Il Covid e l’amore: molisani terzi per accesso ai siti porno e in questura aumentano le denunce per i ricatti a sfondo sessuale

Nell'analisi condotta in questo periodo da Pornhub, la regione si piazza sul podio tra quelle che ha fatto registrare il maggior numero di visite giornaliere sui siti hot. Il dato va di pari passo con l'aumento degli esposti presentati negli uffici di polizia del capoluogo per sextorsion e revenge porn

“E poi c’è Cattelan”. C’è lui, Alessandro Cattelan, conduttore dell’omonima trasmissione in onda su Sky, che ci mette come sempre del suo per rendere tutto straordinariamente graffiante anche quando – in queste lunghe serate in casa, davanti alla tv – racconta del podio guadagnato dai molisani per il rilevante numero di accessi a PornHub durante la quarantena, riuscendo a strappare un’ondata di risate ma anche imbarazzanti ammissioni.

video hard per ricatto

Un primato che Cattelan definisce “autorevole” perché sì, in un modo o nell’altro –  seppure confinati in pochi chilometri di terra – riusciamo sempre a sorprendere, finanche le analisi statistiche.

All’osso: mentre nel resto del Paese andava in tilt il sito dell’Inps per la mole di accesi online relativi alla richiesta dei famosi 600 euro, il Molise era impegnato in altri tipi di accessi. Tant’è che assieme al Trentino Alto Adige e alla Basilicata,  si piazza al terzo posto in Italia per il numero di visite sui siti porno durante questo momento di restrizioni e privazioni di rapporti sociali.

“Complimenti al Molise” dice Cattelan perché anche se siamo pochi “quando c’è da dare, date. Bravi”, conclude il conduttore con una battuta esaltante.

Ma al di là dell’ovvia ironia provocata dai dati prodotti dal monitoraggio di Pornhub,  qualche ora prima della trasmissione di Sky eravamo al lavoro per individuare i reati che più si consumano in questo periodo di “permanenza forzata” all’interno delle abitazioni.

Quindi in una formale chiacchierata con il capo della squadra mobile di Campobasso, il dottore Raffaele Iasi, avevamo già percepito qualche anomalia.

Il funzionario di polizia ha descritto, infatti, una mappa diversa del crimine da quella che conoscevamo prima dell’emergenza. Anche i reati in questo momento sono diversi e tra quelli che affiorano con una rilevanza degno di nota nella nostra realtà provinciale, sono proprio quelli a sfondo sessuale. Che – neanche a dirlo – nascono su siti o chat a luci rosse.

“Sono scesi i delitti contro il patrimonio – ha spiegato il dottore Iasi – ma aumentano quelli che si consumano on line. Tra questi, a parte le truffe e il fastidioso fenomeno delle fake news, abbiamo riscontrato diversi episodi della cosiddetta sextortion ed anche un incremento del revenge porn. Sì, diciamo che queste tipologie di misfatti hanno avuto una recrudescenza in questo periodo di restrizioni e di assenza di rapporti sociali”.

Cosa vuol dire? Che molti molisani – forse gli stessi che hanno fatto salire i numeri degli accessi ai siti porno – si sono anche prestati ad incontri sessuali virtuali durante i quali ci sono state prestazioni fotografate e immortalale, che poi – per evitare che venissero divulgate  –  sono state oggetto di estorsioni da parte delle avvenenti (?) signorine ‘incontrate’ al di là del monitor.

“Se non mi dai 500 euro (per esempio) pubblico le tue foto mentre…”. Questo il tenore delle richieste e quindi del contenuto poi denunciato alle forze dell’ordine da cittadini della provincia di Campobasso con un’età che varia dai 20 fino anche ai 70 anni. Ognuno, stanco di dover continuamente pagare per non vedersi divulgato sul web, alla fine ha scelto di confessare il ricatto sessuale (sextortion) e denunciare l’accaduto.

Eppoi aumentano anche gli episodi del più conosciuto revenge porn che nasce dalla vendetta di alcuni uomini che – lasciati durante questo momento di lontananza – hanno pubblicato sui social foto private ed intime delle exa scopi vendicativi appunto e senza alcun consenso.