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Si è spenta la sarta dei Misteri di Campobasso: per tutti era la signorina Antonietta

Se n’è andata a 92 anni una delle figure storiche legate alla tradizione campobassana. Antonietta de Santis, classe ’28, si è sempre dedicata anima e corpo alla cucitura e al rammendo dei costumi preziosi dei figuranti: “Da oggi rammenderà quelli degli angeli del Paradiso…”, il ricordo commosso dell’associazione ‘Museo dei Misteri di Campobasso’. Ha svolto la sua mansione per oltre cinquant’anni prima di cedere, nel 2000, il testimone ad Antonietta Teberino.

Per tutti quelli che la conoscevano era la ‘signorina’. Antonietta de Santis, figura storica dei Misteri di Campobasso, si è spenta all’età di 92 anni. Era la sarta ufficiale, lo è stata per oltre 50 anni, rammendando e cucendo centinaia e centinaia di costumi, bottoni, nastri, ornamenti e tutto ciò che serviva per la perfetta riuscita della sfilata del Corpus Domini.

 

Iniziò nel secondo dopoguerra, come raccontò lei stesse in un’intervista su La Domenica dei Misteri, edizione 2015: “Da ragazza avrei preferito proseguire gli studi – confessò – ma non potendomelo permettere iniziai il mestiere di sarta. Un bel giorno mi proposero di collaborare per i Misteri e accettai”. Da quel giorno sono passati circa 70 anni… E la signorina Antonietta è rimasta fedele alla tradizione, offrendo sempre la sua grande maestria.

 

Fino al 2000, anno in cui passò il testimone ad Antonietta Teberino. Nelle sue parole orgoglio ma anche sacrificio: “Non è stato facile svolgere questa attività, anzi a volte è stata una vera sofferenza. Ma l’ho fatto sempre volentieri perché i Misteri sono belli”. Tra l’altro, nel 1959 si occupò lei stessa della cucitura dei costumi per il Mistero del Sacro Cuore, la stoffa arrivò da Roma.

Antonietta de Santis

Il messaggio dell’associazione ‘Museo dei Misteri di Campobasso’: “Antonietta de Santis, la sarta storica della sfilata dei Misteri, ci ha lasciati nel silenzio e nella solitudine dell’ultimo viaggio, da oggi rammenderà i vestiti e le ali degli angeli del Paradiso…”. Giovanni Teberino ricorda che l’aiutava sempre “a portare le casse dei vestiti, dove erano conservati i costumi. Li tiravamo fuori dagli scantinati della scuola di via Roma, si mettevano in un’aula prima di aprirli. Fino a due-tre anni fa è sempre venuta a farci la consueta visita, era molto legata a noi, soprattutto a mio padre. E noi eravamo legatissimi a lei, dispiace molto”.

 

Questa la commozione espressa dall’artista Franco Baranello: “Mi dispiace tantissimo. Persona umile e laboriosa. Ho sempre vivo un ricordo di Antonietta. Negli anni 1975 e ’76 impersonai la figura di Sant’Isidoro. Antonietta apponeva una grande quantità di nastri sul cappello del Santo. Per chi non ha vissuto i momenti della vestizione, deve sapere che la mattina c’è una confusione terribile e un’agitazione indescrivibile. Manca sempre qualcosa all’ultimo istante, una spilla, un nastro ecc. Ricordo che Antonietta, sempre con la sua calma, veniva da me e toglieva qualche nastro dal cappello che dovevo indossare e che poteva servire a guarnire altri personaggi. Riposi in pace”.

Foto gentilmente concesse a Primonumero dalla famiglia Teberino