Oltre le polemiche e lo strazio delle immagini: il privato mostra la sua inadeguatezza, il pubblico trova una soluzione

La ricostruzione della giornata più drammatica per l'emergenza coronavirus in Molise e perchè gli ospiti (13 da Agnone e 5 da Larino) sono stati portati a Venafro. Confronto con il direttore Asrem Oreste Florenzano.

Le immagini delle ambulanze che in silenzio attraversano la notte più difficile della emergenza Covid in Molise e partono incolonnate da Agnone dirette all’ospedale Santissimo Rosario di Venafro hanno turbato. Hanno destato reazioni di sconcerto, perfino di scandalo, innescando una polemica rilanciata soprattutto sui social. Più di qualcuno ha equiparato quei mezzi di soccorso, ognuno con dentro un vecchietto o una vecchietta trovati positivi, loro malgrado, all’infezione da nuovo coronavirus ma fortunatamente asintomatici, alle tristemente famose bare di Bergamo.

Vecchiett trasferiti a Venafro coronavirus

Ma davvero il trasporto dei 13 ospiti della residenza Tavola Osca di Agnone e dei 5 della casa di riposo di Cercemaggiore prelevati a Larino può essere interpretato alla stregua di un trasferimento di pacchi postali? Come e perché si è arrivati a questa situazione? E soprattutto, esistevano delle alternative?

L’alternativa sarebbe stata che le famiglie degli anziani li avessero ripresi, tenendoli in “isolamento domiciliare” fino a guarigione. L’alternativa sarebbe stata che i gestori delle case di riposo (private, va ricordato) si fossero attrezzati per garantire assistenza e condizioni adeguate ai pazienti. Non lo hanno fatto. A Cercemaggiore per mancanza oggettiva di spazio e disponibilità, ad Agnone anche per mancanza di volontà.

L’altro ieri, domenica, nella tarda mattinata la proprietà di Tavola Osca, che fa capo alla società di Esterino Policella, ha deciso di consegnare addirittura le chiavi alla Asrem. Come dire: “Adesso vedetevela voi, non ne vogliamo più sapere”. Gli anziani sono stati abbandonati, lasciati in “condizioni igieniche non adeguate” precisa il direttore Asrem Florenzano, senza nemmeno il vitto. “Ieri mattina – è la ricostruzione, documentata, di Oreste Florenzano – non è stata servita nemmeno la colazione ed è stata chiusa la mensa. Ci siamo attivati per i pasti e nel frattempo abbiamo studiato una soluzione. E questo al netto del fatto che se non fossero stati in una casa di riposo sarebbero stati sorvegliati a distanza nel loro domicilio”.

Oreste Florenzano asrem

Chi ritiene che pazienti asintomatici debbano essere ricoverati in malattie Infettive al Cardarelli non ha ben chiaro come funziona la malattia. “Non li avremmo potuti portare a Campobasso, avrebbe significato ricoveri impropri perché i posti di Malattie infettive (che sono quelli che sono, e non certo infiniti, ndr) sono riservati ai pazienti che hanno bisogno di assistenza. Ma qua parliamo di asintomatici, e la cura non c’è. Si procede in isolamento, con una blanda somministrazione farmaci per affievolire i sintomi che si possono manifestare”. Cosa avrebbe dovuto fare dunque la sanità pubblica del Molise? “Abbiamo fatto quello che ci è sembrato doveroso e giusto tenendo conto che parliamo di vite umane e di persone fragili. Abbiamo trovato una soluzione”.

Eroi, politici, tutti

Il santissimo Rosario di Venafro dispone di venti stanze separate e isolate, al Vietri ce ne sono solo 6. E’ una struttura che si presta i quella di Larino alla necessità imposta dall’emergenza, e quindi la scelta è caduta su Venafro che, aggiunge il vertice Asrem, “dovrebbe essere orgogliosa, al di là delle polemiche sulla riapertura dell’ospedale, dovrebbe essere orgoglioso di aver dato un prezioso contributo all’assistenza della parte più fragile del Molise. I cittadini venafrani devono essere orgogliosi”.

Direttore, non si poteva evitare di portare gli anziani già spostati a Larino a Venafro e lasciarli dove stavano?

“No, perché per dare assistenza agli anziani, 13 di Agnone e 5 di Cercemaggiore, ho contrattualizzato in fretta e furia 6 infermieri e 7 Oss. Non li avrei potuti dividere altrimenti non avrei potuto garantire la turnazione. Venafro è più grande, dispone di spazi maggiori e la scelta è caduta su Venafro”.

Una scelta politica, ha detto qualcuno.

“Non è stata affatto una scelta politica ma una scelta tecnica. Esclusivamente tecnica, con il lavoro di Asrem, protezione civile, ufficio tecnico, ufficio del personale. Ieri a Venafro è stata sfondata una parete per realizzare un percorso di accesso ulteriormente isolato dal resto dell’ospedale, funzionale a evitare qualsiasi contaminazione. Sono stati verificati tutti gli impianti, reperiti e sistemati armadietti e comodini, attivato il magazzino per la fornitura dei dispositivi di protezione individuale. A Larino, dove è iniziata la sistemazione della casa delle Monache che servirà al medesimo scopo, non avremmo mai fatto in tempo”.

E’ stato lei a coordinare il trasferimento con le ambulanze della Croce Rossa?

“Sì. E’ stata una giornata complessa, segnata anche da qualche momento di tensione. Abbiamo attivato la Protezione Civile regionale che a sua volta ha attivato quella nazionale che ci ha inviato da Roma ambulanze con biocontenimento”.

Era proprio necessario fare il trasferimento di notte?

“Sì. Il trasferimento è stato fatto non appena è stato possibile, e ricordo che gli anziani di Agnone si trovavano in condizioni degradanti e noi avevamo anche difficoltà di accesso alla struttura privata, tanto che abbiamo chiamato i carabinieri che ieri sono rimasti l’intera giornata. Non è stato semplice coordinare soggetti diversi. Alla fine, quando hanno inviato le ambulanze da Roma, è scattata l’operazione. Io sinceramente non riesco a capire come sia possibile polemizzare su questo”.

Le immagini degli anziani portati via dalla casa di riposo di notte sono dolorose. Hanno turbato.

“Dolorose, sono d’accordo. Questa è una emergenza umanitaria e svela la vulnerabilità delle persone più indifese, meno tutelate. Però una soluzione è stata trovata: ora queste persone sono assistite, a loro vengono garantiti pulizia, vitto, assistenza. Le famiglie dovrebbero essere sollevate e rassicurate. capisco lo sgomento di chi vede una processione di ambulanze, ma io credo che sia stata una pagina che mostra la forza dell’Italia e del Molise”.

Attualmente al Ss. Rosario di Venafro si trovano 13 anziani provenienti da Agnone e 4 provenienti dalla casa di riposo di Cercemaggiore inizialmente portati a Larino. Stanno bene.