La mossa di Toma: Giunta azzerata per allontanare lo spauracchio del voto. Mazzuto (Lega) fuori

Da qualche ora la Giunta regionale non esiste più: Cotugno, Niro, Cavaliere e Di Baggio hanno rassegnato le deleghe al presidente e lunedì 20 aprile, quando si aprirà la sessione dedicata al bilancio in Aula, parteciperanno alla seduta in qualità di 'semplici' consiglieri regionali. Fuori i primi degli eletti. "Non c'è nessuna crisi politica", ha dichiarato questa mattina Donato Toma che ha voluto blindare la sua maggioranza in vista di un passaggio decisivo della legislatura. Sfiduciato invece Mazzuto: l'unico componente esterno dell'esecutivo non ha rassegnato le dimissioni.

La richiesta agli assessori è arrivata ieri sera, pare intorno alle 22, quando il presidente Donato Toma ha comunicato agli uomini della sua squadra di governo di aver bisogno di una maggioranza più solida in vista di un passaggio chiave della legislatura: il voto sul bilancio, il cui esame comincerà fra tre giorni (lunedì 20 aprile) in Consiglio regionale.

Non mi fido di alcuni consiglieri, andrete in Aula e voterete la manovra economica a cui voi stessi avete lavorato”: più o meno questa la ricostruzione delle parole utilizzate dal capo della Giunta regionale riferendosi alla delibera votata intorno alle 19.30 di ieri (16 aprile) che prevede finanziamenti e misure per la fase 2 del Molise, quella della ripartenza dopo il blocco dovuto all’emergenza sanitaria legata alla diffusione del covid-19. Quasi 50 milioni di euro per le imprese, le famiglie, per agevolare l’istruzione dei ragazzi contribuendo all’acquisto di tablet, ma anche per la sanità. Una delibera considerata troppo importante, che “non possiamo far stravolgere in Consiglio regionale dai dissidenti”.

In maggioranza brucia ancora il ricordo di quanto avvenuto la sera del 22 dicembre scorso, quando il centrodestra ha perso i numeri sul voto ad un emendamento di Michele Iorio alla legge sulla gara per il gestore del trasporto pubblico.

Scenari inammissibili ora perchè senza l’approvazione del bilancio si torna al voto. Dunque, tabula rasa della Giunta regionale che in passato aveva affrontato e superato il ‘tagliando’ sugli obiettivi. Una “mossa tecnica” per qualcuno. Di sicuro un colpo di scena dopo mesi di malumori, litigi e ipotesi di cambiamenti nell’esecutivo sempre ventilate e mai poste in essere. E con l’occhio rivolto alla ‘finestra’ elettorale del prossimo autunno.

Dopo ore frenetiche, con le opposizioni che lanciano accuse dopo aver letto le prime notizie riportate stanotte dalla stampa on line, il governatore dirama una nota che gli consente di fare chiarezza e di puntualizzare alcuni aspetti dell’azzeramento della Giunta regionale. “Ieri sera, al temine della riunione di Giunta, ho invitato gli assessori a presentare le proprie dimissioni, chiedendo loro di partecipare in veste di consiglieri al prossimo Consiglio regionale – spiega Toma – fissato per la discussione del Bilancio regionale di previsione”.

Nella notte quattro assessori su cinque hanno riconsegnato le deleghe: “Gli assessori Vincenzo Cotugno, Vincenzo Niro, Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio hanno  dichiarato di dimettersi”.

L’unico a non rispettare la richiesta di Toma è stato Luigi Mazzuto, titolare della delega al Lavoro e unico componente esterno dell’esecutivo nonchè motivo dei litigi all’interno della coalizione. Lo scorso gennaio si era parlato di una sua sostituzione con Aida Romagnuolo. “Mazzuto si è riservato di comunicare la propria decisione”, chiarisce Toma. Ma negli ambienti politici si dice che sarebbe stato di fatto sfiduciato: l’ex coordinatore della Lega in pratica sarà fuori dai giochi nel secondo tempo di questa partita, nel momento in cui bisognerà ricomporre il governo regionale.

Il governatore fuga i dubbi: “Non c’è nessuna crisi all’interno della Giunta regionale”. Poi richiama all’unità e alla responsabilità la coalizione: “Uniti nel fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica”.

Quindi, “chiedo a maggioranza e opposizione di affrontare la discussione sul bilancio in maniera responsabile quantomeno dal punto di vista dei toni – poi ognuno voterà come lo ritiene opportuno – in ossequio al grave momento che stiamo vivendo”.

Lunedì 20 aprile in Consiglio regionale ci saranno dunque Vincenzo Cotugno (Orgoglio Molise), Vincenzo Niro (Popolari), Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio (Forza Italia) saranno presenti come consiglieri ‘semplici’. Fuori i primi dei non eletti Paola Matteo, Antonio Tedeschi, Nico Romagnuolo e Massimiliano Scarabeo, subentrati al momento della nomina ad assessori.

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L’azzeramento della Giunta ha messo in subbuglio anche le minoranze. Dal Pd il capogruppo in Consiglio regionale Micaela Fanelli parla di “un gesto opportunistico e gravissimo di Donato Toma. Presidente senza più numeri, che ha smarrito la rotta, la leadership, la capacità di guidare la nostra regione, proprio quando è massima la necessità di operare con coscienza, responsabilità e capacità. Aprire una crisi di governo, nel pieno di una crisi sanitaria ed economico-sociale, significa solo palesare inadeguatezza politica ed amministrativa e totale disprezzo per le istituzioni e per il popolo. Per le esigenze vere della salute e dell’economia”.

Il Movimento 5 Stelle definisce quella di Toma una “decisione irresponsabile”. In particolare, “l’azzeramento della Giunta non è altro che l’ennesimo colpo di teatro per tentare di mettere a tacere i tanti e sempre più rumorosi dissidi interni alla maggioranza, per blindare il voto al Bilancio regionale e per salvarsi la poltrona. Ma azzerare la Giunta vuol dire anche paralizzare l’attività ordinaria della Regione, sospendere pagamenti e innumerevoli altri problemi che rimangono irrisolti per lasciare posto alle beghe politiche. Inoltre, chiedere agli assessori di rimettere le deleghe vuol dire tentare di scaricare su di loro la responsabilità di un fallimento politico e amministrativo che si perpetua ogni giorno”.