Il merito agli eroi e la colpa alla politica

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    Sarà che ormai il virus del populismo ha infettato anche menti aperte e funzionanti, ma ammetto di essere rimasto spiazzato dai commenti, i post, le accuse lette sui social e persino su qualche organo di informazione regionale. Anche da parte di persone che stimo.

    Addirittura si sono paragonate delle ambulanze che trasportavano persone vive da un luogo non sicuro a un luogo sicuro alle bare portate via da Bergamo qualche settimana fa. Ma, onestamente, con che coraggio si può dire una cosa del genere?

    Prima ancora di sapere, ben lontani dal capire, già si è padroni del giudizio. Colpa della politica! Sempre colpa della politica!

    Ma perché? Perché continuiamo a ritenerci migliori di chi fa politica? Perché non andiamo a vedere davvero se le colpe sono di chi amministra, o di chi dovrebbe semplicemente agire con coscienza, senso civico, rigore morale? Perché non si ragiona in maniera fredda, basandoci su fatti e numeri, invece di farci trascinare dalle emozioni, dai si dice, dai pregiudizi?

    Invece no, non accade. E’ molto più facile dare la colpa della politica.

    Neanche in un momento come questo riusciamo a prenderci le nostre responsabilità. le scarichiamo su qualcun altro, probabilmente perché abbiamo bisogno di liberarci la coscienza, sapendo che qualcuno farà questo sporco lavoro al posto nostro.

    Dopo la rivoltante retorica secondo cui “andrà tutto bene”, che qualcuno si ostina a ripetere nonostante oltre 15mila persone siano morte in Italia in questa pandemia, ora va di moda una parolina: Eroi. Bertolt Brecht ha scritto: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”.

    Evidente che gli italiani non hanno afferrato il concetto. Per fortuna che ci sono gli Eroi al fronte, altrimenti noi come potremmo continuare a fregarcene? A rinunciare a fare la nostra parte?

    C’è un passaggio del discorso alla Nazione che la Regina Elisabetta ha fatto domenica scorsa che andrebbe imparato a memoria: “Spero che nei prossimi anni tutti potranno essere orgogliosi di come hanno risposto a questa sfida”. Tutti: non sono gli eroi o la politica.

     

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