Test rapidi al Neuromed, anche la Regione si prepara ad acquistarli “Per monitoraggio su popolazione”

I test sierologici possono avere una valida funzione di ricerca sulla popolazione. A scopo meramente diagnostico non sono ancora considerati veramente efficaci (hanno una affidabilità elativa, a differenza del tampone) mentre per il monitoraggio della popolazione hanno un valore di indagine che può aiutare a conoscere l’incidenza del virus attraverso lo studio degli anticorpi. Purchè – è ovvio – non si riducano a un business come pensano di fare alcuni laboratori medici privati sottoponendo cittadini paganti al test. In questo caso, sostengono gli esperti dell’Iss, non hanno alcun valore.

I test rapidi non sostituiscono il tampone faringeo, ma sono utili per un campionamento ad ampio raggio, soprattutto ora che, trascorse settimane di sperimentazione, si accingono e entrare nelle dotazioni delle regioni italiane. Anche il Molise mostra un interesse verso questo tipo di test (che si basa sull’analisi del sangue), come conferma il Governatore Toma. “Potrebbero rivelarsi utili per un monitoraggio sulla popolazione molisana, chiaramente sotto controllo della Asrem e su un campione rappresentativo della popolazione”.

Intanto anche il Neuromed ha deciso di avviare la sperimentazione sui test ematici rapidi, che consentono una diagnosi più rapida sulla presenza nel sangue di anticorpi, oltre ad essere meno costosi dei normali tamponi. La decisione dell’istituto di Pozzilli è stata presa in linea con quanto dichiarato dal professore Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ne ha sostenuto l’opportunità per allargare le indagini sanitarie alla popolazione. In pratica per accertare in maniera più veloce se un maggior numero di persone ha contratto il coronavirus.

“Stiamo pensando di fare questo tipo di indagine e stiamo mettendo a punto le tecnologie per poterlo fare. Stiamo cioè lavorando per poter fare a stretto giro un’indagine di prevalenza sierologica“, le parole del professore Brusaferro.

Infatti, “avere una stima in tempi rapidi su un campione significativo della popolazione è molto importante per avere una stima reale dei casi, mentre ad oggi dobbiamo accontentarci di modelli”. Il valore del test sierologico è proprio questo: poco utile per sapere se un singolo ha contratto il Covid o meno (c’è il rischio dei falsi positivi), efficaci per un test aperto sulla popolazione perché si basano su anticorpi specifici.

Anche a Pozzilli dunque è stata avviata la sperimentazione. “La Direzione Sanitaria e il Laboratorio Analisi di Neuromed hanno già iniziato a testare nei giorni scorsi la validità dei kit rapidi (COVID IgG-IgM, cioè anticorpi contro il virus) – hanno riferito in una nota – non solo al fine di avviare le necessarie verifiche sierologiche sui pazienti covid positivi, asintomatici, ricoverati presso la struttura, ma anche per rafforzare le misure di prevenzione e di contrasto alla diffusione del covid, a favore di quei pazienti candidati a interventi neurochirurgici di elezione che non sono rinviabili”.

L’efficacia di tali test avrà ricadute positive non solo sulla popolazione a rischio contagio, ma anche per le stesse strutture sanitarie. 

E all’istituto di ricerca e cura ne sono consapevoli: “In previsione della ripresa progressiva dei ricoveri presso le Unità Operative di Neurochirurgia, già programmata per la prossima settimana, tali test si affiancheranno alle attività di pre-triage e triage che Neuromed ha da tempo messo in campo al fine di ridurre al minimo il rischio di ricovero di pazienti COVID positivi, ma asintomatici. Le indagini di validità dei test continueranno presso il Laboratorio Analisi di Neuromed anche per acquisire dati sullo sviluppo della immunità sierologica nei pazienti COVID positivi, un’acquisizione di estrema importanza scientifica e clinica”.