Spettacoli vietati, Frentania Teatri lancia un festival on line

Un festival on line, con performance da seguire comodamente da casa. È l’idea di Frentania Teatri per questo periodo di isolamento fisico che forzatamente dovrà proseguire. “In un momento in cui l’aggregazione sociale è un pericolo per la salute umana, pensando al teatro e agli eventi dal vivo ci rendiamo conto che non sono solo luoghi di valenza culturale e artistica ma anche luoghi dalla grande valenza sociale – scrive il direttore artistico Giandomenico Sale -. Siamo creature sociali ed è per questo che il teatro ha il potere di sopravvivere da millenni ed è per questa nostra caratteristica che, nel mezzo di una tragedia che ci porta a restare in casa, ci sentiamo così incredibilmente persi.

Il coronavirus è così insidioso perché attacca uno dei desideri centrali della natura umana, che ha nel teatro le sue fondamenta: il nostro desiderio di riunirci”.

Secondo Sale “il teatro non deve essere solo vissuto dal vivo, ma anche, e soprattutto, insieme. Sia nel rapporto tra attore e pubblico che nel rapporto tra pubblico e se stesso.

Il Covid-19 ci ha privato anche di questo piacere e sicuramente finché non ci sarà permesso di riaprire le porte dei teatri e dei luoghi di cultura in generale, non riavremo il piacere degli spettacoli dal vivo”.

Da qui l’idea di qualcosa di diverso. “È con questa consapevolezza che nasce Frentania International Festival 2020, un Web Festival che vuole aiutarci a sentire meno la mancanza degli spettacoli dal vivo, incontrando virtualmente artisti da tutto il mondo e creando una forma di aggregazione sociale e di accrescimento culturale utilizzando i mezzi consentiti in questo periodo di restrizioni.

Grazie alla piattaforma Zoom una comunità di spettatori virtuali potrà prendere parte alla visione di performance live della durata di circa 20 minuti e successivamente dialogare con gli artisti.

Punto di forza di questo modo alternativo di fare cultura è permettere a chi vive fuori dai grandi centri ricchi di eventi culturali, di ammirare e poter dialogare con artisti che difficilmente potrebbero raggiungere zone periferiche fuori dai grandi circuiti teatrali”.

Partner del progetto il Centro Culturale Borges di Buenos Aires che, oltre al supporto organizzativo, arricchisce il festival con una propria produzione artistica.

Il Festival partirà a metà maggio con sei incontri dove artisti provenienti dall’Italia, dall’Argentina, dagli Stati Uniti e dal Brasile si esibiranno davanti a quanti vorranno partecipare agli eventi.
A breve verranno divulgati gli appuntamenti e gli artisti e ci si potrà prenotare per partecipare gratuitamente all’iniziativa. “La cultura è necessaria alla collettività e non può permettersi di fermarsi” conclude Sale.