Rifiuti speciali nelle campagne molisane, il caso ai Ministri Costa e Lamorgese: “Fermare infiltrazioni mafiose” video

Il senatore M5S Fabrizio Ortis rivolge un’interrogazione ai ministri dell'Ambiente e degli Interni sul caso delle tre discariche abusive di rifiuti speciali scoperte nei giorni scorsi

La vicenda del ritrovamento di tre diverse discariche abusive di rifiuti speciali ammassati nelle campagne di San Martino in Pensilis arriva al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e alla sua omologa al Viminale, Luciana Lamorgese. È a loro che si rivolge un’interrogazione in Senato presentata dal parlamentare molisano Fabrizio Ortis come primo firmatario.

L’esponente del Movimento Cinque Stelle ha il merito di tenere alta l’attenzione sul caso, dopo che per una settimana, se si esclude una dichiarazione dell’assessore all’Ambiente della Regione Molise Nicola Cavaliere, era tristemente sceso il silenzio su una vicenda estremamente grave, ma finita presto nel dimenticatoio a causa delle difficili condizioni generali dovute all’epidemia da coronavirus.

fabrizio ortis

Nei giorni scorsi, i carabinieri del Noe e i Forestali hanno effettuato dei nuovi sopralluoghi e le indagini proseguono. Dopo Pasqua, le autorità comunali inizieranno a programmare la rimozione in attesa della classificazione dei rifiuti e del dissequestro delle tre aree.

“Ho presentato come primo firmatario un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e a quello dell’Interno, Luciana Lamorgese, dopo il rinvenimento, nei giorni scorsi, di tre discariche abusive di rifiuti nelle aree rurali di San Martino in Pensilis”. Così scrive il senatore del MoVimento 5 Stelle al Senato, Fabrizio Ortis, che si è attivato dopo il sequestro di tre diverse aree, da parte dei Carabinieri Forestali della Compagnia di Termoli, di altrettante discariche abusive di rifiuti, probabilmente industriali. Il caso era stato sollevato proprio una settimana fa da primonumero.it.

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“Il forte sospetto che si tratti di scarti industriali – spiega Ortis – confermato anche dalle dichiarazioni alla stampa del sindaco di san Martino in Pensilis, Gianni Di Matteo, intervenuto sul posto con i Carabinieri Forestali e il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Campobasso, fa temere che quanto accaduto abbia come responsabili i clan della criminalità organizzata campana” afferma ora Ortis.

Come già fatto su queste pagine, anch’egli ricorda la drammatica analogia con un fatto accaduto solo pochi anni fa, sempre in basso Molise.

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“Il fatto presenta inquietanti analogie con quanto accaduto nel 2014 – questa la ricostruzione del portavoce pentastellato al Senato – nel territorio del vicino comune di Campomarino (contrada Ramitelli), laddove balle di immondizia, alte tre metri, furono accatastate nel bel mezzo di una strada. Fu, quello, uno dei molti casi di sversamento illegale di rifiuti scoperto dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari con l’operazione “Black Land”. L’indagine interessò le province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Avellino, Caserta, Salerno, Benevento, Potenza e Campobasso, portando infine all’arresto, nella primavera di quell’anno, quattordici persone operanti nel business delle ecomafie”.

Per questo Ortis sceglie di non rimanere inerte, come purtroppo gran parte della classe politica molisana che ha scelto di voltarsi dall’altra parte. La vicenda arriva perciò alle più alte cariche del Consiglio dei Ministri.

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Di qui l’interrogazione ai ministri Costa e Lamorgese, per sapere se siano al corrente dell’accaduto e “quali iniziative di competenza abbiano messo in atto, o abbiano intenzione di intraprendere, al fine di debellare la dilagante piaga delle discariche abusive contrastando fenomeni criminosi e allarmanti dal punto di vista ambientale e sociale, con particolare riguardo al ciclo illegale dei rifiuti e alla consolidata presenza di infiltrazioni mafiose nelle imprese implicate”.

Ecoballe san martino clan rifiuti

Ortis chiede anche di conoscere se “nei limiti delle proprie attribuzioni, i ministri intendano attivarsi nelle sedi di competenza affinché siano poste in essere iniziative per ottimizzare e qualificare il servizio di gestione del ciclo dei rifiuti nonché per effettuare una mappatura delle discariche abusive e dei luoghi interessati dal fenomeno dello smaltimento illegale, anche al fine di rassicurare le comunità interessate”.

Infine, la richiesta da parte di Ortis come primo firmatario e degli altri colleghi senatori Fabio di Micco, Margherita Corrado, Daniela Donno, Fabrizio Trantacoste, Elio Lannutti ed Emma Pavanelli, di “un’accurata pianificazione nazionale gestionale, logistica e impiantistica unita a un sistema di misurazione e controllo efficace e a sanzioni realmente dissuasive, che consentirebbe di abbattere i costi di gestione, scoraggiare le infiltrazioni delle ecomafie e migliorare la qualità del nostro ambiente”.