Iorio silura Toma e rompe con la maggioranza: “Squallida operazione politica”

Il clima è bollente. A poche ore dall’azzeramento della Giunta regionale, Michele Iorio traccia un solco ancora più profondo dalla maggioranza guidata dal presidente Donato Toma: “Non ne faccio più parte”.

La rottura, annunciata con un post su Facebook, avviene poche ore dopo la tabula rasa operata in via Genova giovedì sera, quando il governatore ha chiesto e ottenuto da quattro assessori su 5 (ad eccezione di Luigi Mazzuto, di fatto comunque fuori dai giochi) le dimissioni.

Non si intravedono motivi e ideali né di tipo politico né amministrativo“, tuona Iorio, attualmente consigliere regionale, sull’azzeramento della Giunta, fortemente criticata pure dal Pd e dal Movimento 5 Stelle. “Ma è solo una squallida operazione politica, anzi partitica, evidentemente tendente ad una modifica legislativa in un momento in cui il Molise avrebbe bisogno di ben altre attenzioni”. Bordate con le quali Iorio si tira fuori dal secondo tempo della partita sulla ricomposizione della Giunta regionale, che dovrà necessariamente avvenire dopo il voto in Aula sul bilancio che si inizierà a discutere lunedì 20 aprile.

“Non ho votato la legge elettorale – incalza Iorio – ma ritengo che le regole del gioco si stabiliscono prima e non in corso d’opera. Non mi sento componente di questa maggioranza” e poi, aggiunge, “credo che l’annunciata volontà di escludere dal consiglio i quattro consiglieri regionali interessati, la dice lunga sulla omogeneità e sulla sbandierata ferrea compattezza del gruppo di maggioranza che finora ha difeso le posizioni della Giunta regionale”. Lunedì in Consiglio regionale gli assessori dimissionari (Vincenzo Cotugno, Nicola Cavaliere, Roberto Di Baggio e Vincenzo Niro) torneranno a sedere tra i banchi del Consiglio regionale, mentre non ci saranno i primi eletti che ne hanno preso il posto (Paola Matteo, Nico Romagnuolo, Massimiliano Scarabeo, Antonio Tedeschi).

Dunque, annuncia Iorio, “voterò un provvedimento legislativo solo se c’è l’abrogazione dell’intera legge elettorale (quella attualmente in vigore venne approvata durante la legislatura Frattura, ndr) in vigore i cui effetti, ovviamente, dovranno partire dalla prossima legislatura. Sono fermamente convinto che si debbano correggere molti degli errori contenuti nella stessa. Magari in tempi più consoni e quando i molisani avranno riguadagnato una tranquillità sulla propria salute e nella propria sfera lavorativa”. Finita dunque l’emergenza legata al covid, per l’ex governatore, sarà necessario rimettere mano alla rifoma.

Con questi presupposti la sessione dedicata al bilancio in Consiglio regionale potrebbe essere particolarmente arroventata. Del resto, nel corso della legislatura l’ex governatore, che aspirava ad un posto nella Giunta, non ha mai risparmiato critiche nei confronti dell’attuale capo dell’esecutivo di palazzo Vitale e di alcuni assessori: ad esempio, ha fatto particolarmente discutere e ha mandato in tilt la maggioranza l’emendamento di Iorio sul bando per individuare il gestore del trasporto pubblico. Era il 22 dicembre e il centrodestra venne battuto dal voto dei dissidenti della stessa maggioranza e delle opposizioni. Quel voto ha avuto l’effetto di un ‘sisma’ per la coalizione, i cui equilibri sono sempre più fragili e che ora si trova ad un bivio: se il bilancio non passa, si torna al voto.