stanno producendo. Noi, ad esempio, lavoriamo molto tramite l’export, con aziende leader che esportano all’estero. Oggi queste aziende sono ferme e stanno perdendo commesse. È il momento di attivarsi per ripartire o dopo questa pandemia ce ne sarà un’altra economica”.

L’orizzonte però mostra qualche bagliore. “Per fortuna qualche richiesta ce l’abbiamo”. Già nello studio di quelli che potranno essere azioni e protocolli per la fase 2  che tutte le attività dovranno adottare per tornare lavorare ci sono tante opportunità di lavoro sia in termini di servizi, di manufatti che di strumentazioni, e su questo già tutti possono sviluppare nuovi progetti. Muccino conclude con un pensiero che è di buon augurio collettivo. “Preferisco condividere questa esperienza anche perché come dico spesso, non si può essere una pianta fiorita in un deserto”.