Tampone anche su neonata di 2 mesi e adolescenti. Bufera sulle passeggiate con i figli: “E’ ancora pericoloso”

Il grido d'allarme dal personale sanitario dell'ospedale Cardarelli dove è stata sottoposta a tampone una neonata di due mesi: "Non bisogna abbassare la guardia. E' vero che il tasso di mortalità è minore, ma anche i ragazzini stanno male con questo virus. Li abbiamo visti con i nostri occhi". Anche un pediatra di Santa Croce di Magliano, Luca Trentanove, ha inviato una lettera ai sindaci: "Rischiamo di vanificare lo sforzo fatto finora. I bambini sono di fatto i veri 'untori'".

Questo virus non muore, possono ammalarsi anche i più piccoli: in questi giorni abbiamo sottoposto a tampone una neonata di due mesi, ragazzini di 13 anni“. La drammatica testimonianza arriva dalla ‘trincea’ dell’ospedale di Campobasso nelle stesse ore in cui a Bergamo la piccola Beatrice Aurora, nata un mese e mezzo fa, ha sconfitto il virus e oggi è tornata a casa.

Anche i più piccoli si ammalano, possono contrarre il covid-19 e stare male. E’ raro ma succee. Ecco perchè ha creato caos e sconcerto l’interpretazione della circolare del Ministero dell’Interno pubblicata un paio di giorni fa (31 marzo) circa le passeggiate consentite ai genitori con i propri figli. Era destinata ai prefetti per rendere omogenea in tutta Italia la valutazione dei comportamenti da sanzionare.

Tuttavia, in moltissimi hanno visto nella disposizione del Viminale una sorta di alleggerimento rispetto all’obbligo di restare a casa sancito in uno dei principali decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri che dà la possibilità di spostarsi solo per motivi urgenti legati al lavoro, a problemi di salute o a urgenze (fare la spesa o recarsi in farmacia). Regole che ormai conosciamo a memoria e che ora sembravano paradossalmente contraddette.

Alle polemiche è seguito poi un necessario chiarimento da parte del Governo: “La possibilità di uscire con i figli è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute”.

Anche perchè c’è un reale pericolo di contagio da covid per i bambini nella ‘famosa’ passeggiata. E sono proprio medici e infermieri dell’ospedale di Campobasso, in prima linea a combattere in questa emergenza, a lanciare l’allarme rispetto all’eventualità che fa loro accapponare la pelle perchè espone al rischio i più piccoli. Perchè se è vero che il virus è particolarmente letale per chi ha più di 60 anni e soffre di altre patologie, non si può permettere il lusso di abbassare la guardia nemmeno per i bambini: il personale sanitario del Cardarelli lo sa perfettamente.

La neonata sottoposta a tampone è stata in contatto con un’altra persona positiva al covid. Qualche giorno fa è stata accertata l’infezione in due adolescenti.

“Un bambino piccolo che sta in giro, soprattutto se esce dopo 20 giorni, può toccare un palo, una giostrina e poi stropicciarsi il nasino o gli occhi. In questo modo si contamina le manine. Basta un attimo di distrazione: questo maledetto virus non muore, il contagio è semplicissimo”, le parole di un operatore sanitario di cui purtroppo non possiamo rivelare il nome in base al rigido regolamento imposto dall’Azienda sanitaria.

Dobbiamo tutelare i bambini, essere cauti perchè sono venuti anche dei ragazzini di 13 anni a fare il tampone. Non va bene concedere la passeggiata, è ancora troppo rischioso. Bisogna stare a casa e le persone devono restare a casa. Noi ci stiamo mettendo tutta la buona volontà e stiamo facendo i salti mortali. Ci sono persone che lavorano dalla mattina alla sera, colleghi che fanno dodici ore di lavoro no stop”.

Guai a sottovalutare il rischio di un’infezione che può provocare problemi ai bambini e ai loro familiari: “E’ vero che il tasso di mortalità è minore, ma anche i ragazzini stanno male con questo virus. Li abbiamo visti con i nostri occhi”, dicono ancora dal Cardarelli. “Non solo i problemi polmonari, ma anche tra i più piccoli il virus provoca diarrea, la perdita del gusto e dell’olfatto, dolori lombari, febbre alta, spossatezza, affaticamento”.

E poi: “I bambini possono risultare asintomatici, magari loro lo superano. Ma possono fare da tramite e contagiare le persone più adulte che possono morire o i fratelli disabili”.

E’ anche rispetto a questo straordinario sforzo che medici e infermieri del Cardarelli rilanciano l’appello alla responsabilità: “Per tutelarli, i bambini devono restare a casa. E’ pericoloso quindi anche per loro”. Al tempo stesso: “Aiutate anche noi che stiamo svolgendo turni massacranti, restate a casa: il contagio si annulla solo così. Noi ce la stiamo mettendo tutta”.

Anche un pediatra di Santa Croce di Magliano, Luca Trentanove, ha inviato una lettera ai sindaci. Facendo le dovute eccezioni per i bambini affetti da spettro autistico o da disturbi psico intellettivi, il medico avverte: “La nota del Viminale che consente i bambini accompagnati da un genitore di poter uscire rischia di vanificare lo sforzo fatto finora. I bambini sono di fatto i veri ‘untori’: per loro al momento questo virus comporta una sintomatologia poco rilevante, ma ciò non toglie che attraverso loro i genitori, i nonni e le persone più a rischio vengano colpiti duramente fino a dover ricorrere alle nostre limitate strutture ospedaliere.

I bambini con la loro curiosità toccheranno pareti dell’ascensore, porte, pali della luce, se non giostrine e quant’altro. E poco dopo si metteranno le dita del naso, nella bocca e strofineranno gli occhietti. Molti dei bambini portati a spasso così come loro genitori saranno già infetti ma asintomatici o paucisintomatici”. Quindi “restate a casa, ogni azione può fare la differenza”.

Infine la Garante regionale dei diritti della Persona Leontina Lanciano ricorda che bisogna prendere la “dovute accortezze. Ovvero uscire solo per il tempo consentito, solo con uno dei genitori, rispettare scrupolosamente le direttive sul distanziamento sociale, prendere tutte le precauzioni del caso e mettere in campo ogni possibile misura per evitare eventuali rischi”. A disposizione dei genitori c’è anche un utile vademecum elaborato dall’Autorità Garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza.