I contagi nelle case di riposo modificano il piano anti-Covid. Positivi asintomatici a Larino e Venafro

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I cluster scoppiati all’interno delle case di riposo molisane, per ora Cercemaggiore e Agnone, impongono una modifica della riorganizzazione ospedaliera inizialmente pensata per far fronte all’emergenza nuovo coronavirus in Molise. Il direttore generale Asrem Oreste Florenzano nelle ultime ore ha dichiarato che si sta valutando una riorganizzazione delle strutture in considerazione delle criticità che si sono create nelle case di riposo. Al vaglio dell’Unità di Crisi che si è riunita ieri sera, domenica, la modifica del Piano di gestione anti Covid. “Necessario prevedere una soluzione per gli ospiti delle case di riposo che hanno contratto il virus” spiega Florenzano. L’ipotesi è quella di spostarli al Vietri e al Santissimo Rosario, che saranno utilizzati per accogliere pazienti positivi e asintomatici, nei quali cioè la malattia non è ancora sviluppata.

Nel caso degli anziani di Cercemaggiore che erano stati trasferiti al Vietri con tampone negativo ma dopo qualche giorno si erano positivizzati questo è già avvenuto, e ora diventa anche oggetto di battaglia giudiziaria con l’esposto in Procura presentato dal sindaco Pino Puchetti e dalla sua maggioranza.

Per ora gli anziani restano nell’ospedale frentano assistiti da personale medico e infermieristico che, ribadiscono le autorità sanitarie, “sta utilizzando tutti i dispositivi di protezione necessari a evitare che il contagio possa diffondersi”. I 5 positivi (su 6 pazienti ricoverati) non presentano sintomi e qualora dovessero accusare febbre, tosse e comunque l’infezione conclamata saranno spostati nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Cardarelli, dove saranno sottoposti a terapie specifiche. Lo stesso discorso dovrebbe valere per gli anziani di Agnone per i quali inoltre manca l’assistenza degli operatori. La Asrem ha risolto da sola il problema che da due giorni tiene in apprensione il gruppo istituzionale della Task Force contrattualizzando alcuni Oss dedicati proprio all’assistenza degli ospiti di Tavola Osca.

“Dividere i negativi dai positivi” è una priorità in questo momento delle autorità sanitarie, che nelle prossime ore decideranno il trasferimento dei pazienti positivi ma asintomatici all’ospedale Santissimo Rosario di Venafro. Anche qui dunque si dovrebbe ricavare una unità Covid, contrariamente a quanto deciso in prima battuta, con un percorso separato dal resto della struttura e ingressi indipendenti. Una necessità che si è posta in considerazione proprio della emergenza legata ai cluster delle case di riposo. In un primo momento si era valutato di ospitare gli anziani di Agnone al Caracciolo, ma l’ipotesi è stata accantonata per venire sostituita dall’utilizzo dell’ospedale di Venafro.

La ragione di questa decisione deriva dalla difficoltà di gestire l’emergenza all’interno delle case di riposo, dove si è registrato un elevato numero di contagi.

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