Ospedali, dietrofront sul Piano: pazienti covid anche a Larino e Venafro. Impegno per tamponi a tappeto su operatori e sintomatici

Mentre la Procura apre un'indagine sul trasferimento degli anziani di Cercemaggiore al Vietri e il sindaco di Larino presenta un esposto, il Consiglio regionale impegna il presidente Toma a cambiare il piano sanitario per fronteggiare l'emergenza legata all'epidemia da coronavirus. A Larino saranno allestite la rianimazione e il reparto di malattie infettive, mentre Venafro ospiterà i pazienti mono sintomatici o in via di dismissioni. Il Pd: "Colpo di mano della maggioranza, ora il piano è carta straccia".

Nelle stesse ore in cui la Procura di Larino apre un fascicolo sul trasferimento di sei ospiti (cinque dei quali poi risultati positivi al covid) della casa di riposo di Cercemaggiore al Vietri e il sindaco frentano Puchetti presenta un esposto alla magistratura, in Consiglio regionale viene ‘rivoluzionato’ il piano sugli ospedali deciso dal presidente Toma in accordo con l’Asrem.

Il piano, lo ricordiamo, prevede il Cardarelli di Campobasso ospedale hub, ‘cuore’ del sistema sanitario che sta fronteggiando l’emergenza legata all’epidemia. Invece sono presidi ‘spoke’ il San Timoteo di Termoli e il Veneziale di Isernia. Strutture sanitarie che devono essere sembrate insufficienti o comunque non in grado di garantire la tutela degli anziani che dalle case di riposo, diventate dei cluster importanti e attenzionate dalle autorità sanitarie molisane, vengono trasferiti negli ospedali pubblici. Troppi rischi per i soggetti più fragili e più esposti alla letalità del virus.

Ecco perchè i nosocomi di Larino e Venafro, fino a pochi giorni fa dedicati ai lungodegenti, diventeranno ospedali covid a tutti gli effetti, dotati di una rianimazione e di un reparto di malattie infettive. E’ quanto prevede un emendamento presentato oggi, 6 aprile, in Consiglio regionale (per la seconda volta in riunione in videoconferenza) da Michele Iorio con un subemendamento del sottosegretario della Giunta regionale, il consigliere Quintino Pallante, interprete probabilmente anche di una precisa volontà politica del governatore Toma.

L’atto  approvato dalla maggioranza di centrodestra (con l’astensione del Pd e del M5S) impegna il presidente della Regione, in qualità di commissario per l’attuazione delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid 19, ad “attivarsi affinché, anche dal punto di vista finanziario, dovrà realizzare la utilizzabilità degli ospedali di Larino e Venafro qualificandoli, oggi, come ospedali Covid”.

In particolare, secondo quanto prevede l’emendamento, al Vietri sarà realizzato un reparto di rianimazioni e malattie infettive. Reparto di cui sarà dotato “solo successivamente, ed eventualmente, anche Venafro”. Nel frattempo il Santissimo Rosario viene individuato come presidio “per pazienti (o ospiti) Covid mono sintomatici o in via di dismissioni”. 

Inoltre il testo prevede l’allestimento di “altri laboratori ospedalieri per l’esecuzione dei tamponi”, oltre al reperimento di personale idoneo per effettuare test sierologici rapidi e tamponi e la riduzione dei tempi per contrattualizzare personale medico e per assumere pro tempore il “personale cosiddetto Covid”.

Iorio soddisfatto: “Molise ora ha piano che tutela pazienti Covid e non”

“La maggioranza – il commento del capogruppo dem Fanelli – ha certificato il dietrofront di Toma che, fino a un minuto prima, aveva difeso a spada tratta l’individuazione dell’ospedale Cardarelli come Hub regionale del coronavirus. Di fatto, non si capisce quante saranno le strutture miste e quelle specializzate Covid, che noi, in linea con il Ministro Speranza, chiediamo. Il Piano famoso, dopo il colpo di mano della maggioranza è, dunque, diventato carta straccia”.

Quindi, aggiunge la consigliera del Pd, “speriamo non si trasformi tutto in un tremendo pasticcio politico e sanitario”. E rincara: “Cosa accadrà all’ospedale Cardarelli? E quando e come il Vietri sarà trasformato in hub regionale Covid (è cosi’)? E Venafro? Come farà Toma a trasferire a Larino i reparti di Malattie Infettive, Rianimazione, Laboratorio Analisi e tutte le altre Unità Operative necessarie per la gestione sicura – e non “alla carlona” – dei pazienti affetti da coronavirus?”.

Consiglio regionale Molise

Il subemendamento di Pallante è stato inserito all’interno della mozione bipartisan firmata dai consiglieri Pd Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli, oltre che dagli esponenti della maggioranza Michele Iorio, Filomena Calenda e Aida Romagnuolo per ampliare il numero dei test per accertare l’infezione da coronavirus e programmare gli interventi strutturali per i presidi sanitari regionali.

Tamponi a tappeto (l’obiettivo è processarne in media 120 al giorno) per gli operatori sanitari, il personale delle case di riposo e ai medici di medicina generale, per poi estendere il prelievo del tampone a tutte le persone sintomatiche: questo l’obiettivo della mozione approvata dall’Aula con 12 voti favorevoli, 2 contrari e 7 astenuti. Via libera anche al potenziamento del servizio prevenzione dell’Asrem.

Infine, l’Aula approva la modifica al Regolamento interno dell’Assise regionale sulle modalità di svolgimento delle sedute degli organi consiliari in caso di emergenza e dunque di riunirsi in video conferenza come avvenuto anche oggi, per la seconda volta nella storia del Consiglio regionale. 19 i voti favorevoli, contrario solo Greco (M5S).

Nulla da fare infine per il dispositivo presentato sempre dal Pd sulle mascherine e i dispositivi di prevenzione. “Abbiamo chiesto – spiega Micaela Fanelli – di reperire e distribuire gratis (per step) a tutti i molisani le mascherine di protezione, sulla scorta della Regione Toscana e delle regioni più lungimiranti e attente alla salute dei propri cittadini. Perché secondo il Governatore, le mascherine non servono e, soprattutto, in Molise ci deve pensare lui e non il Consiglio”.

Stasera la questione sarà discussa con il Comitato Scientifico e dopo sarà presa una decisione.