L’assessore Cavaliere chiede il rimborso di 10 euro per una colazione a Bruxelles: “Ma ho fatto risparmiare la Regione”

Fa discutere la determina con la quale la Regione Molise ha rimborsato colazioni, taxi e biglietti viaggio ad assessori e presidente in missione. A fronte di stipendi favolosi che vanno da 12mila a 13mila e 500 euro al mese sono state chieste indietro anche poche decine di euro. "Facendo colazione fuori dall'hotel ho speso meno" ha spiegato Cavaliere. Ieri intanto il centrodestra ha bocciato la proposta dei 5 Stelle sul taglio all'indennità per la creazione di un fondo di solidarietà legato all'emergenza sanitaria ed economica

C’è chi ha perso il lavoro a causa della pandemia e chi un lavoro non lo troverà neppure dopo per la crisi economica che seguirà a quella sanitaria. C’è chi per mangiare deve fare la spesa coi buoni del Comune, chi non riesce più ad arrangiare, chi si ammala per aiutare gli altri e qualche volta muore. Ma c’è anche chi, con uno stipendio favoloso che va dai 12 ai 13 mila e 500 euro al mese (lordi) non trova nulla di strano a chiedere rimborsi alla collettività anche per poche decine di euro.

E’ in questo contesto che la responsabile del servizio Risorse finanziarie della Regione Molise, Marilina Di Domenico, il 1 aprile scorso (con determina dirigenziale numero 1711) ha autorizzato la liquidazione di 515 euro per le spese anticipate dal governatore Donato Toma e da tre dei suoi assessori regionali (Nicola Cavaliere, Vincenzo Niro e Roberto Di Baggio) tutti impegnati, nei mesi scorsi, in missioni istituzionali fuori dai confini del Molise.

Il documento racconta per filo e per segno spese e spostamenti dei nostri rappresentanti politici i quali, avendo sganciato soldi di tasca loro, una volta tornati in Molise hanno presentato scontrini e ricevute per ottenere il rimborso. Ottenendolo.

Nicola Cavaliere ha preso parte a tre missioni: dal 29 ottobre 2019 al 4 novembre 2019 si è recato a Washington dove era in corso il galà del Niaf, tra le più importanti fondazioni italo-americane. Durante quella trasferta ha preso un taxi e fatto colazione fuori dall’hotel in cui alloggiava spendendo 92 dollari (pari a euro 82,70). Neppure il tempo di tornare in Molise che pochi giorni dopo (dal 6 all’8 novembre) Cavaliere ha visitato il Bellavita Expo di Londra. Anche qui – è lui a riferirlo a Primonumero – ha preso un taxi e fatto una colazione fuori dall’albergo spendendo 22 sterline (euro 25,57).  Il mese successivo altro viaggio istituzionale per conto della Regione Molise, stavolta a Bruxelles dove, dall’11 al 13 dicembre 2019, era in corso l’incontro annuale sullo stato di attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020. 10 euro per la colazione chiesti e rimborsati a Cavaliere qualche giorno fa.

“Un tempo gli scoop si facevano per grosse cifre, oggi finiamo sui giornali per pochi euro”: la candida ammissione dell’assessore fotografa esattamente il tema sollevato da questa determina-scandalo.

“Non mi sento assolutamente dalla parte del torto, io ho agito così per far risparmiare soldi alla Regione. Vorrà dire che la prossima volta prenoterò albergo con colazione all’inglese inclusa anche se costa di più di quanto ho speso io facendo colazione fuori dall’hotel”. Insomma, secondo questo ragionamento, dovremmo dirgli anche grazie. Eppure Cavaliere sa benissimo che nella sua indennità da assessore regionale da circa 12 mila euro al mese ci sono 4500 euro di rimborsi esentasse percepiti senza dover neppure dimostrare di averli spesi nell’esercizio del proprio mandato o, più semplicemente, “per l’attività politica sul territorio” come ci tiene a precisare lui stesso.

“Se vado a cena in un paese con cinque o sei persone ci si aspetta che paghi io, è il sistema che funziona così. Ma se vado a parlare delle tipicità molisane, come è accaduto alla cena con l’ambasciatore a Londra, non sto facendo attività politica, non ho scelto io di essere lì, mi ci hanno mandato”.

Quindi, per sintetizzare: se c’è un ritorno in termini elettorali è attività politica. Se vai da qualche parte a parlare del Molise dove non ti conoscono e non voteranno per te sei in missione istituzionale. La differenza sta tutta qui, solo che nel primo caso attingi dai rimborsi spese dell’indennità, nel secondo chiedi un extra al servizio Finanze.

Determina rimborsi – IL DOCUMENTO DELLA REGIONE

Oltre a Cavaliere in missione c’è andato anche Roberto Di Baggio che dal 12 al 19 novembre 2019 si è recato Genova “sostenendo la spesa pari ad Euro 108,70 quale anticipazione propria con pagamento in contanti”.

Per la partecipazione dell’assessore al Salone OrientaMenti è stato necessario – lo riferisce lui stesso – anticipare quei soldi per il biglietto del treno. “Non sono andato mica in un hotel 5 stelle, avrei dovuto spendere di più? Parlate di cose più serie!” ci ammonisce Di Baggio pur ammettendo un attimo dopo che “oggi come oggi non avrei chiesto quel rimborso” presentato – va detto – ben prima che scoppiasse la pandemia da Coronavirus.

Il terzo caso citato nella determina riguarda l’assessore Vincenzo Niro che il 13 novembre dell’anno scorso ha fatto una toccata e fuga a Torino con l’aereo. Spesa anticipata: euro 188,98.

“In due anni non ho mai chiesto un rimborso, non ho ritirato la carta di credito in dotazione agli assessori regionali né utilizzo il telefono della Regione. Quando mi reco a Roma per impegni istituzionali e prendo il taxi lo pago con i soldi miei. Ho chiesto il rimborso per la semplice ragione che trattandosi di una missione istituzionale avevo bisogno di un documento giustificativo poiché mi ci sono recato in aereo e non con l’autista che sarebbe stato molto più costoso”

L’ultimo mini rimborso citato nella determina è quello del governatore Donato Toma che “nei giorni dal 2 al 5 dicembre 2019 si è recato in missione istituzionale a Bruxelles sostenendo la spesa pari ad Euro 100,00 quale anticipazione propria con pagamento in contanti”.

Non siamo riusciti a parlare con Toma impegnato in una densa giornata di lavoro in Consiglio regionale dove ieri, manco a farlo apposta, il centrodestra – quindi anche lui – ha bocciato la proposta del Movimento 5 Stelle bollandola come propaganda sul taglio delle indennità dei consiglieri per la creazione di un fondo di solidarietà legato all’emergenza Covid 19.

La decurtazione sarebbe stata temporanea e non permanente e avrebbe intaccato i maxi stipendi da 2 a 3 mila euro al mese. Insomma, non sarebbero finiti certo sul lastrico visto quanto guadagnano.  Ma bisogna comprenderli, fare politica è costoso anche se “i soldi ti girano per le mani non li metti in tasca”. Parola di Nicola Cavaliere. E se lo dice lui, navigatissimo della politica, c’è da credergli.