Ripetitore sul tratturo, il Tar rinvia tutto al 29 aprile: “No a procedura d’urgenza”

L'8 aprile il Tribunale amministrativo regionale ha respinto l'istanza presentata dal comitato dei cittadini impegnati a scongiurare la costruzione della mega antenna

La ‘partita’ contro il ripetitore di telefonia che dovrebbe sorgere a Oratino, a pochi passi dal tratturo, si giocherà alla fine di aprile. Questa la decisione del Tribunale amministrativo regionale che l’8 aprile ha respinto l’istanza presentata dal comitato dei cittadini impegnati a scongiurare la costruzione della mega antenna della Wind Tre spa, che aveva ricevuto l’autorizzazione del responsabile dell’ufficio tecnico comunale. Alla fine di gennaio la decisione dei residenti di contrada Cerro rivolgersi ad un legale, Giacomo Papa, per opporsi al provvedimento che dal loro punto di vista rappresenta uno scempio contro il paesaggio incontaminato dell’area e un pericolo per la salute pubblica.

Per i giudici amministrativi l’istanza cautelare dovrà essere discussa in camera di consiglio il prossimo 29 aprile dal momento che “non si ravvisano i presupposti di estrema gravità e urgenza“, ha scritto nel decreto del Tar pubblicato tre giorni fa il presidente del Tar Silvio Ignazio Silvestri. Quindi tutto ‘in stand-by’ per ora: se ne riparlerà fra poco più di tre settimane, emergenza covid e misure del Governo Conte (che ha prorogato fino al 3 maggio il lockdown del Paese) permettendo.

La querelle giudiziaria dunque continua a tenere banco in paese. E il pronunciamento del Tar è l’occasione per l’ex sindaco Orlando Iannotti di accusare l’attuale primo cittadino Roberto de Socio che avrebbe dovuto agire per tempo per fermare l’installazione del ripetitore: “Il sindaco, già destinatario da più di un anno della richiesta del gestore Wind Tre, non è riuscito a sottrarsi alle sue evidenti responsabilità dilatorie per come ha trattato la questione, potendosi risolvere con un minimo di capacità politica e gestionale”. In pratica, “avrebbe dovuto allertare immediatamente Giunta e Consiglio comunale e avvertire i cittadini avviando le dovute misure per interdire la richiesta di installazione del ripetitore”. A suo avviso de Socio ha agito “con scarsa trasparenza” e ora “il Consiglio comunale dovrebbe sfiduciarlo”.

In realtà nel Municipio di Oratino si sta disputando una sorta di ‘guerra’ interna: l’amministrazione (sindaco, Giunta e consiglio comunale) si è opposta all’autorizzazione rilasciata dal responsabile dell’ufficio tecnico dello stesso Comune. Per questo il primo cittadino si è rivolto all’avvocato Massimo Romano ritenendo che ci siano dei motivi di illegittimità nello stesso provvedimento di autorizzazione e quindi per tutelare la stessa amministrazione nella causa in corso al Tar Molise, dove i giudici amministrativi dovranno valutare se in contrada Cerro potrà essere costruito o meno il ripetitore della Wind Tre.

Massimo Romano e Roberto de Socio Oratino

Per questo l’attuale primo cittadino di Oratino de Socio ha replicato a muso duro al suo precedessore: “Spiace constatare che Iannotti, pur avendo ricoperto la carica di sindaco, dimostri di non conoscere la fondamentale distinzione tra i compiti riservati dalla legge ai dirigenti e quelli attribuiti agli organi politici. Il Consiglio, la Giunta e il sindaco hanno assunto una posizione chiara di contrasto al provvedimento di autorizzazione rilasciato dal Dirigente, sia per motivi di legittimità che di merito. Questa posizione è stata coerentemente sostenuta anche nel giudizio al Tar promosso dal Comitato, nel quale il Comune è rappresentato dall’avvocato Massimo Romano, la cui decisione è prevista per il 29 aprile, e solo allora sapremo se il Tar concederà o meno la sospensiva. Abbiamo fatto tutto il possibile, nel rispetto della legge e della separazione dei ruoli tra politica e burocrazia. Se il signor Iannotti ha qualche spunto costruttivo da prospettarci, saremo ben lieti di recepirlo e vagliarlo. In caso contrario, è la solita polemica politica, a scoppio ritardato, da parte di un ex amministratore già ripetutamente bocciato dai cittadini” e che “ha lasciato alla comunità oratinese debiti e che ancora oggi stiamo pagando”.