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Mascherine donate da un sarto speciale: la solidarietà di Bazoumana, ivoriano di… Sepino

Il ragazzo, accolto in Molise dall’associazione ‘Dalla parte degli ultimi’, in periodo di quarantena si è messo all’opera per cucire i dispositivi di sicurezza, mettendo a frutto quanto imparato nel proprio Paese. Un esempio di solidarietà che si spera possa produrre uno scatto in avanti nelle concezioni di molti che sono incastrati nella diffidenza e nel razzismo.

Solidarietà. Con la ‘S’ maiuscola. Lontano da casa, separato forzatamente dagli affetti più cari, provato da sofferenze e privazioni che si possono soltanto, lontanamente, immaginare. Eppure, l’umanità, la voglia di fare qualcosa per gli altri, il sorriso del cuore, quelli non sono andati persi. E così, Bazoumana, dalla Costa d’Avorio all’Italia, al Molise, a Sepino per la precisione, si è messo al lavoro per rendere meno dura la quarantena ai suoi nuovi concittadini, cucendo lui stesso le mascherine.

 

Ma riavvolgiamo il nastro. Il protagonista di questa storia è un ragazzo non ancora trentenne, partito con tanti sogni e un bagaglio di speranze chiuse nella propria valigia. Era un discreto sarto nella ‘precedente vita’. Fu costretto a lasciare il suo paese, appunto la Costa d’Avorio, quando aveva 25 anni: l’arrivederci ai suoi cari, ai suoi bambini, è stato duro, durissimo. Arrivato nel nostro Paese, è stato accolto dal centro del progetto ‘Siproimi’ di Sepino, gestito dall’associazione ‘Dalla parte degli ultimi’.

 

Quarantena non è soltanto sinonimo di separazione. La quarantena può separare le persone ma unire gli animi. I suoi cari può salutarli soltanto attraverso il freddo schermo di un telefono. Tutto è reso ancora meno facile dall’epidemia di questi mesi: le restrizioni gli impongono di restare al chiuso della propria abitazione, come tutti. Ed ecco l’idea: perché non mettere in pratica quanto imparato in Africa per mettersi al servizio della comunità?

 

Armato di ago e filo, i suoi strumenti del mestiere, ha deciso di dare il proprio contributo durante questa emergenza per offrire un minimo di conforto a chi più di ogni altro sta pagando il prezzo di questa epidemia: gli anziani ed i malati. Ha iniziato a produrre mascherine protettive da donare alle case di cura del paese, per far sentire la propria vicinanza a chi in questo momento sta soffrendo.

Sarto ivoriano

Insieme agli altri ragazzi ospiti nella struttura, ha avviato un piccolo laboratorio ed ha iniziato la sua produzione. Le mascherine naturalmente non sono certificate ma, essendo queste ultime quasi introvabili, i presidi home-made contribuiscono comunque, insieme a tutte le altre misure disposte dalle linee guida ministeriali, ad offrire una forma di protezione e a lenire la preoccupazione di chi è maggiormente vulnerabile.

 

Le mascherine sono state quindi donate a diverse realtà del territorio e pian piano sono iniziate ad arrivare richieste anche da parte della popolazione residente, che ha accolto con entusiasmo l’iniziativa. “Il gesto di Bazoumana – dichiarano dall’associazione Dalla Parte degli Ultimi – vuole essere un modo per rendersi utile in favore del Paese che lo ha accolto e supportato nel suo percorso di integrazione. Un gesto di generosità che speriamo arrivi anche alle coscienze delle tante persone che ancora mostrano diffidenza nei confronti degli stranieri: insieme si è più forti, non solo nei momenti di particolare criticità come quello attuale”.

 

Eh sì, altro che razzismo e diffidenza: qui c’è solo da togliersi il cappello e ringraziare. Chissà che questo periodo di quarantena forzata, lontananza dagli affetti, non faccia capire una briciola di quanto si possa provare a mettersi in marcia in uno di quei viaggi della speranza che spesso si concludono in mare. Ma non per una crociera…      FdS