I Discoli del Sinarca: “Vogliono far passare il gasdotto nei nostri paesi”. L’epidemia rallenta l’iter

L'ampliamento del gasdotto San Salvo-Biccari metterebbe a rischio siti di interesse comunitario passando per 11 Comuni molisani. Gli ambientalisti protestano e accusano la politica senza fare nomi. Intanto l'iter rallenta a causa dell'emergenza coronavirus

Bloccati i lavori per il gasdotto Larino-Chieti, c’è un’altra minaccia ambientale che incombe sui terreni di Montecilfone e dintorni. Almeno è questo quanto afferma il comitato ‘I Discoli del Sinarca’ che torna a puntare l’attenzione sulla vicenda del gasdotto San Salvo-Biccari.

Un impianto già esistente, ma che la società proponente Snam vorrebbe ampliare per farne – secondo quanto afferma il gruppo ambientalista – “la continuazione della Tap”, la Trans Adriatic Pipeline, vale a dire l’arcinota opera che nelle intenzioni dovrà trasportare gas dall’area Mar Caspio in varie zone d’Europa.

L’opera era stata praticamente avviata dalla Snam, che aveva posizionato all’interno del bosco Corundoli le trivelle. Scoperte proprio dai Discoli del Sinarca, erano state rimosse nottetempo dopo l’intervento dei Forestali e l’opposizione del Comune, che al momento non ha rilasciato alcuna autorizzazione.

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Ma l’iter prosegue. “Nei mesi scorsi il Ministero dell’Ambiente ha emanato il Decreto VIA relativo all’ampliamento del gasdotto San Salvo-Biccari –  fanno sapere I Discoli del Sinarca -. Non si tratta di un semplice rifacimento come vorrebbe far credere la Snam (la società proponente), bensì di un aumento della sua capacità di trasporto.

Il gasdotto in questione, come si evince dal progetto, passerebbe da 50 a 65 centimetri di diametro, la pressione di esercizio, invece, da 64 a 75 bar.

La nuova condotta, nelle intenzioni della Snam, dovrebbe essere la prosecuzione del gasdotto Tap, quindi non trasporterà il gas nelle case dei cittadini molisani; un film già visto con il gasdotto Larino-Chieti”.

Ma cosa comporterebbe un’opera del genere sul nostro territorio?Il progetto prevede il collegamento con gli impianti di stoccaggio del Sinarca (non ancora autorizzato) e del Treste, al confine tra Abruzzo e Molise.

Sono ben 11 i Comuni molisani che dovrebbero essere attraversati dall’opera: San Giuliano di Puglia, Santa Croce di Magliano, Rotello, Montorio nei Frentani, Ururi, Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Mafalda e Montenero di Bisaccia”.

Pur senza fare nomi né riferimenti specifici, il comitato lancia delle accuse. “Con la complicità della politica, sia regionale che locale, si intravede all’orizzonte l’ennesimo scempio ambientale, visto che i lavori interesseranno una Zona Speciale di Conservazione (Colle Gessaro); 3 Siti di Interesse Comunitario (Calanchi Pisciarello, Valle Biferno dalla diga a Guglionesi e Torrente Cigno); 3 Zone di Protezione Speciale (Lago di Guardialfiera-Foce del Biferno, Torrente Tona e Località Fantina e Fiume Fortore).

La Snam può contare sul sostegno incondizionato di diversi amministratori locali, i quali, incuranti dei pericoli a cui è esposto il nostro fragile territorio, sono pronti, pur di fare cassa, ad accontentarsi del ristoro ambientale; si tratta di una prassi ormai consolidata in Molise”.

Il comitato rimarca inoltre che “entro il 16 aprile i proprietari delle particelle interessate dalla fascia del vincolo preordinato all’esproprio e dalle aree da occupare temporaneamente, possono presentare delle osservazioni, inerenti e pertinenti al procedimento, le quali dovranno essere inoltrate con memorie scritte e documenti al Ministero dello Sviluppo Economico, per essere in seguito valutate nella apposita Conferenza di Servizi”.

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I Discoli intendono quindi battersi contro il possibile ampliamento di quel tratto della Tap e comunicano la propria “disponibilità ad offrire assistenza legale gratuita a tutti i soggetti sopracitati”.

La Conferenza di servizi è intanto slittata. Inizialmente prevista per lo scorso 2 aprile a Roma nella sede del Mise, è stata rinviata a data da destinarsi a causa dell’epidemia da coronavirus.

“Noi siamo contrari al progetto presentato, l’abbiamo già detto e lo ribadiamo” ci tiene a chiarire il sindaco di Montecilfone, Giorgio Manes, che di recente aveva affrontato la questione del gasdotto Larino-Chieti, la cui autorizzazione è stata revocata in consiglio comunale.

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“Ma è importante – precisa a proposito dell’opera che va da San-Salvo a Biccari – essere presenti alla Conferenza di servizi, perché vogliamo capire, sia noi che la Regione Molise, se la società proponente è intenzionata a cambiare il progetto”.