Non ha una casa ma non lo dichiara: multa di 400 euro. “Stava andando in Caritas per il pranzo”

Un episodio dal sapore amaro è quello accaduto ieri a Termoli, dove un uomo senza fissa dimora è stato multato per violazione delle norme anti-Covid. Vive in un camion e si reca in Caritas e alla Città Invisibile per mangiare. Ma, probabilmente per pudore, non ha dichiarato qual è la sua reale condizione e gli agenti lo hanno sanzionato per 400 euro

Restare a casa è l’imperativo categorico di questi giorni, ma ci sono dei casi in cui l’invito suona oltremodo beffardo. Così come terribilmente beffarda deve essere parsa la sanzione di 400 euro che un senza fissa dimora di Termoli ha ricevuto dalla Polizia (non dalla Sezione Stradale come originariamente scritto). È successo ieri, vigilia di Pasqua, precisamente nella centrale via Roma.

In questi giorni le cronache nazionali sono piene di casi che attestano quanto la legge possa essere indiscriminatamente crudele. Chiariamo subito che nel caso di Termoli più che l’inflessibilità degli agenti altro ha giocato un ruolo chiave. Perché l’uomo multato, come si evince anche dalla copia del verbale e come conferma chi ci ha raccontato l’episodio, ha omesso di dire quale fosse la sua reale situazione. E gli agenti in buona fede probabilmente non hanno compreso ‘chi’ avevano di fronte.

Il pudore, probabilmente, ha spinto l’uomo a non dichiarare che la residenza che i suoi documenti riportano in realtà altro non è che una casa fatiscente in cui lui, in ogni caso, non vive più. La sua ‘abitazione’ ora non è che il retro di un camion. Nulla che si possa chiamare ‘casa’. E per vivere l’uomo si barcamena tra associazioni di volontariato che gli forniscono i pasti e lavoretti per racimolare qualche soldo.

Quando è stato fermato dagli agenti aveva appena terminato uno di questi ‘lavoretti’ e si stava recando in Caritas, nel Borgo Antico, per ritirare il suo pasto. Ma ieri le circostanze gli hanno impedito anche di mangiare. Non potendo e non volendo dichiarare il vero, l’uomo ha lasciato che gli uomini della Polizia stilassero la multa. Una sanzione economica per violazione del Dpcm governativo volto a fronteggiare l’emergenza dell’epidemia Covid19. “Si trovava fuori dalla sua abitazione” e “non aveva un giustificato motivo per uscire”, si legge nel verbale. Infine “si intima alla persona di fare rientro immediato nella propria abitazione”.

multa covid senzatetto

400 euro, che diventano 280 se il ‘trasgressore’ paga entro 30 giorni. Cifre che ad ogni modo l’uomo non potrà pagare. Sono tanti i casi analoghi che si stanno verificando in Italia da quando uscire è impedito se non per comprovate e tassative esigenze. Come spesso accade, la legge e il dovere di rispettarla possono tramutarsi in un paradosso, e questo è proprio uno di quei casi. E per un altro paradosso crudele, i cosiddetti ‘invisibili’ d’un tratto diventano ‘visibili’ e vengono multati perchè trovati in strada, quella che loro considerano la propria casa. Episodi che, nelle grandi città, in questi giorni si sono verificati più e più volte. Tanto che l’associazione Avvocato di strada ha stilato un vademecum per le persone senza dimora, che spiega ai senzatetto cosa devono fare nel caso in cui vengano fermarti: ovvero innanzitutto scrivere sul modulo “sono una persona che vive in strada”; in secondo luogo farsi dare una lettera o un documento dalla onlus presso cui si riceve assistenza. Le cose però, in questo caso, sono andate diversamente.

L’uomo – che ha nascosto, probabilmente per vergogna o per paura, la sua condizione – non è tra i senzatetto cui il Comune, in collaborazione con le associazioni che da sempre se ne occupano, ha trovato una sistemazione provvisoria nella palestra di una scuola media. Tantomeno è un utente del dormitorio pubblico. I servizi, da quelli Caritas a quelli della associazione La Città Invisibile (dove l’uomo si reca per far colazione), però conoscono bene il malcapitato e si spera che ciò possa servire a far fare marcia indietro. Non avere una casa non è una colpa, infierire su questo sì.