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Ingressi in spiaggia contingentati, distanza fra ombrelloni e controllori: le proposte per l’estate 2020

Intervista a Pietro D'Andrea, balneatore termolese e Presidente per la Regione Molise del Sindacato “La Base Balneare con DonneDamare”, sindacato autonomo nazionale riconosciuto ai tavoli istituzionali. Le sue parole per la Vetrina economica sul Covid-19 per Primonumero a cura della Confesercenti di Termoli

Alla vigilia dell’estate balneare 2020 come vi state organizzando per l’accoglienza, qualora da parte del governo sarà consentita l’apertura?

“La situazione ad oggi è la seguente. Il DPCM del 10 aprile, l’ordinanza regionale del Molise e la successiva comunicazione della Prefettura hanno consentito l’inizio dei lavori alle attività sospese. Ai lidi è stata concessa la possibilità di effettuare manutenzioni ordinarie e sanificazione degli ambienti. Con la dovuta cautela provvederemo anche al livellamento dell’arenile in concessione per farci trovare preparati quando il Governo ci indicherà una data di possibile apertura”.

 

Come sarà vissuta la prossima estate in caso di disposizioni favorevoli all’apertura dei lidi?

“Le strutture balneari sono consapevoli del fatto che dopo l’evento epidemiologico, che al momento è ancora in corso, tutto cambierà e, almeno nei primi tempi, non sarà più come prima! Questa presa di coscienza appartiene a noi operatori di un servizio pubblico, ma appartiene anche all’intera comunità.

L’approccio con la vacanza vivrà la paura del contagio e del rapporto sociale; questo elemento dovrà rappresentare la vera sfida del prossimo futuro. Non solo i balneari, ma tutte le attività dovranno riflettere su eventuali errori del passato e guardare avanti utilizzando metodi e comportamenti adeguati alle esigenze di sicurezza e prevenzione. Dovranno garantire tutela incondizionata ai propri clienti ed al proprio personale. Sarà uno sforzo notevole che richiederà impegno, capacità e soprattutto una nuova mentalità che vada oltre il mero guadagno. Nel nostro settore si parla di risultati economici nel migliore dei casi pari allo zero, fino a perdite di fatturato che andranno dal 40 al 50%”.

 

Come pensa possa essere organizzata la spiaggia per la prossima estate?

“Darò delle indicazioni che appartengono alle recenti proposte scaturite dalle discussioni sindacali a livello nazionale. Sono molto differenti e legate ai vari territori, ma tutte in linea con i principi del contenimento dei rischi da coronavirus. Queste sono indicazioni di massima da tenere in considerazione secondaria in quanto si attende il protocollo nazionale dei tecnici a cui dovremo attenerci e le nostre indicazioni posso essere disattese o quanto meno modificate.

 

LE NOSTRE PROPOSTE

1) Distanza tra ombrelloni 3 metri, distanza tra file di ombrelloni 4 metri, distanza tra attrezzature 1 metro. Questo per garantire un distanziamento sociale equilibrato ed in linea con le indicazioni ministeriali;

2) Controllo in spiaggia effettuato da una figura professionale opportunamente formata che abbia il compito di far rispettare le misure preventive;

3) Il bar, per garantire la sicurezza dei lavoratori e dei clienti, dovrà essere organizzato in modo tale da permettere il rispetto del distanziamento sociale; le attività balneari che dispongono di aree all’aperto dovranno organizzarle con lo stesso principio e soprattutto bisognerà dare prevalenza al servizio in spiaggia direttamente presso l’ombrellone;  questo vale soprattutto per chi dispone di piccole aree bar dove non è possibile garantire distanziamento sociale se non permettendo l’ingresso ad un cliente alla volta.  In ogni caso ideale spingere verso un servizio di organizzazione con app e sms direttamente sotto l’ombrellone.

4) i bagni saranno attenzionati da un addetto in modo continuativo ed igienizzati ogni qualvolta verranno utilizzati;

5) Qualora gli stabilimenti balneari forniscono servizio pranzo bisognerà prevedere la possibilità dell’asporto; in caso di servizio al tavolo, gli stessi dovranno avere una distanza minima di un 1 metro x 1 metro per 2 persone; privilegiare l’uso sia al bar che al ristorante di stoviglie e bicchieri in mono uso

6) Gli ingressi ai lidi vanno contingentati per assicurare una presenza in spiaggia non caotica.

Si consiglia ad esempio un cartellone esterno con numero capienza di sicurezza, controllo termo scanner all’ingresso, identificazione clienti non frequentatori, assegnazione posto in spiaggia”.

 

Ma tutte queste prescrizioni come saranno accolte dai clienti? Pensa che qualcuno possa decidere di non scendere in spiaggia?

“Come facevo presente all’inizio, sarà un anno difficilissimo per la gestione di questa tipologia di servizio.  Bisognerà porsi delle domande: varrà la pena aprire se si rischia di non avere un guadagno ma in alcuni casi addirittura delle perdite? Imporre la distanza sociale con richiami e controlli potrà indispettire il cliente? Limitare l’ingresso per garantire il rispetto delle distanze avrà delle conseguenze sulla clientela che si sarà vista negare un ombrellone? Siamo disposti a mettere a rischio la nostra sicurezza, quella delle nostre famiglie e dei nostri lavoratori?  Siamo disposti a rischiare denunce penali? Perché tutto questo se ad oggi il Ministro del Turismo Franceschini non ha lui stesso le idee chiare, non ha predisposto le linee guida, ha fatto dichiarazioni allarmanti per noi balneari e per l’intera filiera del turismo italiano.

Sarebbe facile dire, no grazie, ci vediamo se possibile a “vaccino compiuto” ma così non è.

Gli operatori tutti e non solo i Balneari intendono continuare a rischiare,a mettercela tutta a rispettare scrupolosamente  le disposizioni  che verranno impartite  come le rispetteranno i cittadini/clienti; noi siamo fiduciari dello Stato e come tali  daremo la possibilità di godere delle spiagge e del mare  in Italia a tutti, con restrizioni, con perdite, con paure…ma ci saremo , come servizio pubblico lo dobbiamo, con passione e dedizione  apriremo quanto prima e con noi ripartirà il turismo italiano tutto”.